29 marzo 2020

Nord-Est

Grenfell: i genitori di Marco minacciano una causa contro il ministro inglese

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Grenfell: i genitori di Marco minacciano una causa contro il ministro inglese

La famiglia di Marco Gottardi, il giovane architetto veneto perito nel 2017 a Londra con la fidanzata Gloria Trevisan e altre 70 persone nel tragico rogo della Grenfell Tower, insorge contro il ministro britannico dei Rapporti con il Parlamento, Jacob Rees-Mogg. E minaccia azioni legali a tutela della memoria delle vittime, oltre a chiedere l'intervento della Farnesina. Lo si legge in una nota inviata all'ANSA da Padova dall'avvocato Fabio Pinelli, in rappresentanza di Giannino Gottardi, il papà di Marco.

 

Rees-Mogg aveva affermato martedì che sarebbe stato un atto di "buonsenso" per gli inquilini ignorare l'indicazione iniziale dei vigili del fuoco, nella notte del disastro, di restare barricati ('stay put') negli appartamenti, denunciata poi come un errore fatale da una commissione d'inchiesta. Salvo scusarsi dopo la raffica di accuse di "insensibilità" piovutegli addosso da parte di superstiti, familiari, esponenti dell'opposizione laburista e del suo stesso partito (conservatore), nonché da figure dello spettacolo e della cultura britanniche. Pinelli denuncia da parte sua le frasi pronunciate da Rees-Mogg durante una chiacchierata radiofonica come "dichiarazioni assurde".

 

"Affermazioni gravissime - rincara -, lesive della memoria delle vittime e che stravolgono in evidente malafede la realtà degli eventi" visto che Marco e Gloria "hanno perso la vita per l'inconcepibile carenza sotto il profilo della tutela della sicurezza e dei presidi anti-incendio dell'edificio che abitavano, oltreché per la manifesta inadeguatezza dell'autorità britannica di pubblica sicurezza dimostratasi incapace di gestire un efficace piano di evacuazione dell'immobile". "Affermare al cospetto di tale evidenza che Marco Gottardi e Gloria Trevisan siano responsabili del proprio decesso, perché non avrebbero avuto il 'buonsenso' di disattendere un ordine impartitogli dall'autorità che gestiva i soccorsi, è fatto così grave da non meritare ulteriore commento", insiste il legale rendendo noto di aver trasmesso "una formale richiesta di tutela, per via diplomatica, al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale". Obiettivo: "Ottenere una pubblica censura delle odiose esternazioni del Ministro del Governo britannico, offensive della memoria di cittadini italiani vittime di questa tragedia".

 

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