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18 gennaio 2022

Treviso

Green Pass anche per andare al ristorante: "Penalizzati sempre noi esercenti"

Fipe Treviso: "Allora lo si renda obbligatorio anche per andare nei centri commerciali e al supermercato"

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Green pass

TREVISO - L’idea di un Green Pass obbligatorio per andare al bar, al ristorante, al cinema o in palestra, seguendo il modello della Francia, sta già mettendo in subbuglio le categorie economiche. Ristoratori ed esercenti trevigiani non vogliono sentir parlare di utilizzo del Green Pass per cenare o bere un caffè al bar.

“L’idea non ci ha fatto piacere. Perché dobbiamo sempre essere noi il bersaglio delle decisioni che riguardano restrizioni e controlli?”, le parole di Dania Sartorato, presidente della Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi di Treviso. “Dopo le chiusure noi esercenti abbiamo lavorato e investito per allestire plateatici e tavoli all’aperto per garantire il servizio all’esterno dei nostri locali e ora vogliono inserire il Green Pass per poter andare al ristorante o al bar? Mi sembra una soluzione complessa - continua Sartorato - sia per quanto riguarda i controlli, che dobbiamo ancora una volta fare noi, sia per gestire eventuali prenotazioni di più persone”.

La referente dei pubblici esercizi apre uno spiraglio se la soluzione del patentino di immunità può servire ad allontanare il rischio chiusure e zone gialle. “Se l’utilizzo del Green Pass può servire come strumento per spingere la campagna vaccinale, allora lo si renda obbligatorio per tutte le situazioni di socialità, compresi i centri commerciali e i supermercati, e non si parli più di chiusure e zone gialle”.

“Gestire questa partita è complicato ma è anche vero che liberalizzare tutto è contro producente per i mesi che verranno", dichaira Mauro Visentin, segretario generale delal Cgil di Treviso. "Affinchè la nostra economia non paghi un altro scotto, credo che ci debba essere un grande senso di responsabilità: in primis da parte di chi non si è ancora vaccinato, di chi ha preso parte agli assembramenti dei giorni scorsi, ma anche dei gestori dei locali che in questa fase devono metterci qualcosa in più per prevenire ma soprattutto per preservare il loro futuro. Perché il rischio è che per voler recuperare quello che si è perso fino ad oggi, si continui a buttar via futuro di tutti”.

 


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