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27 gennaio 2022

L'EUROPA AMMETTE L'EURO-DISASTRO

Categoria: Notizie e politica - Tags: euro, commissione europea.Laszlo Andor, europa

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Francesca Salvador | commenti | (19)

 

 

LA COMMISSIONE EUROPEA AMMETTE L'EURO CATASTROFE IN UN DOCUMENTO DEL COMMISSARIO LASZLO ANDOR

 

(E' LA FINE DELL'EURO?)

 

 

Riporto sotto il feroce commento pubblicato su ZeroHedge riguardo l'ultima delle scoperte dell'acqua calda (un po' come, qualche mese fa, la scoperta della BCE sul debito privato e pubblico):

 

Un comunicato stampa della Commissione Europea riconosce candidamente che disoccupazione e disagio sociale sono esiti della svalutazione interna, che a sua volta è esito della rigidità del cambio implicato dalla moneta unica.

 

 

Era il dicembre del 2012 quando facemmo il punto sul più grande fallimento dell'eurozona: un continente nel quale, a causa dell'assenza della flessibilità del cambio (il che è un regalo alla Germania e a ciò che altrimenti sarebbe un costosissimo marco tedesco), i paesi membri si trovano impossibilitati a svalutare per uscire dalla depressione. Vale a dire che in assenza della possibilità di effettuare una svalutazione esterna, i paesi europei in difficoltà (cioè quasi tutti) hanno avuto una sola scelta: la svalutazione interna, nota anche come crollo salariale.

 

 

Questo è ciò che avevamo detto:

 

"La maggior parte dei paesi europei (inclusa la Francia) hanno una disperata necessità di una svalutazione esterna, la quale è impossibile stando in un'unione monetaria, di conseguenza la svalutazione interna rimane l'unica opzione.

 

È a questo punto che s'inserisce il famigerato concetto di austerità: da un punto di vista macroeconomico l'austerità non è tanto una pratica per rallentare la crescita del debito (anche perché né la Spagna né l'Italia hanno ridotto il ritmo di emissione del debito), quanto invece una pratica per acquisire progressivamente competitività di prezzo rispetto alla Germania: un obiettivo fondamentale per assicurare una qualche possibilità di sopravvivenza all'eurozona, cioè, abbassando i tremendi livelli di disoccupazione che assicurano quasi per certo "disordini" sociali nei mesi e anni a venire. 

 

E qui viene il guaio, perché mentre le proteste contro l'"austerità" (che come abbiamo recentemente fatto notare non è ancora stata veramente messa in atto in Europa, certamente non in Portogallo o in Spagna) sono un evento quotidiano nella maggior parte dei paesi PIIGS, "ancora non avete visto nulla".

 

Il motivo: per raggiungere l'inevitabile riequilibrio macroeconomico, e per far scendere lo spread tra il costo del lavoro dell'euro-periferia e quello della Germania, la maggior parte dei paesi europei dovrà assistere ad un crollo dei salari compreso fra il 30 e il 50 percento, per compensare l'assenza di svalutazione della moneta a livello del singolo Stato. E sì, questo riguarda anche la Francia.

 

 

Questo viene ormai accettato da tutti. La nostra conclusione, tuttavia, esigeva di più: chiedeva una piena ammissione da parte degli efferati oligarchi di questa unione monetaria artificiale, il cui cui unico scopo - come tutto, del resto, in questa "Nuova Normalità" - è quello di facilitare il trasferimento di ricchezza dai poveri ai ricchi:

 

 

...dire ad un intero continente - che nella sua disperazione confida che il peggio sia già passato (come i suoi menzogneri politici non perdono occasione di far notare) - che la più forte caduta degli standard di vita deve ancora arrivare, sarebbe disumano e al limite della crudeltà. Dunque terremo la bocca chiusa e lasceremo che siano i politici europei a portare questo messaggio deprimente al loro popolo. Siamo certi che la reazione sarà più che composta.

 

 

Beh, oggi finalmente è accaduto l'impensabile, quando la seguente sorprendente affermazione è stata rilasciata da László Andor, della Commissione Europea, in un comunicato stampa intitolato :

 

"Al centro del rapporto annuale su occupazione e sviluppi sociali la necessità di affrontare i rischi della povertà lavorativa":

 

"Dimensione sociale dell'UEM

 

I divari macroeconomici, sociali e occupazionali tuttora crescenti minacciano gli obiettivi fondamentali dell'Unione sanciti dai trattati, ossia vantaggi generalizzati attraverso la promozione della convergenza economica e miglioramento della vita dei cittadini negli Stati membri.

 

Il rapporto 2013 dimostra come le basi dei divari attuali siano state poste nel corso dei primi anni di introduzione dell'euro, giacché in alcuni Stati membri una crescita squilibrata, fondata sull'aumento del debito alimentato da bassi tassi di interesse e su massicci afflussi di capitale, è stata spesso associata a un andamento deludente della produttività e della competitività.

Venuta meno la possibilità di svalutare la moneta, i paesi della zona euro che tentano di recuperare competitività sul versante dei costi devono ricorrere alla "svalutazione interna" (contenimento di prezzi e salari). Questa politica presenta però limiti e risvolti negativi, non da ultimo in termini di un aumento della disoccupazione e del disagio sociale e la sua efficacia dipende da molti fattori come il grado di apertura dell'economia, la vivacità della domanda esterna e l'esistenza di politiche e di investimenti che promuovano la competitività non di prezzo."

 

E dunque ecco a voi, non dalla voce di qualche blog di nicchia o di qualche euroscettico radicale con la schiuma alla bocca, ma dal bastione stesso di ciò che è la più artificiale costruzione dei tempi moderni, l'"Europa unita".

 

E adesso tratteniamo il respiro in attesa della reazione del grande pubblico, nel momento in cui esso realizzerà che durante tutto l'ultimo decennio è stato apertamente ingannato ogni volta che un politico ha aperto bocca, e che tutto ciò che hanno da mostrare come risultato è una disoccupazione al massimo storico e il peggior standard di vita per la maggior parte delle persone (eccetto l'un  per cento al top - il quale non ha mai avuto condizioni migliori) nella storia europea recente.

 

di Tyler Durden, 21 gennaio 2014

 

Fonte: Voci dall’estero

 

http://www.zerohedge.com/news/2014-01-21/europe-finally-admits-monetary-union-leads-increased-unemployment-and-social-hardshi



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SI CHIAMA SVALUTAZIONE SALARIALE, BELLEZZA!

da... .vincitori e vinti

Gli italiani hanno la brutta abitudine di svegliarsi tardi e, quando lo fanno, offrono la sensazione che siano caduti dal pero.

Non capisco tutta questo discutere per il caso Electrolux che, come ben saprete, ha elaborato una proposta per mantenere in vita la produzione negli stabilimenti italiani.

da Leggo

«Il problema è che i prodotti italiani risentono di costi produttivi superiori a quelli dei concorrenti». Un’analisi che coincide con quella di Electrolux, che ha lanciato l’ultimatum ai dipendenti dei 4 stabilimenti friulani: gli stipendi italiani sono troppo alti, o si adeguano a quelli di altri Paesi o si tagliano i posti di lavoro............


E questa è la cronaca di questi giorni che racconta una storia nota, ossia che in Italia è assai difficile fare impresa e mantenere competitivi sui mercati internazionali i prodotti che si producono in Italia.

Le cause sono sempre le stesse e sono altrettanto note: eccesso di tassazione, eccessiva burocrazia, tasso di cambio non rappresentativo della struttura economica italiana che rende meno competitivi i prodotti italiani, e chi più ne ha ne metta.

La cronaca di un paio d'anni fa, precisamente dell'agosto del 2011, invece, raccontava della letterina della BCE all'allora governo italiano, presieduto da Silvio Berlusconi.

Giusto per ricordarvelo, si da il caso che, al secondo punto delle raccomandazioni prescritte in quella lettera, era scritto:

"C'é anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione, "

Quindi, non si capisce proprio la sorpresa che possa suscitare questo caso, essendo stato descritto nei minimi dettagli e anticipato già dall'agosto 2011.

E cosa è accaduto in questi due anni? È accaduto che la disoccupazione è aumentata e ora, per la semplice legge della domanda e dell'offerta, essendoci più manodopera disponibile ad essere occupata (offerta), chi è in cerca di lavoro è destinato ad accettarlo a condizioni meno favorevoli.

Quindi vengono compressi i salari, con la speranza che questo sacrificio possa contribuire a far guadagnare posizioni di competitività alle imprese italiane, altrimenti prossime all'estinzione. ...


...Il tutto, ovviamente, si consuma sotto lo sguardo vigile dei sindacati e dei partiti che mentono spudoratamente ai lavoratori sul futuro che li attende, poiché, permanendo le condizioni attuali, saranno destinati a diventare parte significativa di un enorme bacino di manodopera a basso costo.

Ciò che sto affermando è (o meglio dovrebbe essere) cosa nota. Tant'è vero che lo stesso Mario Monti, qualche mese fa, intervistato da una emittente televisiva americana, si lodava per aver distrutto la domanda interna, al fine di riequilibrare i passivi della bilancia commerciale italiana.

Tasse più alte, non compensate da politiche economiche espansive, sottraggono reddito spendibile alle famiglie. Un minor reddito fa crollare i consumi, quindi la domanda interna. Una minore domanda interna fa esplodere la disoccupazione, che aggrava la recessione, che contrae le entrate dello stato.

Quindi, si generano buchi nel bilancio dello stato che devono essere compensati con nuovo gettito fiscale. E si riparte dall'inizio.

Capisco che in Italia ci sia l'esigenza di riempire le pagine dei giornali sussidiati o quella di offrire dibattiti televisivi privi di senso, dove siedono ritualmente politici e sindacalisti (il più delle volte analfabeti economici, o, nel migliore dei casi, in malafede) che, con la solita retorica vuota di contenuti, si esercitano a farvi la morale o a suggerirvi come potete arrivare alla fine del mese, senza proporre alcuna soluzione seria e fattibile.

Ma di questa crisi, caro lettore, è stato già scritto più o meno tutto. E questo è solo una parte dell'epilogo, che è stato anch'esso scritto.

Urlare quando la realtà presenta il conto è assai poco utile. E accrescere il risentimento e le avversità verso coloro che hanno scritto il vostro gramo futuro, costituisce solo una magra consolazione che non sarà utile a salvarvi il culo. Il cui culo, loro, non subendo alcuna svalutazione salariale, ce l'hanno già ben riparato. Voi no, invece.

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24/01/14

Gli esperti di Davos che non vanno sui nostri giornali: "l'eurozona è paralizzata, l'euro un errore gigantesco"

Come riporta Evans-Pritchard sul Telegraph, l’ex capo della Bundesbank Axel Weber si aspetta quest’anno nuovi attacchi dei mercati all’eurozona e l’economista Kenneth Rogoff diche che l’euro è stato un "gigantesco errore di proporzioni storiche"


Un manipolo di super esperti a Davos ha raffreddato gli entusiasmi di chi sostiene che la crisi europea sia finita, avvertendo che l'eurozona rimane bloccata in una trappola del debito dovuta alla bassa crescita e rischia di essere relegata ai margini dell'economia mondiale dagli Stati Uniti e dalla Cina.

Axel Weber, l'ex capo della Bundesbank tedesca, ha detto che il disordine di fondo continua a fare danni e che quest'anno probabilmente l’eurozona dovrà affrontare un nuovo attacco dei mercati.


"L'Europa è sotto scacco. Sono ancora veramente preoccupato. La situazione dei mercati è migliorata, ma non l'economica reale della maggior parte dei paesi”, ha detto al World Economic Forum di Davos.

Weber, ora presidente di UBS, ha detto che gli stress test della BCE sulle banche che si terranno a novembre rischiano di provocare un nuovo panico sul debito sovrano, riattivando la crisi nei paesi del Mediterraneo.

"I mercati stanno ora sottovalutando i rischi, specialmente in periferia. Mi aspetto che alcune banche non riescano a passare i test nonostante la pressione politica. Non appena questo diventerà evidente, ci sarà una reazione finanziaria nei mercati," ha dichiarato.

Il professore di Harvard Kenneth Rogoff ha detto che il lancio dell'euro è stato un "errore gigantesco di proporzioni storiche, realizzato troppo presto", che ora richiede un grado di unione fiscale e un fondo comune di risoluzione bancaria per poter funzionare, ma i leader dell’UEM ancora si rifiutano di intraprendere queste azioni.

"La gente non parla più del crollo dell'euro, ma la disoccupazione giovanile è davvero tremenda. Non è possibile lasciare andare questa tempesta per altri cinque anni," ha dichiarato.

Rogoff ha detto che l’Europa sta sperperando la "risorsa scarsa" della sua gioventù, che sarebbe estremamente necessaria per dare forza a una società che invecchia a causa della crisi demografica.

Mentre l'Europa ha ancora grandi competenze tecnologiche e un ordinamento giuridico che è l'invidia di molti mercati emergenti, ora rischia di perdere terreno come primo attore dell'economia globale.

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mercoledì 29 gennaio 2014

Che succede nella Repubblica Argentina?

di Sergio Di Cori Modigliani

Mai, come in questi giorni, la discrepanza tra ciò che sta avvenendo nel continente americano e ciò che la stampa riferisce in Europa, è stata così marcata. Sia per ciò che accade in Usa, sia per ciò che sta accadendo -soprattutto- nella zona sudamericana.

Per non parlare delle superficiali considerazioni dei bloggers improvvisati nostrani o, ancora peggio, di chi sta riferendo della situazione argentina applicando dei concetti standard che appartengono alla dottrina Draghi e alla scelte effettuate dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.

Leggere la stampa italiana e poi andare a leggere la stampa argentina è davvero comico, per non dire orwellianamente tragico.
Mentre in Italia si parla di quel Paese come di una nazione in ginocchio, travolta da una crisi economica senza precedenti, con una moneta crollata e alla vigilia di un default annunciato, in Argentina si parla in termini davvero molto ma molto diversi.

Ecco che cosa sta accadendo, in sintesi.
La prima notizia (politica) consiste nel ritorno sulla scena di Cristina Kirchner, assente da almeno quattro mesi per motivi di salute, finalmente ristabilita, e da tre giorni di nuovo al comando della situazione, di nuovo in ufficio.

La seconda notizia (economica) consiste nella modalità europea nell'aver presentato la scelta governativa di svalutare la propria moneta come equivalente a "crollo dell'economia argentina", non è così.

Il peso argentino è stato svalutato contro dollaro in maniera massiccia proprio per evitare il default, a causa del fatto che i grossi fondi di investimento internazionale stanno abbandonando l'intero continente sudamericano, la Russia, la Turchia, l'India e la Cina per riversarsi in maniera massiccia in Usa, la nazione che in questo momento gode della migliore salute, che guida la ripresa economica, e che a giorni alzerà i tassi consentendo guadagni molto più favorevoli.

Dinanzi a questa mancanza improvvisa di liquidità (si chiama speculazione finanziaria) il Fondo Monetario Internazionale si è presentato come angelo guaritore proponendosi per un massiccio prestito internazionale "per aiutare l'Argentina a superare il momentaneo guado". L'Argentina ha detto: "no grazie facciamo da noi".

Si sono fatti i conti e hanno deciso di rischiare, facendo ciò che l'Italia faceva un tempo per superare le crisi economiche (vedi 1993, 1987, 1980, 1973): si svaluta la propria moneta per essere più competitivi con le proprie merci a livello internazionale e si coprono le necessità del Tesoro grazie alle proprie riserve (se uno le ha).
L'Argentina (qui passiamo alla informazione di dati oggettivi) ne ha, più di quanto non si pensasse, tant'è vero che non è affatto crollata, oggi al pomeriggio, come si sosteneva.

Il Tesoro ha comunicato di avere in cassa 29 miliardi di dollari, superiori del 46% alle attese.

Questo pomeriggio si attendeva il crollo definitivo sia del peso che dell'economia locale, mentre invece il cambio peso/dollaro ha retto egregiamente, grazie a dei fattori strutturali nuovi in seguito alla riforme attuate negli ultimi sei anni (opposte a quelle volute dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale): nei tre campi fondamentali per una nazione, ovvero energia, alimentazione, beni di consumo.

L' Argentina è produttrice indipendente e autonoma perchè ha nazionalizzato il petrolio (che produce, essendo piena di pozzi) ha abbattuto le importazioni agricole sviluppando una filiera controllata nazionale, e quindi anche nel caso di emergenza internazionale sono in grado di prodursi da soli carne, latticini e verdure senza affacciarsi sui mercati internazionali, dato che in Argentina il 100% della carne acquistata è prodotta in loco, così come la frutta (85%) e la verdura (78%). Sono in grado di produrre il 94% del grano sufficiente a garantire il fabbisogno nazionale di pane.

Si è riappropriata della linea aerea, dato che Aereolineas Argentinas è di nuovo la compagnia di bandiera nazionale e in seguito alla fuga di capitali stranieri -grazie alla svalutazione della propria moneta- ha aumentato l'export in tutto il continente e in Cina.

Si tratta di una ben specifica scelta politico-economico-esistenziale che consente loro di affrontare, in questo momento, l'inizio di una gigantesca tempesta finanziaria planetaria determinata dagli Usa e dai colossi finanziari. In questi giorni, si sta manifestando, prima di tutto, nelle nazioni cosiddette "emergenti".
A breve piomberà anche in Europa, è una questione di settimane.

Questa mattina, intervenendo a L'Avana al convegno internazionale degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac) la Kirchner ha dichiarato

"Me ne frego del pil e dei grafici, perchè il nostro grande comune nemico è chiaro a tutti: noi siamo in guerra contro la fame, la povertà e le diseguaglianze sociali. Questa è la nostra unica vera guerra. Il nostro compito principale non è aumentare la massa finanziaria come ci vuole imporre il Fondo Monetario, bensì quello di creare valore aggiunto attraverso l'innovazione e lanciando un grande piano di industrializzazione dell'agricoltura per offrire lavoro e occupazione.
Soprattutto nella ricerca scientifica, nell'istruzione e nell'innovazione tecnologica. E' lì che bisogna investire non sui mercati finanziari. Se non lo facciamo, costruiamo una dipendenza servile, che non sarà più geografica o militare come era un tempo, ma sarà anche peggiore, perchè sarà profonda e strutturale: saremo servi della tecnologia delle nazioni che hanno investito in quel settore".

Avete qui un resoconto totale e particolareggiato:http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-238735-2014-01-29.html.

In un importante blog argentino, "El blog de Abel" (http://abelfer.wordpress.com/author/abelfer/) si leggeva ieri l'opinione relativa a ciò che si dice dell'Argentina in Europa, con specifico riferimento a

Enrico Letta e Mariano Rajoy, due personalità politiche che in Argentina sono considerati due tecnocrati ottusi e miopi, entrambi al servizio dell'estrema destra che sostiene l'oligarchia finanziaria internazionale.

Dice nel blog: En cuanto a la "preocupación de Italia y España por la situación cambiaria en Argentina", y las declaraciones del primer ministro de Italia, Enrico Letta, junto a Mariano Rajoy "Si hubiera explotado (la crisis) hace un año (Italia y España) estaríamos en otra situación, de preocupación. Hoy somos una Unión Europea más sólida y tenemos un euro más fuerte, además de una mayor capacidad de afrontar esta situación"... bueno, hay que ponerlas en el mismo estante que las de Cristina hablando del "efecto jazz" y cómo nosotros podíamos mostrar al mundo nuestra fortaleza frente a la Crisis. Son para los medios locales, los que están para repetirlas para los partidarios. A comienzos de 2001, se calculaba que los fondos expuestos en Argentina alcanzaban a un increíble 25 % del total de los colocados en mercados emergentes (una buena cantidad fueron repatriados antes del default a fin de ese año, dicho sea de paso). Hoy, estimo que no llegan al 1 %.

Tradotto, in sintesi, spiega che le argomentazioni di Letta e Rajoy "è roba che serve per i media locali e per dar la guazza ai loro partiti".

Aggiunge, inoltre, che la sottrazione di capitali esteri non rappresenta una tragedia perchè mentre nel 2001 il 25% degli investimenti erano in mano agli stranieri (che hanno portato via i loro capitali in 48 ore facendo crollare la nazione) oggi, ammontano a circa l'1%.

In Argentina, in realtà, si parla di altre cose, in questi giorni, ovvero del varo del nuovo piano governativo di aiuto a giovani studenti (http://www.progresar.anses.gob.ar/). Il piano "progresar" (vuol dire: progredire) garantisce il salario di cittadinanza minimo a tutti i giovani dai 16 ai 29 anni che vogliono studiare e avere accesso alla formazione professionale, con un buono di 600 pesos (corrispondente, come potere contrattuale di mercato, ai nostri 600 euro) oltre all'accesso gratuito per libri, computer, alta tecnologia di produzione nazionale; in aggiunta il blocco degli affitti e degli sfratti, che ha irritato gli immobiliaristi ai quali il governo ha risposto: "se volete rilanciare il mercato, costruite nuove case e affittate quelle, così date lavoro anche nel campo edilizio".

L'inflazione è molto alta, è vero. Ma è stata applicata la scala mobile e quindi sia i salari che il reddito di cittadinanza vengono continuamente aggiornati.

Concludendo la sua partecipazione all'importante riunione a L'Avana, la Kirchner, nel ricordare la figura di Che Guevara -nato e cresciuto a Buenos Aires- ha ricordato puntigliosamente che

"l'uomo è libero soltanto quando ha istruzione, una casa di proprietà e cibo assicurato; tutto il resto è retorica usata dalla finanza internazionale per garantire il mantenimento dei loro privilegi colonialisti.

A noi non interessa più di tanto ciò che accade in borsa, ci interessa garantire che sia possibile a un numero sempre più vasto di persone di riempire la borsa della spesa. Perchè quella è la borsa che conta".

Sono consapevoli del momento difficile, sanno che per loro è dura così com'è dura per tutti, ma hanno dalla loro il fatto che il presente che stanno vivendo è centomila volte meglio del loro recente passato e hanno un enorme entusiasmo nel volersi tuffare nel futuro.

Non hanno nessuna intenzione di cedere a ricatti internazionali e hanno addirittura approntato un piano strategico nazionale di sussidiarietà e sopravvivenza prevedendo che -se le cose si dovessero mettere male- dovranno andare incontro a un periodo di isolamento, praticando il protezionismo per garantirsi l'autosufficienza.

A riprova dell'abilità pragmatica della Kirchner, la presidente ha provveduto ad alzare gli stipendi e i salari a tutto l'esercito. Conosce i suoi polli.

Così, sarà sempre più difficile per il Fondo Monetario Internazionale, per la Cia, per la BCE, farsi venire in mente di organizzare un golpe militare, come hanno sempre fatto con il Sudamerica ogni qualvolta che ha "osato" tentare di rialzare la testa, pretendendo di sottrarsi alle logiche imperiali e imperialiste della finanza internazionale.

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La miope furbata della svalutazione competitiva sta portando l’ Argentina al suicidio, con crollo del potere d’acquisto dei salari e fuga dei capitali all’ estero. Avviati verso guai identici paiono gli altri paesi emergenti, i BRICS, e la Turchia. L’Euro ha fornito un ombrello salvifico per l’Italia contro la crisi globale, altrimenti saremmo già alla canna del gas. Il problema non è l’Euro ma la necessità di una unificazione fiscale, bancaria, del welfare, del mercato del lavoro, della politica tutta. Il cammino è difficile ma è quello giusto. Gli euroscettici demagoghi-complottisti-catastofisti-xenofobi che speculano sulle disgrazie dei lavoratori vogliono riportare la storia europea indietro, ai nazionalismi ed agli scannatoi bimillenari; per i lavoratori sarebbe ancor peggio. I guai dell’ Italia derivano dalla sua malapolitica che tale era anche con la Lira. Abbiamo bisogno di politici di livello superiore e se vengono da “fuori confine”, un premier tedesco o danese per dire, non vedo dove stia il problema. Dire che "l' Europa ha ammesso l' eurodisastro" è la solita panzanata. Nessuno degli Stati aderenti all’ Eurozona l’ha abbandonata e per restarvi hanno fatto sacrifici enormi Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna, Italia…. In Ucraina c’è chi sta morendo sulle barricate per voler entrare nella UE.
PS: vedo, Sig.ra Salvador, che su di lei gli effetti della palestra della felicità e delle flebo di ossitocina son già spariti…

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L’Ungheria ha vinto contro la Troika, ora aumenta le pensioni!
Mentre il governo sta massacrando e impoverendo gli italiani con misure lacrime e sangue l’Ungheria sta andando nella direzione opposta grazie alla messa in atto di misure aventi lo scopo di aiutare le fasce deboli e rilanciare l’economia.

Questa rivoluzione e’ iniziata alcuni mesi fa quando il governo ungherese, con una mossa a sorpresa, ha deciso di estinguere con due anni di anticipo il debito contratto col Fondo Monetario Internazionale e chiesto ai suoi funzionari di chiudere il loro ufficio e lasciare il paese.

Una volta libero da pressioni ricattatorie l’esecutivo ungherese ha iniziato ad adottare una serie di misure volte a stimolare i consumi e incrementare il reddito delle famiglie quali la riduzione del 10% dei prezzi di gas naturale, luce e riscaldamento centralizzato, acqua, nettezza urbana, raccolta di rifiuti e rimozione scarti e dal primo Novembre sarà effettivo un taglio ulteriore dell’11,1% su luce, gas e riscaldamento.
Inoltre il governo aumenterà le pensioni del 2,4% allo scopo di preservarne il potere di acquisto (il settimo ritocco al rialzo delle pensioni in tre anni e mezzo), una modifica che inciderà sulle tasche di 2,8 milioni di persone.

Quello che sta accadendo in Ungheria dimostra i vantaggi di avere un governo che non e’ schiavo dei poteri forti e il silenzio dei mezzi di informazione la dice lunga sugli effetti nefasti che tali organizzazioni hanno sul nostro paese nonche’ sul servilismo di molti giornalai di regime.
Giuseppe De Santis

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UNGHERIA / GOVERNO ORBAN ANNUNCIA IL TERZO TAGLIO CONSECUTIVO (-10%) DEL COSTO DI GAS E LUCE. SARA’ FATTO AD APRILE

BUDAPEST – Il governo ungherese ha varato il terzo taglio delle bollette di luce e gas. Dopo aver tagliato le bollette di luce, acqua, gas e nettezza urbana del 20% nessuno si aspetterebbe che il governo ungherese continuasse ancora a fare dei tagli e invece cio’ che per molti rimane qualcosa di impossibile sta diventando realta’.

Pochi giorni fa, nel totale silenzio della stampa di regime ovunque in Europa e specialmente in Italia, il governo ungherese ha deciso di tagliare per la terza volta le bollette di luce e gas. Il taglio entrera’ in vigore ad aprile a poche settimane dalle elezioni. Sarà di non meno del 10%

Antal Rogán, leader del Fidesz party (che e’ al potere ed i sondaggi danno vincente alle elezioni di Aprile) ha giustificato questa decisione col fatto che in Ungheria i costi delle bollette erano tra i piu’ alti in Europa e le compagnie facevano profitti molto elevati sulle spalle dei consumatori e quindi il governo ha deciso di effettuare questi tagli per redistribuire parte di questi profitti alle famiglie ungheresi cosi da poter avere piu’ soldi da spendere.

A tale proposito occorre ricordare che il governo ungherese sta lavorando a un piano per rinazionalizzare le societa’ produttrici di elettricita’ e gas cosi’ da tenere i costi energetici al livello piu’ basso possibile.

Ovviamente nessuno avrebbe da ridire su queste politiche di buon senso e non e’ una coincidenza che i poteri forti globalisti stanno facendo di tutto per attaccare l’Ungheria e anche l’Unione Europea ha criticato questi tagli perchè secondo gli strapagati parassiti che opreano a Bruxelles il governo ungherese avrebbe danneggiato la concorrenza nel settore energetico, ma fortunatamente tali attacchi non hanno avuto nessun effetto.

Come al solito la stampa di regime ha mantenuto una censura di tipo sovietico su questa vicenda perche’ come al solito conviene tenere gli italiani nell’ignoranza visto che – se sapessero – pretenderebbero che lo stesso fosse fatto in Italia e questo ovviamente non conviene alla casta partitocratica italiana, che si limita ad accusare senza alcun fondamento il governo ungherese di essere populista e xenofobo.

GIUSEPPE DE SANTIS – Londra

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Eh già , i segnali per i non addetti ai lavori dovrebbero essere chiari, questa Europa sta spazzando via decenni di conquiste sociali in tutta Europa facendo attuare gli interessi e i modus operandi delle multinazi che hanno SEMPRE cercato di sfruttare manodopera a basso costo per ottenere forti ricavi e distribuirli con forti divari salariali, questa è la verità. L Europa per come si è formata e per le politiche che attua funziona bene solo per le aziende multinazionali che rispondono solo al profitto e ne abbiamo la riprova in casa nostra con il caso Electrolux e il ricatto di schiavizzare a 700 euro al mese gli operai per rimanere in Italia con gli stabilimenti.
Ormai è prassi comune che nelle sedi parlamentari ci siano dei soggetti estranei rappresentanti dei lobbisti e delle multinazionali che cercano di influenzare le decisioni che spesse volte arrivano sotto forma di decreti legge senza quindi essere discusse, uno tra tanti l accisa sulle sigarette elettroniche . Penso che l esempio dell Ungheria sia molto eloquente, e la denuncia collettiva verso le ultime due legislature per istigazione al suicidio drammaticamente legittima, chi si ostina a sostenere questo modello di Europa continua a parlare in maniera astratta e naturalmente indottrinata dai media asserviti ...wow

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Eh, già, caro Denisio

ma come si sul dire...

non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!

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Bankitalia, oggi, ha diffuso i dati ufficiali sullo stato dell'economia della nazione.

Risulta -statisticamente- che il 10% della popolazione possiede il 48,5% della ricchezza collettiva.

Risulta anche che il 9,8% della popolazione ha aumentato nell'ultimo biennio il proprio reddito di un + 65%,

mentre il 72% delle famiglie lo ha diminuito di un - 7,5%.

I poveri sono aumentati del 125% nell'ultimo quadriennio e i consumi sono crollati.

Sia Enrico Letta che il Ministro del Tesoro, Saccomanni, hanno detto che "questi dati ufficiali ci confermano che non soltanto la recessione è finita, ma che l'Italia è ormai lanciata verso la ripresa", così c'è scritto nel comunicato ufficiale del governo.


I membri di quel 9,8% della popolazione sono quelli che ci governano.


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L'Ucraina ha il 98,9% di alfabetizzazione. L'ultimo sondaggio condotto nel marzo del 2013 dall'Unione Europea rivela che nella scala dei loro valori, al primo posto c'è la musica, al secondo l'amore, al terzo la letteratura, al quarto la famiglia, al quinto l'espressione individuale, al sesto il sesso libero.

Il danaro si trova all'undicesimo posto, mentre in Italia è saldamente al primo posto nella scala dei valori con la percentuale del 72%, seguito dal cibo, dai viaggi, dalla notorietà, dal lavoro fisso, dalla visibilità vip.

L'Ucraina è anche il paese con il record europeo di diffusione della lettura (l'82% della popolazione legge almeno 20 libri l'anno, mentre in Italia il 46% non legge nulla oppure un solo libro).

La gente mette da parte i soldi per andare ai concerti di musica, ai recital dei poeti, e la loro più grande aspirazione consiste nel sentirsi parte integrante della famiglia europea.

E' una etnia, secondo me, che può arricchire il dibattito europeo regalandoci la partecipazione di una cittadinanza agguerrita che ha la caratteristica di essere molto colta, con un livello spropositatamente alto di consapevolezza collettiva, che ha già fatto sapere che considerano il loro ingresso nella Unione Europea come garanzia formale contro la dittatura colonialista di Putin,

MA NON ENTRERANNO MAI NELL'EURO NÈ ACCETTERANNO MAI L L'IMPOSIZIONE DEL FISCAL COMPACT.

Sono, quindi, pericolosi.
E' per questo che la Francia, la Germania, l'Italia, l'Inghilterra, tacciono.

Averli dentro l'Unione Europea non conviene: alzerebbero il livello di contrapposizione e antagonismo contro le disposizioni della troika politico-finanziaria, sarebbero una perenne spina nel fianco e insieme ai ceki (nazione europea che ha bocciato il Fiscal Compact e si è rifiutata di applicare le disposizioni del Fondo Monetario Internazionale) potrebbero andare a costruire una intercapedine antagonista contro i russi a est e contro la tecnocrazia finanziaria a ovest.
S. di C.M.

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La notizia che l'Ucraina non entrerà nell'euro spero che non mi tolga il sonno questa notte!

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CARO POL,

siccome sembra che "l'Argentina sia alla canna del gas" e che "in Ucraina ci siano le barricate per entrare in UE" ...

poi alla fine, quello che conta è che qui in Italia, siamo governati da una banda di curatori fallimentari che stanno finendo di spolpare il poco che ci resta, e casomai non fossimo tanto consenzienti, ci persa il "caro" Napolitano, e a breve, la Eurogendfor...

mah!

aveva ragione il mio amico Marco Della Luna quando, nel 2009, mi aveva avvisata: se vuoi bene ai tuoi quattro figli, vendi tutto quello che hai e portali all'estero!

Sarebbe stata una saggia decisione.

Ciao

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Per questo ho detto che la notizia mi poteva togliere il sonno, nel senso che spero proprio che l'Ucraina non entri nella UE, come sono stato sempre contrario all'entrata degli ex paesi del patto di Varsavia. Meglio far entrare Svizzera e Gran Bretagna!

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scusa,
non avevo capito il tono....

ma la Gran Bretagna c'è già nell'UE, solo che... col cavolo che entrano nella zona euro! mica sono scemi

per la Svizzera idem ☺ ☺ ☺

ciao


a proposito, hai visto questo?

http://www.youtube.com/watch?v=SwVQv1Ka-Nc

COMUNICATO STAMPA
Legge elettorale in aula senza voto della commissione
ROMA, 30 gennaio 2014 – Il testo della legge elettorale arrivain aula senza il voto della commissione Affari costituzionali. “Il presidente Sisto si è dato il mandato come relatore della legge elettorale ma non ha contato i voti. Abbiamo denunciato il mancato conteggio dei voti e il presidente Sisto, per tutta risposta, è andato via” raccontano i deputati del M5S che hanno ripreso il colpo di mano, visionabile all’indirizzo http://youtu.be/SwVQv1Ka-Nc Ciò che inquieta è che, nelle stesse ore, la medesima cosa èavvenuta in commissione giustizia con il decreto “svuota-carceri”. “La presidente della commissione giustizia ci ha impedito di poter discutere gli emendamenti” spiegano i deputati a cinque stelle. “Evidentemente, anche i presidenti di commissione si stanno allineando al metodo dittatoriale della Boldrini” concludono. ‪#‎m5s‬ ‪#‎tuttiacasa‬

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Straordinario. La Sig.ra pubblica il BLOG. Poi lo commenta. Poi commenta i suoi commenti.

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COS'E' LA DISSONANZA COGNITIVA


cit.

"La moneta ci accompagna dalla culla alla tomba. Comunque la si giri è anche causa di preoccupazione o disperazione o viceversa di tranquillità o anche di serenità.

Sembrerebbe logico che fin dalla scuola, essendo così importante, dovesse essere un argomento studiato. Invece no. E dovrebbe apparire strano in logica.

La maggior parte delle persone pensava o forse pensa ancora che dietro una banconota ci stia un pezzetto d'oro che sta dentro la Zecca o lo Stato e per quello la banconota vale.

E questo le da sicurezza. Inconsciamente.

Per questo forse, anche a livello più elevato, se spieghi il meccanismo della creazione della moneta in cui il ruolo delle riserve è trascurabile ed insignificante e valutato dopo...anche per la migliore persona diventa un argomento un po’ ostile.

Cioè tende quasi sempre, e senza volerlo, ad esserne irritato.


Quindi l'essere tendente a scartare l'argomento credo che sia non diverso da tutti gli argomenti in cui hai una verità radicata e inculcata anche inconsciamente e devi cambiarla interamente, rifiutarla, non limitandoti solo a modificarla, adattarla, ma in sostanza conservandola.

Più sensibili sono gli argomenti più il lato emozionale sovrasta quello logico e si verifica sempre una forma che si chiama dissonanza cognitiva.


In altre parole inconsciamente la persona rifiuta l'argomento perché gli provoca un disagio, un conflitto, e quindi lo respinge per provare sollievo.

Tecnicamente lo vedi subito perché se prendi un argomento la persona non sta in argomento, perché in realtà inconsciamente lo disturba, e allora prima lo allarga, lo banalizza, o lo porta su un altro o più oggetti diversi.

Ma poi generalmente dall'oggetto passa invariabilmente al soggetto cioè accusa chi porta l'argomento e con questo soddisfa anche una sua esigenza logica cioè in sintesi:

"dice così perché è cattivo.".

Quindi ha una spiegazione.

E con questo prova sollievo, risolve il suo conflitto, trovando una spiegazione logica (para logica in realtà) al suo rifiuto.

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... parafrasando un celebre motto degli anni '60

cit.

"Il blog, è una specie di diario personale, in cui scrivere o trascrivere pensieri, sensazioni, informazioni e qualsiasi altra cosa venga in mente al creatore del blog.

I contenuti generalmente sono riconducibili ad una o più categorie del blog e sono pubblicati secondo un ordine cronologico come le pagine di un diario.

Il blog normalmente non prevede tempistiche o scadenze per la pubblicazione. E’ l’autore ad organizzarsi e spesso il blog diventa un diario in internet dove raccogliere i propri pensieri più o meno di getto, senza porsi particolari ordini o schemi.

Postare su un blog dovrebbe essere un’azione naturale e non forzata da tempi o scadenze."


Quando ho accettato di essere ospitata con il mio blog su Oggitreviso, ho avuto l'assicurazione assoluta, da parte dell'editore, che avrei potuto scrivere tutto ciò che volevo, e che non ci sarebbe stato nessun tipo di censura, nemmeno per gli argomenti più scomodi.

Ai miei lettori, invece vorrei ricordare una cosa molto importante.

In tutti i siti e blog seri, i commenti sono sottoposti a moderazione, ovvero, prima di essere pubblicati, si verifica che non siano offensivi o OT, poichè questo potrebbe condurre a spiacevoli degenerazioni (es. il post parla di economia e i soliti "noti" trascinano la discussione sulle chemtrails).

Oppure, se il sito permette la pubblicazione immediata, il gestore può, per i suddetti motivi, rimuovere i commenti.

Io ho optato per la più assoluta libertà da parte dei lettori (questo NON è un obbligo, ma una scelta), anche a costo di dovermi sorbire delle cazzate astronomiche che farebbero perdere la pazienza pure a Giobbe.

E' per questa biunivocità che ricordo ai duri di comprendonio che:

1- "Controcorrente" è mio, e lo gestisco io..

2- tutti i commenti sono attualmente accettati, non ho mai attivato la segnalazione di "commento inopportuno", anche perchè, la quasi totalità dei lettori è perfettamente in grado di individuare da sè l'....... di turno. E non ho intenzione di attivarlo nemmeno in futuro.

3- il fatto che sia "ospite" di Oggitreviso, quindi in uno spazio aperto al pubblico, non significa che i fruitori possano comportarsi da vandali. Faccio un esempio: se io apro la mia casa-museo alle persone per condividere ciò che reputo di valore con loro, ciò non li autorizza a pisciare sui muri o a prendersi delle indebite libertà.

4- non costringo nessuno a leggere ciò che posto, se non vi và..... aria! il web è pieno di gossip, leggete quello.

5- chi non la pensa come me, è ben accetto. L'importante è che ci sia rispetto reciproco e che quando si dichiara qualcosa, la si mantenga.






















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"El Blog l'è MEO e fae quel ghe vui mì ".

Pezo dei tosatei.

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Decidere cosa scrivere sul proprio diario, e le regole di educazione che i commentatori sono tenuti a rispettare, si chiama autodeterminazione.

Cosa che ad alcuni frequentatori da molto fastidio.

Infatti in questi pochi mesi, mi hanno invitata, in sequenza, a smettere di scrivere per dedicarmi a:

- stare a casa a lavorare all'uncinetto
- occuparmi della mia famiglia
- lavorare a maglia
- ecc ecc

Una dovrebbe arrabbiarsi, se non fosse che.. suscitano solo molta pena, poveri.... (di spirito s'intende)

Ovviamente non smetterò di scrivere su questo blog.

Anzi, sapere che non sanno più a che santo votarsi per farmi smettere (addirittura mi citano anche su altre pagine, per seminare zizzania) mi mette sempre più di buonumore ☺ ☺ ☺ e mi invoglia a condividere con voi ancorea più informazioni. ☺ ☺ ☺

Argomentazioni non ne hanno, perciò restano solo le offese, perlopiù di stampo maschilista, vedi sopra.


A proposito, così tanto per informazione, nella mia vita ho sempre lavorato in azienda, ma ho imparato fin dalla giovinezza a fare diverse cose, tra cui:

- lavorare all'uncinetto
- lavorare a ferri
- ricamare
- confezionare abiti
- dipingere su vetro
- dipingere su stoffa
- pitturare serramenti
- dipingere mobili
- imbiancare pareti
- cucinare
- produrre in casa sottoli e sottaceti
- produzione di marmellate
- produzione di burrocacao, creme e burri per il corpo
- ecc. ecc.

Io non ci trovo nulla di strano, ma... scommettiamo che qualcuno avrà da ridire pure su questo?
☺ ☺ ☺








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