21 febbraio 2020

Oderzo Motta

LORENZON: «VIGNETI IN AREA GOLENALE? FALSO PROBLEMA»

Ma Ponte 2000 controbatte:«Attenzione all'utilizzo improprio degli argini, è il caso del motocross»

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PONTE DI PIAVE – Continuano le polemiche sullo stato degli argini e delle golene a Ponte di Piave. Sul Gazzettino, l’assessore Mirco Lorenzon aveva segnalato, a proposito della posizione del gruppo Ponte 2000 sulla presunta dannosità dei vigneti in zona golenale: «Il problema dei vigneti è inesistente e Ponte 2000 fa dell’inutile allarmismo.

L’obiettivo è quello di una corretta gestione dell’area, uno sfalciocostante ed efficace, l’utilizzo di idrovore in alcuni punti strategici, non certo di avere o meno le golene con dei vigneti. Ma stiamo scherzando? Guardiamo ad esempio a Negrisia: ci sono zone più alteche non hanno mai avuto problemi di esondazione, e questo nonostante la presenza dei vigneti».

E ieri il gruppo Ponte 2000 ha sottolineato: «Lungi dal far polemica, comunque è sotto gli occhi di tutti la saturazione dell’area golenale, in particolare a Ponte di Piave, destinata oramai alla sola coltivazione intensiva della vite. A Ponte di Piave, poco a monte del Negrisia in area S.I.C, la scorsa primavera ad esempio, è stato effettuato lo sbancamento di un dosso naturale, con un consistente movimento terra, per dare spazio ad un esteso vigneto.

In quell’area si indirizza un filone di corrente, storicamente attivo durante le piene, come puntualmente avvenuto questo mese di novembre. Il tutto ci preoccupa per le possibili pericolose deviazioni del fiume , forse non prese in sufficiente considerazione e che, a seguito della modificazione morfologica attuata, andrebbero verificate dopo l’ultima piena del fiume.

Non ci stanchiamo di evidenziare e motivare ancora più dettagliatamente le contingenti ed evidenti situazioni di degrado ed incuria presso le arginature di difesa, che sono causa di rischio e questo solamente per l’interesse civico che, come movimento, da sempre ci ha sostenuto.

Ad esempio il motocross incontrollato che da troppo tempo è praticato sulle rive arginali (nella foto), in queste ore più che mai inzuppate, come è avvenuto anche questo sabato 14 novembre.

L’area in questione è segnalata a massimo rischio. O ancora i lunghi tratti di riva messi a nudo a causa degli incendi appiccati alle stesse la scorsa primavera. Si può notare come il terriccio inconsistente e i sassi che emergono da esso sono la dimostrazione che i manufatti sono di povera fattura e che non potranno sopportare una piena sostenuta».

 

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