03 marzo 2021

Montebelluna

Mascherine “da cocktail” usate per pulire i pavimenti

L’idea/provocazione arriva da una nostra lettrice di Volpago

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Mascherine “da cocktail”

VOLPAGO DEL MONTELLO – L’ingegno dei cittadini, pur se delusi, non conosce confini. E così una lettrice ci informa che sconcertata dall’aver ricevuto le tanto discusse mascherine regionali "anti covid" decorate con immagini di esotici drinks e l’incongruente scritta “cocktail” ha deciso di farne un uso alternativo. Le mascherine da ora in avanti saranno un’alternativa ai panni per pulire i pavimenti (i celebri Swiffer).

Va detto che la signora, oltre ad averci ragguagliato sulla sua incontestabile capacità di riciclo ci ha anche inviato le sconfortanti foto di grosse quantità di mascherine appese ai citofoni e alle cassette delle lettere che i cittadini oramai nemmeno ritirano e restano penzoloni alle intemperie, in attesa che qualche anima buona le conferisca nei rifiuti.

Durante la prima pandemia, quando le mascherine erano merce introvabile il presidente Zaia si è premurato di fornirci con costi e rischi per chi metteva le mani, il fiato e la benzina, delle false mascherine che non erano dispositivi medici; sopportammo una campagna mediatica... poi comprammo vere mascherine di tasca nostra, comprese le lavabili”: commenta la cittadina delusa.

“Ora ricompaiono a mezzi chili mascherine che nessuno ritira nemmeno dalle porte. Chi paga? L'importante è che ci sia una bella immagine; Zaia, ci facciamo un cocktail? O un selfie? Pago io, cittadina. Comunque, siccome riciclo tutto, ho deciso di raccogliere la polvere a terra...”. Doveroso riconoscere che la nostra lettrice non è solo critica ma anche propositiva.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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