29 febbraio 2020

Castelfranco

Niente stipendi da un mese, agitazione dipendenti Aimeri

Fit Cisl: "Lavoratori esasperati, situazione precipitata"

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Niente stipendi da un mese, agitazione dipendenti Aimeri

RESANA – Senza stipendio da un mese. E’ la realtà che stanno vivendo i lavoratori dipendenti di Aimeri Ambiente, la più grande azienda nazionale privata che si occupa della raccolta e del trasporto dei rifiuti urbani. In Veneto è attiva con quattro cantieri: Cavallino-Treporti, nel Veneziano, Santa Giustina Bellunese e Cortina d’Ampezzo in provincia di Belluno e Resana, in provincia di Treviso.

 

Nel cantiere trevigiano di Resana, ci sono circa 50 operatori che quotidianamente partono con i mezzi per svolgere il servizio nell’area al confine tra le province di Padova e Treviso. Il servizio è svolto grazie a un appalto vinto da Aimeri alcuni anni fa su bando ETRA (azienda pubblica del Vicentino che detiene la titolarità del servizio). Diverse le questioni più volte sollevate dal sindacato di categoria Fit Cisl e che hanno reso nel corso dei mesi sempre più difficile lo svolgimento del servizio: dal vestiario non adeguato o insufficiente, ai mezzi fatiscenti e carenti in manutenzione, fino all’organizzazione del lavoro alquanto problematica cha ha già portato i lavoratori a scioperare più volte.

Da alcuni anni inoltre si sta cercando di risolvere la questione del mancato versamento da parte di Aimeri delle quote trattenute dalla busta paga dei lavoratori e destinate al fondo di previdenza complementare e che, a tutt’oggi, non sono ancora state versate.

 

“Adesso – spiega Maurizio Fonti, segretario regionale della Fit Cisl - la situazione è ulteriormente precipitata con il mancato pagamento degli stipendi: i lavoratori, da un mese senza retribuzione, sono esasperati dalla situazione. Tra l’altro, le fatture relative a tutti i cantieri del Veneto ci risultano regolarmente saldate dai vari committenti, pertanto le origini delle dichiarate difficoltà dell’azienda sono da ricercare fuori dai confini veneti e pertanto non comprendiamo per quale motivo debbano essere penalizzati quei territori, lavoratori e cittadini che hanno fatto regolarmente il loro dovere. Auspichiamo che si arrivi rapidamente a una soluzione, in quanto i lavoratori sono ormai al limite della sopportazione e potrebbero anche rischiare di non potersi recare al lavoro in quanto non più in grado di sostenere le spese per gli spostamenti a causa del mancato pagamento degli stipendi”.

Su tutti i cantieri è stato avviato lo stato d’agitazione con iniziative di protesta.

 

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