09 aprile 2020

Conegliano

L'odissea di una donna di Vazzola dopo la morte del marito: "La burocrazia non risparmia nemmeno i miei figli"

| Alberta Bellussi | commenti |

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L'odissea di una donna di Vazzola dopo la morte del marito:

VAZZOLA - A. è una donna di Vazzola, rimasta vedova, tre anni fa, con due figli minori a carico che ci racconta come, anche in casi così difficili e delicati, non prevalga il buonsenso per venire incontro alle necessità dei figli ma come la lentezza degli uffici pubblici, le mille sfumature e spese del calderone burocratico la facciano sempre da padrone.

 

“La sofferenza per la perdita del padre dei miei figli è una cosa dolorosissima ma già dal giorno dopo devi alzarti le maniche per affrontare tutto ciò che la legge e il Tribunale dei minori chiede in questo caso in modo cinico. Appena avvenuto il decesso di mio marito mi sono dovuta rivolgere ad un avvocato, che per fortuna mi ha aiutato a titolo gratuito, per procedere con l’accettazione di eredità con beneficio di inventario; per far ciò un funzionario del tribunale ha passato ogni angolo e ogni cassetto della mia casa pagando io 140,00 euro per rendere possibile questa operazione. Ogni qualvolta che devo fare dei movimenti finanziari, anche piccoli, per sostenere le spese che coinvolgono i miei figli devo richiedere l’autorizzazione al Giudice Tutelare e lo posso fare anche con atto di “Volontaria Giurisdizione” spendendo in marche da bollo ecc . Tutto questo ci potrebbe anche stare a tutela dei minori ma i tempi sono lunghissimi, gli uffici non rispondono, nessuno è responsabile e a me i soldi servono per la vita dei miei figli. L’ultima richiesta che ho fatto al Tribunale di Treviso l’ho inseguita per un mese; telefonando senza risposta per una settimana, andando di persona e tornando a casa con la coda tra le gambe perché non si sa bene perché ma le carte vengono sempre messe sopra una scrivania e rimangono li fino a che non ti incavoli e qualcosa, allora, si muove. La richiesta al Tribunale l’ho depositata il 15 marzo e ne sono venuta in possesso il 16 aprile sapendo dalla Responsabile dell’ufficio che già dal 4 aprile era stata autorizzata ma per mancanza di personale nessuno l’aveva presa in mano, ma io le cose le devo pagare.”- afferma A. arrabbiata. “Credevo che la figura del “Giudice Tutelare” imposto per la “tutela dei figli minori” avesse dei significati diversi molto più profondi da quello che è in realtà. In questi tre anni nessuno a livello istituzionale si è mai interessato della salute piuttosto che dell’andamento scolastico o psicologico dei miei ragazzi. E questo mi fa pensare, molto. Per me, fino ad ora, è stato solo un esborso economico, giri di marche da bollo, di parcelle di avvocati e di funzionari del tribunale. Dicono che queste spese sono per la tutela dei miei minori...mah”.

 



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Alberta Bellussi
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