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18 luglio 2024

Castelfranco

IL CIMBA OFFRE UN MILIONE ALL’ANNO PER L’EX CONVENTO DELLE CLARISSE

Trattativa in corso tra l’Aeep ed il consorzio universitario americano. Tra un mese la decisione definitiva

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Castelfranco - Ex Convento delle Clarisse in via Cazzaro: il Cimba offre un milione di euro l’anno per l’affitto della struttura ed in città potrebbero arrivare settecento studenti stranieri, per lo più americani. Il Cimba (Consortium Institute of Management and Business Analysis) è un consorzio di università americane che attualmente ha un campus ad Asolo, all’ex Convento di San Pietro e Paolo, e ha la sezione in cui si svolgono le lezioni all’interno dell’Istituto Filippin di Paderno del Grappa.

Attualmente nell’Asolano frequentano i corsi specialistici del Cimba all’incirca trecento studenti. L’idea è di raddoppiare il numero degli studenti e ora appunto l’ente americano ha posato gli occhi sull’ex casa di riposo di via Cazzaro. L’edificio che dà sulle storiche mura da un paio d’anni è dell’Aeep. I termini generali della trattativa in corso con Cimba sono stati esposti durante la seduta del consiglio comunale di giovedì sera, dove si è discusso il bilancio dell’Aeep.

Il presidente dell’azienda per l’edilizia popolare, Luigino Fraccaro, ha illustrato lo stato dell’arte: “Dopo il primo contatto con Cimba c’è stato un seguito – ha affermato -. È stato nominato un comitato tecnico per capire se l’ex Convento delle Clarisse poteva effettivamente offrire gli spazi di cui necessita il Cimba. Si è arrivati alla conclusione che lo spazio c’è”. Si è entrati quindi nel vivo della trattativa. “Loro hanno detto che preferirebbero un rapporto di affitto – ha aggiunto il presidente dell’Aeep -, una locazione. Hanno chiesto quanto vorremmo percepire. Ho detto che al momento non si era in grado di chiedere nulla, e quindi ho chiesto quanto spendono al Filippin. Loro hanno risposto che possono arrivare a pagare un milione di euro l’anno di affitto”.

Un milione di euro all’anno per trent’anni. Questo almeno secondo quanto riferito dallo stesso Fraccaro che ha spiegato: “Si è stimato il costo complessivo dell’intervento di recupero, compreso l’acquisto del fabbricato (5 milioni di euro), in 18 milioni di euro. Si è parlato di una durata del rapporto di affitto di trent’anni”. Lo stesso periodo del finanziamento che l’Aeep richiederebbe per effettuare l’operazione di riqualificazione.

“Bisognerebbe quindi pensare di eliminare l’esposizione bancaria e rientrare con gli introiti dell’affitto, arrivando alla fine a coprire le uscite – ha aggiunto il presidente dell’Aeep -. C’è ancora un mese di tempo per un nuovo incontro tra Cimba e rappresentanti del Comune. Si verificherà anche se per loro potrebbe essere interessante l’acquisto”. Lo stabile era stato acquistato con l’intento di effettuare un’operazione speculativa che portasse liquidità all’Aeep da investire in case popolari. L’operazione però sta procedendo meno velocemente del previsto.

“O la trattativa con Cimba si conclude – ha commentato Sebastiano Sartoretto (Pd) -, altrimenti l’immobile va venduto e l’Aeep fa quello che deve fare: case popolari. Ricordo che l’ente paga 1.350 euro di interessi passivi al giorno”. MC

 


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