24 ottobre 2020

Vittorio Veneto

IL GOVERNO TUTELI IL BROLO DI SAN GIACOMO

Il senatore Castro presenta un'interrogazione parlamentare sul tentativo di "contaminare il luogo"

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IL GOVERNO TUTELI IL BROLO DI SAN GIACOMO

Vittorio Veneto – Che il senatore Maurizio Castro (nella foto) si interessi al caso del brolo di San Giacomo, parteggiando per le monache che intendono difenderlo, non è un mistero. Dopo aver accompagnato in visita alla Villa Calbo-Crotta il ministro del Welfare Sacconi, Castro ha portato la vicenda formalmente in Parlamento.

Circa due settimane fa il senatore residente a Vittorio ha presentato un’interpellanza ai Ministri per i beni e le attività culturali (Sandro Bondi) e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (Stefania Prestigiacomo), chiedendo se i titolari dei due dicasteri ritengano opportuno attivarsi per tutelare l’integrità ambientale del Monastero dei Santi Gervasio e Protasio.
Castro chiede inoltre a Bondi se intenda evitare che “un’insidiosa opacità amministrativa” gravi sulla vicenda, inducendo nell’opinione pubblica “il timore che si possano attingere intese clandestine tra organi modulandone la realizzazione in base a interessi elettorali di parte”.

Non usa mezzi termini il parlamentare pidiellino, nel far capire ai due ministri che c’è qualche sospetto sulla gestione dell’intera vicenda.

“Il Monastero cistercense di clausura a San Giacomo di Veglia – spiega Castro - ha una storia ormai secolare di radicamento nel territorio e rappresenta con la sua nitida testimonianza di spiritualità comunitaria un punto di riferimento indiscusso per le esperienze monastiche continentali”.

Castro ricorda che il Monastero è stato votato “luogo del cuore” FAI nel 2006 da oltre 18.000 persone, "che si mobilitarono perché l’area in cui esso è collocato rimanesse adibita a luogo di meditazione e dunque destinata a verde pubblico".

Giudica quindi inopinata la mossa della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto che a giugno ha avviato il procedimento per modificare le prescrizioni di tutela indiretta del brolo, “in singolarissima coincidenza con le reiterate dichiarazioni rese alla stampa dall’ex Sindaco di Vittorio Veneto, onorevole Giancarlo Scottà, che annunziava di aver raggiunto da tempo un accordo con il Direttore Regionale, architetto Ugo Soragni, per edificare una palestra immediatamente a ridosso del Monastero, nell’esiguo spazio libero lasciato tra il cimitero gentilizio del convento e il cimitero pubblico della frazione e dunque in posizione tale da gravemente perturbare lo svolgimento acconcio delle attività monastiche”.

In poche parole, secondo Castro quella palestra non s'ha da fare nel punto desiderato da Scottà. Anche perché, ricorda, "è emersa in modo inconfutabile la disponibilità di almeno altri cinque siti, nella stessa frazione di San Giacomo, pienamente idonei all’installazione della palestra voluta dall’Amministrazione comunale".

Non ha dubbi, il senatore PDL: deve essere “sventato l’avviato tentativo di contaminare il luogo con invadenti interventi di saturazione immobiliare”. E nella questione il Governo deve dichiarare da che parte sta.

 

 


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