28 gennaio 2020

Lavoro

Libri: 'Nel Cuore d'Europa' di Francesco Cannatà, amore e odio in rapporti Germania-Urss.

AdnKronos | commenti |

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Roma, 11 dic. (Labitalia) - Russia e Germania non solo sono le due maggiori potenze europee ma i loro rapporti hanno segnato, nel bene e nel male, i destini del nostro continente. Per questo è fondamentale capire lo stato delle relazioni russo-tedesche dopo le trasformazioni delle condizioni politiche, economiche e geostrategiche che negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del secolo scorso hanno inserito a pieno titolo i rapporti tra Mosca e Bonn nella politica della distensione internazionale e intra. europea.

Sul tema indaga un libro di Francesco Cannatà dal titolo 'Nel Cuore d'Europa - Russia e Germania dalla Nota di Stalin ai governi Merkel' (Ed. Textus, 672 pagine, 26,50 euro), che è stato presentato oggi alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma La Sapienza, nel corso di un incontro organizzato congiuntamente dalle cattedre di Storia Contemporanea e di Relazioni Internazionali del Dipartimento.

Francesco Cannatà, giornalista (per anni è stato corrispondente dalla Russia) e scrittore, dopo un ampio excursus iniziale sulle radici meno recenti dei rapporti russo-tedeschi, e sulle cause della fascinazione e repulsione reciproca, affronta poi con particolare attenzione il processo di riunificazione tedesca e il ruolo subalterno svolto dall’Urss in piena fase di dissoluzione.

La riunificazione tedesca darà infatti il colpo di grazia ai tentativi gorbacheviani di riformare lo Stato sovietico mantenendo la sua natura socialista. Nella sua prefazione al volume di Cannatà, Adriano Roccucci, professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli studi Roma Tre, afferma che è l’insieme dei “rapporti tra universo russo e occidentale” a trovarsi di fronte a “cortocircuito comunicativo, culturale, politico, che ha interrotto la connessione tra i due mondi”.

È in questo contesto bloccato che “Germania e Russia” continuano a costituire “i due poli culturali e geopolitici attorno ai quali si continua a giocare una partita decisiva per la definizione del continente europeo e per la sua collocazione nel mondo”. L’annessione russa della Crimea e il sostegno del Cremlino al separatismo anti ucraino nel Donbass hanno fatto sì che Berlino smettesse di svolgere il ruolo, iniziato con la riunificazione, di portavoce degli interessi russi in Europa.

Oggi Berlino è invece l’architrave delle sanzioni economiche anti russe. Nonostante ciò bene fa Cannatà a ricordare nelle sue conclusioni che proprio in momenti travagliati come questi “l’Europa e i suoi Stati” debbono essere coscienti che il Continente ha certo “bisogno di sicurezza dalla Russia, ma anche di sicurezza con la Russia”. È infatti con questo auspicio che Cannatà conclude la ricerca.

 



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