15 ottobre 2021

Treviso

L'Astrattismo di Bonazza, Galliazzo e Massari in mostra all'Iconico di Treviso

Con la loro esposizione i tre artisti di lungo corso inaugurano venerdì 2 luglio alle 18.30 un nuovo spazio artistico in Via Terraglio

| Lieta Zanatta |

| Lieta Zanatta |

Astrattismo Iconico

TREVISO - E' nato un nuovo spazio espositivo per l'arte a Treviso. Precisamente fuori le mura in Via Terraglio, entrando in città prima di imboccare il cavalcavia per andare alla stazione, sulla destra.

E' Iconico, nome della pizzeria e ristorantino che come tanti locali ultimamente – e come era d'uso dal dopoguerra fino agli anni '80 in tanti ristoranti e trattorie - unisce l'arte del gusto a al piacere di osservare le opere di artisti locali esposte sui muri come in una Galleria.

Verrà inaugurato oggi 2 luglio alle 18.30 con un vernissage per una mostra dal nome significativo, Astrattismo Iconico, presentata dalla critica d'arte Ombretta Frezza, anche curatrice dell'esposizione.

Sono tre gli artisti in esposizione fino al 30 agosto: Silvano Bonazza, Renzo Galiazzo e Antonio Massari.

«Le loro sono opere di matrice astratta che porteranno l’osservatore a compiere un viaggio metafisico, onirico, fiabesco e surrealistico – anticipa Frezza - Un viaggio ipnotico, caleidoscopico, che ci farà respirare atmosfere avanguardistiche che rompono ogni legame con la tradizione del passato, con gli accademismi, con regole e schematismi per farci abbandonare ad un divertissement cromatico che rispecchierà le variazioni improvvisate della jazz band che animerà la serata»

La critica d'arte Ombretta Frezza

Il vernissage è su prenotazione, per contingentare l’affluenza per la normativa anti Covid-19, al numero 3498227241.

C'è la possibilità di visitare successivamente la mostra con la curatrice, sempre previo appuntamento.

 

Gli autori, chi sono.

Renzo Galiazzo. Trevigiano di nascita, inizia la sua carriera, artistica negli anni '60 come paesaggista classico.

Negli anni '90 avviene una svolta importante nel suo modo di dipingere, avvicinandosi alla pittura post-impressionista e astratta.

Realizza tele anche di grandi dimensioni, creando un'espressione artistica e sensoriale, non subordinata ad un ordine puramente estetico, dove lo studio del colore fa da padrone e diventa chiarezza percettiva, evidente solo alla fine del processo creativo.

Negli ultimi anni si sta dedicando alla rappresentazione del Montello in chiave astratta, richiamando atmosfere alla Vedova e Burri.

Antonio Massari. Lavora libero da regole accademiche, estetiche, canoni, perché sostiene che l’arte, in ogni sua forma e manifestazione, deve potersi esprimere nella sua essenza più vera e profonda.

La sua pittura non prevede disegni preparatori o schemi predefiniti.

Sono paesaggi, che, apparentemente, sembrano appartenere al mondo fiabesco, onirico, dove entrare lasciando alle spalle le quotidianità frenetiche e soffocanti, dove ci si sente ingranaggi di un sistema sociale che impone di non pensare e di mascherare ciò che si è, portandoci così, ogni giorno, a dare vita alla commedia dell’esistenza.

Silvano Bonazza. Scultore e pittore, si dedica alla contaminazione dei materiali, giungendo a soluzioni plastiche che portano l’osservatore a riflettere sulle tematiche esistenziali quali il nostro rapporto con l’ambiente, la nostra spiritualità e la continua ricerca dell’individuo a rispondere alle grandi domande esistenziali.

Realizza opere che in pittura vedono il colore come protagonista, voce narrante che arriva, attraverso pennellate e scelte cromatiche a farsi espressione di un’emozione, di un ricordo, di un moto dell’anima. Scultura nella quale Bonazza esprime la sua vis creatrice, come un big bang che dal nulla dà origine al tutto.

 

 


| modificato il:

Lieta Zanatta

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