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20 gennaio 2022

Montebelluna

L’eloquente risposta della dottoressa Favotto alla penosa “vicenda Baseggio”

Il consigliere comunale leghista Baseggio ha condiviso un post che accosta le vaccinazioni al nazismo

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Casco covid per respirare

MONTEBELLUNA – Tanti i commenti a una vicenda che a dirla tutta poco sorprende. Si tratta della questione sollevata da un quotidiano locale su un post “sopra le righe” condiviso dal consigliere comunale della Lega Walter Baseggio, inneggiante a una “nuova Norimberga”, che accomuna le vaccinazioni alle atrocità dei medici nazisti (immagine sotto). Tutti, in primis il sindaco Adalberto Bordin (anch’egli della Lega), hanno biasimato il comportamento di Baseggio tanto più che nel partito di maggioranza montebellunesi ci sono personalità come l’assessore Elzo Severin che in quanto medico si adopera da tempo sul fronte dei vaccini.

Ma Baseggio aveva già espresso anche in passato posizioni “particolari” come in occasione del primo consiglio comunale quando come un fulmine a ciel sereno, in un clima di sereno dialogo tra le parti politiche, aveva fatto delle dichiarazioni al vetriolo che avevano lasciato perplessi molti degli astanti. Ma tornando alla recente vicenda va detto che Baseggio ha da prima tolto il post “incriminato” salvo poi fare dichiarazioni ancor più sconcertanti commentando un post pubblicato in un gruppo Facebook montebellunese (vedi immagine sotto).

L’ultima reazione alla vicenda arriva da una consigliere comunale d’opposizione, Fernanda Favotto che oltre ad essere medico ben conosce i rischi pandemici giacché da circa 20 anni è attiva anche all’estero come volontaria dell’associazione HFL, ed ha operato in paesi quali: Madagascar, Haiti, India e Etiopia, terre meravigliose dove però le epidemie mietono fin troppe vittime. Ecco le sue considerazioni sulla questione, proposte integralmente.

Leggo quanto ha condiviso e commentato il Consigliere Baseggio riguardo i vaccini e l’obbligo vaccinale e leggo anche di alcuni "mi piace". Leggo in ritardo in quanto impegnata (come tutti i miei colleghi medici di Medicina Generale) a fronteggiare questa nuova ondata della pandemia con tracciamenti, terapie, consigli, telefonate, sostegno e disponibilità … Quindi leggo con irritato rammarico, ma non stupore, le affermazioni veramente vergognose e banali nella loro pochezza. È un anno che sto cercando di dire ai pazienti che, in questo contesto sanitario storico-sociale mondiale, vaccinarsi non è più una scelta personale. La scelta personale può riguardare un viaggio, uno spostamento in terre lontane, quando decido singolarmente di rischiare o meno di prendermi qualche malattia infettiva. Ora no. Non è più una scelta personale, è una scelta DI comunità e PER la comunità. Significa prendersi la responsabilità di pensare al proprio ruolo nella comunità di cui si fa parte e decidere se si vuole far parte in maniera positiva o negativa.

Capisco la paura di alcune persone, molte delle persone che hanno deciso di farlo (ho raccolto molte confidenze quando sono andata ad aiutare nei centri vaccinali) lo hanno fatto anche malvolentieri, ma consapevoli che la loro decisione era un gesto per aiutare tutti, altrimenti non se ne viene fuori, abbiamo bisogno di venirne fuori. Quando mi sento dire - “… però è pesante andare a fare 3 volte la settimana il tampone…” - mi vien da dire che “pesante” è respirare con il casco e concentrarsi solo sul respirare, “pesante” è venir intubati in terapia intensiva, “pesante” è avere gli ospedali bloccati e ritardare visite ed interventi per altre gravi patologie, “pesante” è la stanchezza dei medici e del personale sanitario che, magari, vengono anche contestati sulle terapie. Pesante ed inaccettabile è leggere chi ancora sminuisce la attuale situazione ospedaliera e spara tesi negazioniste per caso.

È offensivo, vergognoso e spregevole (verso tutti) che si paragonino le scelte sulla obbligatorietà vaccinale (per gli over 50) a scelte tipo-naziste, quando sono scelte che servono a tutelare anche la salute di chi fa queste deliranti affermazioni e di chi ne condivide lo spirito. A margine vorrei proprio spendere una parola di incoraggiamento ai miei colleghi (ospedalieri e del territorio) ed a tutto il personale sanitario che, in questo periodo, si sta dando da fare oltre le proprie possibilità per sostenere questa situazione. Siamo stanchi e talvolta sfiduciati di fronte ad affermazioni e prese di posizione insensate, ma continuiamo col nostro lavoro e siamo qui a farlo, ogni giorno e per tutti, indistintamente. E questa è la nostra forza
”.

Leggi anche:

“Voglio dimostrare che le persone possono cambiare e migliorarsi lavorando con serietà” 

 

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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