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18 aprile 2024

Cronaca

Grillo jr a processo, il racconto della ragazza tra le lacrime: "Dopo lo stupro mi volevo suicidare"

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Grillo jr a processo, il racconto della ragazza tra le lacrime:

La giovane è apparsa molto provata, tanto da far decidere per una breve interruzione della testimonianza in aula. "Dopo lo stupro mi volevo suicidare", ha detto. Il legale dell'imputato Corsiglia: "Contraddizioni tra il racconto di lei e quello dell'amica"

"Non sentivo il mio corpo e neppure le mie braccia, non riuscivo a muovermi...". E' il racconto, tra i singhiozzi, della ragazza italo-norvegese che ha ripercorso in aula, al processo a Ciro Grillo e ai suoi tre amici per stupro di gruppo al Tribunale di Tempio Pausania (Sassari), la notte tra il 6 e il 7 luglio del 2019. La giovane, che all'epoca aveva 19 anni, rispondendo alle domande del Procuratore Gregorio Capasso, ricorda quanto sarebbe avvenuto dopo la serata trascorsa con i quattro ragazzi genovesi al Billionaire. Con la sua amica 'Roberta', nome di fantasia, la giovane andò con Grillo junior e i suoi tre amici nel residence in Costa Smeralda. Qui sarebbero avvenute le violenze. Prima da parte di uno dei ragazzi, Francesco Corsiglia, come dice la giovane, e poi degli altri tre. Gli imputati (Edoardo Capitta, Corsiglia, Vittorio Lauria e Grillo jr) sono assenti.

"Io volevo urlare ma non ci riuscivo. Volevo gridare ma ero come paralizzata", racconta. La giovane, apparsa molto provata, quando ha ripercorso i primi momenti di quella sera ha iniziato a singhiozzare e così è stata decisa una breve pausa del processo, poi ripreso.

"A un certo punto, quella notte, fui costretta a bere della vodka dalla bottiglia. Vittorio (Lauria ndr) mi afferrò la testa con la forza e con una mano mi teneva il collo e con l'altra mi forzava a bere", ha detto ancora la presunta vittima dello stupro di gruppo, violenze che avrebbe ricevuto in tre diversi momenti.

"Oggi - ha poi spiegato - faccio atti di autolesionismo e ho disturbi alimentari" mentre "dopo lo stupro di gruppo mi volevo suicidare, correvo sui binari per farmi mettere sotto da un treno", la drammatica testimonianza.

Giulia Bongiorno, legale della ragazza: "E' devastata" "Per un legale queste giornate sono forse le più difficili, le più complicate e le più dolorose. Perché avere una persona che nel raccontare quello che le è accaduto, dicendo che ha tentato il suicidio e che ha fatto atti di autolesionismo, ha parlato anche di corse verso i binari per farsi mettere sotto da un treno, fa capire che a volte si banalizzano dei fatti che invece, sono di una gravità inaudita". Lo ha detto l'avvocata Giulia Bongiorno, la legale di parte civile della giovane italo-norvegese. "Questi fatti non è che lasciano un segno - dice - ma distruggono, devastano. E' una ragazza devastata. Ha fatto una deposizione tra i singhiozzi", ha concluso.

Legale imputato: "Contraddizioni tra il suo racconto e quello dell'amica" "Ci sono contraddizioni molto marcate tra il racconto fatto oggi in aula dalla ragazza e la sua amica nella scorsa udienza". Lo ha detto l'avvocata Antonella Cuccureddu, legale di Francesco Corsiglia. "Tante contraddizioni anche rispetto a quello che hanno raccontato anche gli altri testimoni che abbiamo sentito fino ad oggi, sono una infinità di aspetti, si tratta di elementi a volte marginali rispetto al fatto ma che lo compongono e altri cruciali...".


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