23 ottobre 2020

Vittorio Veneto

Immigrati alla Gotti? Non è possibile perchè la caserma è occupata

Sulla vicenda Gotti interviene Barbara De Nardi

| Carlo De Bastiani |

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Immigrati alla Gotti? Non è possibile perchè la caserma è occupata

VITTORIO VENETO - Immigrati alla Gotti sì o no? Insieme agli esiti delle vicende giudiziarie veneziane, che hanno portato, tra gli altri, all’arresto del Sindaco Orsoni e dell’Assessore regionale Chisso, è questo l’argomento che tiene banco negli ultimi giorni prima del ballottaggio di domenica prossima tra Da Re e Tonon.


Abbiamo chiesto a Barbara De Nardi, seconda più votata tra i candidati al consiglio comunale, un parere sulla vicenda, in considerazione del fatto che fu lei a guidare lo scorso anno la battaglia per evitare la chiusura del 1° FOD.


“A prescindere da tutte le dichiarazioni di questi giorni, il fatto è che la questione è mal posta sin dall’inizio -  dichiara la De Nardi - in quanto la caserma Gotti è notoriamente ancora sede di un reparto dell’Esercito, il c.d. nucleo stralcio, che si occupa da mesi delle lunghe operazioni di dismissione degli immobili già occupati dal disciolto 1° FOD. La cosa è sotto gli occhi di tutti, basta passare davanti alla caserma e ci si accorge che durante il giorno la bandiera italiana ancora sventola sul pennone posto nel piazzale e che di notte parte delle luci nell’immobile principale sono accese”.


“La polemica è del tutto inutile e sterile - continua Barbara De Nardi - quell’immobile è ancora occupato, a tutti gli effetti, dall’Esercito e questo è un dato di fatto. Il resto sono solo chiacchiere"


“Chiediamoci, piuttosto, - conclude la De Nardi - di chi è la responsabilità della dipartita dell’Esercito da Vittorio Veneto. Da Re sa benissimo che la sua improvvida lettera, spedita a dicembre del 2012 a Napolitano, ha di fatto bloccato ogni possibilità di manovra successiva finalizzata a mantenere in Città una presenza militare di qualche tipo. Scrivere al Capo delle Forze Armate doveva essere l’ultimo atto, l’estremo tentativo, lo avrebbe capito anche un bambino. Da Re ha pensato di esser più furbo degli altri mettendo subito in mezzo il Presidente della Repubblica e ha fatto un autogol clamoroso. Senza quella lettera probabilmente Vittorio Veneto sarebbe ancora sede di un reparto dell’Esercito e del fatto che non sia così i vittoriesi sanno bene chi ringraziare”.

 


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Carlo De Bastiani

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