29 settembre 2020

Treviso

Istat: oltre centomila gli stranieri residenti nella Marca

Rumeni e cinesi in cima alla classifica

| Davide Bellacicco |

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| Davide Bellacicco |

Istat: oltre centomila gli stranieri residenti nella Marca

TREVISO - Ammonta a 514.592 la popolazione straniera residente in Veneto al  1 gennaio 2014. Lo rende noto l’Istat nelle consuete statistiche demografiche su base annuale.  Di questi, 101.545, circa un quinto, vivono nella marca trevigiana. L’analisi di questo aggregato conduce inevitabilmente a diverse riflessioni sul piano geopolitico, giacché dal dettaglio delle nazionalità, emerge come anche nel nostro territorio sull’afflusso di immigrati abbiano inciso alcune fra le più note crisi internazionali degli ultimi anni, così come, certamente, la complessa situazione tanto in Ucraina quanto in Siria e Iraq troverà riscontro nelle statistiche demografiche degli anni a venire.  Le rilevazioni Istat non si riferiscono, va detto, a quanti giungono quotidianamente presso le coste siciliane nel contesto delle operazioni di salvataggio prima di “Mare Nostrum” e poi del similare intervento europeo, giacché anche se ospitati a migliaia nelle varie provincie per le procedure identificative e per la verifica delle condizioni per l’ottenimento dello status di rifugiato, costoro non costituiscono una presenza permanente. Gli immigrati “di Marca”, quelli che restano stabilmente e regolarmente, superano di poco l’11% della popolazione. In cima alla classifica la nazionalità rumena, con 19979 residenti. Seguono, ai primi posti, Marocco (11191) Albania (10033) Cina (8191)Macedonia (7449) Kosovo (6590)  Moldavia (3782) Ucraina (3483) Senegal (3169) e Bangladesh (2465).


In generale si conferma un’area geograficamente predisposta ad accogliere un flusso migratorio proveniente in massima parte dall’Europa dell’est. Interessanti sono, a tal proposito, alcuni trend: se alcune presenze si riducono (è il caso delle migrazioni che storicamente hanno caratterizzato il Paese da decenni, come Albania o Marocco e che oggi si contengono notevolmente di anno in anno), e altre aumentano solo di poche unità, così non si può dire per ucraini (321 residenti in più), macedoni (+176), ma soprattutto cinesi (614) e rumeni, che costituiscono da soli un quinto del totale degli stranieri residenti in provincia e che aumentano ad un ritmo di circa 1000 all’anno su base provinciale. Per questi ultimi si è registrata una migrazione massiva dopo il 2007, anno di ingresso della Romania nell’Unione Europea. 


Come evidenziato in precedenza, questi numeri sono destinati a variare, probabilmente in modo sensibile, con le rilevazioni del 2015 (l’Istat considera sempre l’anno precedente) e negli anni a venire una componente importante di questi numeri sarà sempre maggiormente costituita dalle cosiddette seconde generazioni. Inoltre, posto che ad ogni conflitto corrisponde una quota di sfollati e che questi non di rado rappresentano, assieme a quanti fuggono da situazioni di povertà, la massima parte di quanti si stanziano in Paesi più fortunati, dovremmo aspettarci evoluzioni del fenomeno. Certamente la crisi economica ha reso tutta l’Italia, e anche la Marca, meno appetibile di un tempo e lo dimostra anche la scelta di chi arriva con i famigerati barconi, di limitarsi spesso al mero transito sul nostro territorio per poi raggiungere altri stati dell’Unione. Non fanno parte di questa statistica, ma ci danno un indizio interessante: i Paesi nordici sono più ambiti in questo frangente anche da chi emigra in cerca di fortuna. 


 


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Davide Bellacicco

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