22 febbraio 2020

Treviso

"Il commissariamento delle Province sarebbe un golpe fatto dal Parlamento"

Muraro non ci sta a veder tagliare gli enti provinciali prima della fine del mandato e annuncia battaglia

Mauro Favaro | commenti | (9) |

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TREVISO – Muraro non ha alcuna intenzione di vedersi commissariare il Sant'Artemio. Oltre la discussione sui confini delle nuove Province, infatti, ad infuocare ancora di più un dibattito già incandescente c'è l'indiscrezione che vorrebbe il governo pronto a prevedere lo scioglimento della giunta e del consiglio già a partire dal giugno prossimo. Cioè quando mancherebbero ancora tre anni alla scadenza naturale dopo le elezioni del maggio dello scorso anno.

 

Se la decisione fosse confermata sarebbe un golpe messo a segno dal Parlamento

 

“Se questa decisione fosse confermata dal Parlamento allora si tratterebbe di un vero e proprio golpe – tuona il presidente, tra l'altro numero uno dell'Unione delle Province del Veneto (Upi) – non si possono sostituire persone elette dal popolo: sarebbe tutto più che incostituzionale”. La battaglia, insomma, è ancora aperta. In attesa di una presa di posizione ufficiale da parte del governo dei tecnici.

 

Se non altro perché Belluno, vista le caratteristiche montane del suo territorio, potrebbe ancora salvarsi. Salvando, di conseguenza, pure Treviso. Dato che praticamente nessuno crede alla fusione della Marca con Padova e Rovigo. Un bel groviglio. Mentre il piano delle opere pubbliche è costretto quasi a zero.

 

Serve una riunione tra le Province del nord Italia: è giunto il momento che sia un rappresentante del nord a trattare direttamente con Roma

 

Nel frattempo ieri si è aperto un inedito fronte interno proprio all'Upi. I presidenti degli enti provinciali della Lombardia, infatti, hanno abbandonato l'associazione. Muraro, comunque, non si scompone e rilancia chiedendo una riunione tra le Province del nord Italia. “La loro decisione, alquanto clamorosa, stupisce ma neppure più di tanto – chiosa il presidente – bisogna sedersi a un tavolo e capire cosa sta succedendo, perché non possiamo accettare il progressivo annientamento delle autonomie locali da parte del governo, con imposizioni dall’alto non condivise dai territori, senza tenere conto delle loro peculiarità storiche, culturali, economiche. Forse è giunto il momento che sia un rappresentante del nord a trattare direttamente con Roma”.

 



Mauro Favaro

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