18 aprile 2021

Nord-Est

Le tose de Zaia le xe indemoniae

Reazioni al vetriolo dalle cheerleader del governatore per un articolo che al ghe fa sol che pubblicità

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Le tose de Zaia le xe indemoniae

Quando ieri ho pubblicato - bontade mia (ma mi sono divertita, non posso negarlo) - un pezzo sulle Tose de Zaia, il gruppo facebook a sostegno del governatore veneto contava 35 mila iscritte. Oggi il sodalizio ha superato quota 40 mila, e c’è da scommettere che continuerà a ingrassare. E probabilmente (anche) per merito mio.

 

Attivissime - per ora - nell’attività fisica del tasteggio, le Tose de Zaia oltre a continuare a portare in palma de man il loro idolo, hanno infatti trovato ulteriore calce per consolidare la loro unione. La calce è la sottoscritta. Che, secondo la chiamiamola opinione di alcune, dovrebbe chiedere scusa per aver dato eco giornalistica alle loro amene boutade, senza pensare che gli ho fatto un favore da chilo (tanto per restare nella metafora del peso, a cui paiono sensibili).

 

Perché, a parte una comune simpatia (Zaia) o un comune obiettivo (che le tose non hanno ancora messo a fuoco: diamole tempo), niente unisce di più che avere un comune nemico. E’ un principio elementare dell’antropologia sociale.

 

Continuando quindi a fare da megafono alle seguacissime di Luca Zaia, devo dire che alcuni loro commenti/feedback hanno meritato un’ociàda.

 

Qualcuna ha cercato di delineare un mio profilo psicologico: sono risultata frustrata, sola, poareta, spiona, infelice, acida, spocchiosa, depressa, invidiosa (“Questa non ha nient’altro da fare che leggere i nostri commenti?” “Eh, no. La è anca ea in quarantena”); qualcuna ha ipotizzato che fossi molto giovane, poi la Signora in Giallo del gruppo è andata su Wikipedia e ha scoperto che non sono di primo pelo (nemmeno di secondo); qualcuna si è dedicata alla mia formazione, consigliandomi l’iscrizione all’accademia della polenta (o qualcosa di simile), la lettura di Oscar Wilde (l’autore più citato del globo) di cui - ahi, che dolore! - sono stati riportati aforismi che non gli sono mai appartenuti; qualcuna - la Dad va alla grande - ha fatto l’analisi logica dell’incipit del mio pezzo (tanto per dimostrare di non aver scordato del tutto i rudimenti di linguistica appresi da scolaretta).

 

Le più sospettose hanno supposto che dietro il mio divertissement ci fosse un ‘mandante’ (il complottismo è come lo sciroppo d’acero: sbrodola ovunque). Le più inquiete hanno pensato alla vendetta: “Dove abita ‘sta tizia? Andiamo sotto casa sua” (speriamo di non essere una loro ‘congiunta’ fino al sesto grado).

 

Qualcuna ha stigmatizzato la mia a quanto pare infedeltà al genere sessuale condiviso. Le più sagge hanno proposto di ignorarmi.

 

Il fatto è che, a parte le simpatiche schermaglie suscitate, con il pezzo sulle Tose de Zaia mi si è aperto un mondo. Perché su feisbuc questo, per quanto cicciotto, non è l’unico gruppo di fans zaiesche. Scopro infatti che esiste il gruppo Le bimbe di Zaia, il gruppo Le bimbe di Luca Zaia, il gruppo Lebimbe Dizaia, che si definisce - giuro, non l’ho inventato - ‘Fanpage ufficiale della Superstar del Tampone’, e che guarda al governatore come al “nostro coniglietto playboy preferito”. Sempre su fb c’è poi chi, venuto a conoscenza del gruppo delle Tose di Zaia, e averne sfogliato i profili, commenta (prendo il meno perfido) “Ma ste tose sono tutte in menopausa? Quanti anni le gà sul gropòn?”

 

A questo punto mi viene una curiosità - che non credo sia ‘di genere’. Se il governatore del Veneto, che certo ha altri problemi per il capo, nel risicato tempo libero è venuto a conoscenza di questi sodalizi che ha pensato? Uhm, qui imbarazzo ci cova. Ma i sentimenti che ci soverchiano in questa fase - non solo la 2 - sono troppo pressanti per farci caso.

 


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Emanuela Da Ros

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