25 febbraio 2020

Oderzo Motta

ALL'OSPEDALE UN NUOVO ECOGRAFO

Novità per il nosocomio riabilitativo di Motta

| commenti |

| commenti |

Motta di Livenza - Da parecchi mesi le telecamere di Televenezia sono approdate all’ORAS di Motta per illustrare, nell’ambito della rubrica “Salute&Benessere” (in onda il mercoledì alle ore 21, con replica il sabato alle 18.05, e su TelePordenone il martedì alle 21.40 e il mercoledì alle 9), i servizi resi dall’Ospedale mottense nel campo della riabilitazione.

Nell’ultima puntata registrata, la conduttrice Alessia Da Canal ha intervistato il direttore generale Alberto Prandin, che ha parlato della “terapia dell’accoglienza”, fondamentale per raggiungere gli obiettivi di umanizzazione della sanità previsti dalla Regione Veneto e dal principale azionista dell’ORAS, la ULSS9 Treviso.

“La stessa terapia” ha detto Prandin “che cercherò di applicare nel nuovo Ospedale dell’Angelo di Zelarino, del quale sto curando gli aspetti logistici non sanitari, e che trova positivo riscontro nelle risposte dei pazienti ai questionari proposti dal nostro ufficio relazioni con il pubblico, da noi attentamente valutati per fornire servizi sempre migliori”. Prandin ha anche annunciato il prossimo rinnovo delle cariche sociali: dal dimissionario presidente del consiglio d’amministrazione, Domenico Stellini, ai rappresentanti degli azionisti, la ULSS9, il Comune di Motta di Livenza e la Casa di Cura Abano Terme.

Il responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva, Giuseppe Favretto, ha fornito utili consigli per affrontare gli sport all’aria aperta cui molti ritornano dopo il “letargo” invernale. “Anzitutto” ha detto “è sbagliato andare in letargo, perché l’attività fisica costante è fondamentale per il benessere psicofisico.

Certo, i fattori di rischio come il fumo e il sovrappeso consigliano attenzione, perché molti possono avere una patologia coronarica in atto e non accorgersene.

Quindi è sempre opportuno consultare il medico di famiglia e sottoporsi ad accertamenti come l’ecocardiogramma e il test da sforzo. In ogni caso” ha concluso Favretto “gli sport preferibili sono quelli aerobici, come il ciclismo, le passeggiate a passo rapido o, d’inverno, lo sci di fondo, perché l’ossigenazione nel corso del movimento impedisce la formazione dell’acido lattico, dannoso per il cuore”.

La dottoressa Lorenza Dal Corso è intervenuta sul problema del rapporto con i pazienti in day hospital, in particolare con gli anziani, per i quali il rientro tra le mura domestiche dopo un insulto cardiaco è particolarmente delicato, e ha illustrato il percorso riabilitativo praticato dall’ORAS nei diversi casi di un cardio-operato e di un cardiopatico.

Il dottor Stefano Bargellesi, responsabile dell’Unità Operativa medico-riabilitativa, ha annunciato due importanti convegni promossi dall’ORAS: “Cadute? No, grazie!”, che si terrà sabato 17 maggio presso l’Auditorium della Casa di Riposo di Motta, dedicato soprattutto alle cadute dell’anziano, e “Disfagie nel paziente neurologico”, tre giornate di studio che si svolgeranno tra maggio e giugno sul problema dell’alimentazione dei pazienti.

“Purtroppo le cadute sono una delle principali cause di mortalità dopo i 65 anni” ha detto Bargellesi “e per questo abbiamo organizzato dei gruppi di trattamento dove si affrontano i temi della forza muscolare, dell’equilibrio nella postura e nell’andatura e dell’eventuale presenza di osteoporosi, oltre che dell’adattamento ottimale degli ambienti domestici.

La prevenzione è comunque un problema generale: le cadute sono un problema per chiunque e la loro prevenzione, connessa anche all’abbattimento delle barriere architettoniche, è utile per tutti”. Infine, il radiologo Ermanno La Torre ha sperimentato in anteprima uno dei tre ecografi di nuovissima generazione in uso presso l’ORAS.

“Si tratta” ha detto “di strumenti sofisticati che parificano l’ecografia alla tac e alla risonanza magnetica, molto più costose. Sono in grado di abbattere i tempi dell’indagine e di migliorare l’approfondimento diagnostico, grazie a software apparsi sul mercato internazionale soltanto dal gennaio di quest’anno.

Sia nell’esame vascolare sugli adulti che in quello pediatrico l’ampio angolo di curvatura, l’alta frequenza del segnale e le ridotte dimensioni delle sonde consentono di visualizzare, con uniformità di campo e una risoluzione elevatissima dell’immagine e del color-doppler, strutture fini prima difficilmente raggiungibili”.

In altre parole, i nuovi ecografi comportano minor disagio per il paziente, meno movimenti ripetitivi per l’operatore –che è così in grado di concentrarsi completamente sul paziente-, minori costi sanitari e, soprattutto, maggior precisione nelle diagnosi.

 

Leggi altre notizie di Oderzo Motta
Leggi altre notizie di Oderzo Motta

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×