26 novembre 2020

Economia e Finanza

IMPARARE A CAMBIARE VELOCEMENTE

(la crescita esponenziale)

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IMPARARE A CAMBIARE VELOCEMENTE

Sono convinto che molti non sappiano cos’è realmente una crescita esponenziale. Da qualche giorno, nei media, si sente usare spesso questo termine quando si parla del coronavirus. La storiella del grano e degli scacchi può essere di aiuto per capire il senso del termine.

Il gioco degli scacchi è uno dei più antichi del mondo, e non si sa, se siano stati i cinesi o gli indiani, migliaia di anni fa ad inventarlo. Nel tempo, con il progredire delle relazioni commerciali giunse in Persia, dove divenne popolare. Un giorno l’ambasciatore persiano in Egitto, mostrò al Faraone il gioco degli scacchi, il quale, dopo aver ascoltato con attenzione le regole ed effettuato una partita dimostrativa, sfidò l’ambasciatore per tutta la notte. Il Faraone, nonostante le sconfitte, imparò ad apprezzare la bellezza del gioco e le capacità del suo avversario e volle dimostrare al suo ospite la propria gratitudine.

Invitò quindi l’ambasciatore ad esprimere un desiderio e gli promise di esaudirlo. L’ambasciatore rispose che voleva solo del grano, partendo con un chicco sulla prima casella della scacchiera, due chicchi sulla seconda, quattro sulla terza, otto sulla quarta e così continuando e raddoppiando, fino alla sessantaquattresima casella. Il Faraone fu stupito dalla richiesta, che riteneva modesta, e diede ordine al di provvedere immediatamente. Il Gran tesoriere ci mise una settimana a fare i conti e la cifra risultava improponibile. Così andò dal faraone al quale disse che, per pagare l’ambasciatore, non solo non era sufficiente il raccolto dell’intero Egitto, ma non lo era neppure quello del mondo intero, e nemmeno i raccolti dell’intero mondo dei prossimi dieci anni.

Come era possibile? Una richiesta che il faraone considerava banale metteva in ginocchio l’Egitto. Per capirlo basta provare a farlo. Immaginate di mettere un chicco nella prima casella, poi due chicchi nella seconda, quattro della terza, otto della quarta, sedici nella quinta, trentadue nella sesta, e così via. La legge del raddoppio va avanti fino alla sessantaquattresima casella e complessivamente si arriva a questo numero 18.446.744.073.709.551.615 (diciotto miliardi di miliardi di chicchi).

La storia ci insegna che quando si aumenta ripetutamente una quantità per la stessa proporzione, in questo caso raddoppiandola, si ha una crescita esponenziale. All’inizio la quantità aumenta lentamente ma ben presto accelera e in brevissimo tempo raggiunge dimensioni impreviste. La crescita esponenziale è fondamentale per capire il mondo.

In questo momento il coronavirus sta provocando cambiamenti che non immaginavamo e che stanno cambiando il modo di vivere e di fare impresa, soprattutto per le micro e piccole imprese che operano in settori che risultano essere i più colpiti come la ristorazione e il turismo. Questo tipo di imprese si trovano a dover fare i conti non solo con gli aspetti economico e finanziari del momento, ma anche per quello che sarà il futuro, perché sta cambiando anche il modo di vivere delle persone.

Cosa e come fare per uscire da questa situazione? Io non ho bacchette magiche e non sono in grado di vedere il futuro, però posso dire che questi imprenditori, e non solo loro, devono provare a pensare in modo esponenziale, visto che l’accelerazione sembra essere il segno del nostro tempo. Un elemento importante nel pensare al futuro, come ho già detto in questo mio articolo, è la gestione dell’incertezza e del rischio. Questo però non è semplice, perché i problemi complessi generano nelle persone un senso di smarrimento che rende più difficile prendere delle decisioni.

Einstein diceva: “non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”. Questa frase dovrebbe portare molti imprenditori e professionisti a guardare la situazione attuale con occhi diversi, cercando di imparare ad avere a che fare con il futuro, perché cambieranno gli stili di vita, il modo di pensare di molta gente e, il mondo non sarà più quello di prima. Con questo non dico che non ci saranno più bar, ristoranti, agenzie di viaggio e alberghi, ma forse saranno in numero inferiore e in parte diversi da come sono ora e, per questo motivo, chi avrà la capacità di intercettare prima i cambiamenti, e di conseguenza, cambiare sé stesso o la sua impresa o la sua professione, sarà tra i primi ad averne i benefici.

Non dimentichiamo il grano e la scacchiera e cerchiamo di pensare esponenzialmente.



di Claudio Bottos

(Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale)

 


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