26 gennaio 2020

Treviso

MASSAGGI “ROMANTICI”, CHIUSO CENTRO ESTETICO CINESE

Sigilli al “Paradiso” in via Dall’Oro a Treviso. Denunciati per sfruttamento della prostituzione marito e moglie che lo gestivano

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TREVISO – Era il massaggio “romantico” il piatto forte del centro estetico “Paradiso”, in via Dall’Oro, in pieno centro a Treviso. Le cinesine a disposizione dei clienti facevano massaggio tailandesi e giapponesi, ma per chi voleva si passava ai cosiddetti massaggi “romantici”, ovvero erotici.

La squadra mobile lunedì sera ha messo i sigilli al centro estetico/casa d’appuntamenti e denunciato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione marito e moglie cinesi, Yusheng Hu, 40 anni, e Lin Aye, 32 anni, con precedenti per fatti analoghi compiuti nel milanese.

Le indagini sul centro massaggi erano partite qualche mese fa: risulta che l’attività sia in piedi dall’inizio di dicembre scorso. Al momento del controllo sono state trovate al lavoro due ragazze di circa trent’anni, una delle due con un contratto di lavoro come massaggiatrice, l’altra completamente in nero, tanto che l’Inail ha disposto la sospensione dell’attività.

L’attività di massaggiatrici era ovviamente un paravento: il centro era stato aperto pensando ad un business più redditizio. Se si integrava la quota del massaggio, passando dai circa 50 euro ai 100, o anche di più a seconda dei giorni o dei clienti, si passava alle prestazioni sessuali.

Le ragazze (oltre alle due trovate al momento del controllo ne sarebbero passate svariate altre) non erano nemmeno in grado di fare un massaggio come si deve. Alcuni dei clienti sentiti dalla polizia, infatti, erano andati lì per farsi fare esclusivamente un massaggio, ma poi hanno deciso di sospendere la seduta perché la ragazza non era in grado di farlo in modo professionale. Altri, invece, hanno ammesso di essere andati lì appositamente per le prestazioni di natura sessuale. I frequentatori del centro massaggi, secondo quanto appurato dalla polizia, erano molto diversi, sia per età che per estrazione sociale e professione.

Il centro estetico veniva pubblicizzato sia in giornali locali che in internet: quasi sempre le ragazze che rispondevano dicevano di recarsi lì di persona nel caso in cui dall’altra parte della cornetta venissero fatte allusioni a trattamenti “particolari”.

Una volta lì i clienti venivano accolti in una delle stanzette dedicate, dove c’erano lettini e vasche da bagno per i trattamenti, oppure in un appartamento al piano superiore cui si accedeva da una porta interna al centro estetico. È stata ritrovata anche una telecamera nascosta sul muro: veniva utilizzata dai titolari per controllare come procedeva il lavoro o se c’erano controlli delle forze dell’ordine.

Matteo Ceron

 

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