12 agosto 2020

Esteri

Marley: il nome del primo pacchetto (legale) di spinelli

Accordo tra gli eredi di Bob Marley e una società di Seattle per creare il brand “Marley Natural”

| Emanuela Da Ros |

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Marley: il nome del primo pacchetto (legale) di spinelli

SEATTLE – Il primo pacchetto (legale) di spinelli si chiamerà Marley. Come il musicista. Come il cantante-mito del reggae. La notizia del giorno (e dei giorni futuri) è che il mercato della marijuana (sempre più legale, sempre più goloso, sempre più in ascesa alla faccia del proibizionismo) d’ora in poi avrà un brand, cioè un marchio, che non richiederà neppure troppa pubblicità: Marley. Come Bob. Bob Marley.

 

La famiglia del cantante reggae (scomparso per tumore a soli 36 annni) ha infatti stipulato un accordo con la società di private equity di Seattle per creare il marchio Marley Natrual, applicabile a “canne”, ma anche a tanti prodotti derivati e affini alla ganja, come burro di cacao, pipe, inalatori, profumi. L’obiettivo della società che ha sottoscritto la prima grande joint-venture dell’industria della marijuana è dare un nome alla sostanza che ora non ce l’ha. Un nome riconosciuto globalmente.

 

In America (non solo in molti degli Stati Uniti, ma anche in Canada o in Alaska, dove la marijuana è ormai legale) l’apertura alla cannabis è un dato-di-fatto, accettato anche a livello istituzionale. La libera commercializzazione della marijuana viene infatti vista come un affare da 40 milioni di dollari (dati risalenti al 2010), ma anche come un modo per sottrarre al mercato nero, alla mala vita, al pregiudizio una sostanza che – al di là di ogni norma proibizionista – continua a essere consumata. In tutto il mondo. In (quasi) tutte le fasce di età. In tutte le categorie sociali.

 

“Marley – scrive la Stampa – si candida a diventare il “Marlboro Man”della marijuana”. Un testimonial e un marchio che fanno notizia senza (troppi) investimenti.

Oltre che in Canada e in Alaska, la marijuana è stata depenalizzata in molti Stati Uniti. A fare da apripista alla sua commercializzazione (pure sotto forma di biscotti) oggi è soprattutto il Colorado. Le reazioni in Italia? “Da oltre mezzo secolo importiamo usi e consumi e costumi dagli Usa: finiremo certo col fumarci una canna Marley. Alla luce del sole”, è l'opinione di molti commentatori.

 


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