29 marzo 2020

Castelfranco

MORTO GIOVANNI VENTURA

L'ex terrorista nero, originario di Castelfranco, da anni viveva a Buenos Aires

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BUENOS AIRES/CASTELFRANCO - Si è spento ieri a Buenos Aires l'ex terrorista nero Giovanni Ventura, coinvolto nella vicenda giudiziaria relativa alla strage di Piazza Fontana. L'uomo era molto malato: tre anni fa era stato colpito da un'artrite deformante che gli impediva di raggiungere il ristorante Filò che gestiva da oltre 16 anni. Giovanni Ventura, originario di Castelfranco, 65enne, viveva da molti anni in Argentina.

"Neanche ora lo lasciano tranquillo, eppure se n'erano dimenticati tutti. Purtroppo è vero: Giovanni si è spento dopo la malattia che lo aveva minato nel fisico, da quattro anni appena sessantenne, costringendolo in sedia a rotelle". Mariangela Ventura conferma così la morte del fratello Giovanni, coinvolto nell'inchiesta sulla strage di Piazza Fontana del dicembre 1969, in una intervista a 'Il Gazzettino'.

"Mio fratello Giovanni Ventura - aggiunge - è morto lunedì, nella sua amata Buonos Aires, dove sarà anche sepolto nel cimitero cristiano". Riguardo alle voci che smentivano il decesso e parlavano solo di gravi condizioni, la sorella risponde che la conferma della morte "per chi non lo credesse viene dall'ospedale dov'era ricoverato e dove ha passato le ultime settimane soffrendo molto".

Venerdì prossimo si svolgerà una messa in suffragio nella chiesa della Pieve di Castelfranco Veneto, dove Giovanni Ventura ha passato gli anni della scuola e dove vive la sorella Mariangela.

Giovanni Ventura era stato condannato all'ergastolo in primo grado a Catanzaro il 23 febbraio 1979 a conclusione del primo processo per la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Con lui erano stati condannati Franco Freda e Guido Giannettini. L'anarchico Pietro Valpreda e il neofascista Merlino erano stati condannati a quattro anni e mezzo per associazione sovversiva.

Il 12 agosto 1979 Ventura venne arrestato a Buenos Aires mentre Franco Freda in Costa Rica. Il 20 marzo del 1981 la Corte d'assise d'appello di Catanzaro assolverà per insufficienza di prove i neofascisti e la Cassazione il 10 giugno del 1982 annullerà la sentenza con rinvio del processo a Bari. Il primo agosto del 1985 la Corte d'assise d'appello di Bari assolverà tutti gli imputati per insufficienza di prove.

Nell'ultima inchiesta sulla strage di Piazza Fontana il nome di Giovanni Ventura era ritornato, insieme a quello di Franco Freda, alla ribalta. Per entrambi, se non fossero già stati giudicati in via definitiva sarebbe scattato il rinvio a giudizio. Nella sentenza di assoluzione dei neofascisti veneti (Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Carlo Digilio, Giancarlo Rognoni e Stefano Tringali) i giudici hanno scritto che sicuramente Giovanni Ventura e Franco Freda hanno partecipato all'organizzazione della strage ma i due appunto non potevano più essere processati. Ventura era tornato a vivere in Argentina a Buenos Aires dove aveva aperto un ristorante.

 

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