07 giugno 2020

Castelfranco

EX FRAM, PARTITA LA RACCOLTA FONDI PER IL NUOVO RICORSO

Domenica la prima uscita. Ora partirà una campagna di sensibilizzazione in quartieri e frazioni

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Castelfranco - Domenica è iniziata la raccolta fondi per sostenere il nuovo ricorso al Tar contro il progetto di riconversione dell’area ex Fram. Il primo appuntamento con la cittadinanza è stato durante la Festa della Pace, svoltasi domenica nel cortile del Conservatorio “Steffani”, dentro le mura del castello.

Dei rappresentanti dei firmatari del ricorso, insieme ad esponenti del Comitato Ambiente, si sono posizionati con un banchetto dove hanno illustrato le caratteristiche del progetto e i nodi dell’azione legale che hanno avviato contro il Comune di Castelfranco e contro i proprietari dell’area che dovrebbero avviare l’edificazione.

Domenica l’iniziativa ha suscitato vivo interesse. Ora partirà una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi “itinerante”: verranno messi in calendario degli incontri pubblici nei quartieri e delle frazioni dove verranno illustrate le motivazioni dell’azione legale e i presupposti che ci sono di bloccare la realizzazione del contestatissimo piano particolareggiato di iniziativa pubblica.

“La gente ha risposto in maniera significativa – afferma Alberto Freschi, portavoce dei ricorrenti -. C’è interesse per la cosa e in parecchi hanno già dato il loro contributo”. Come accaduto per il primo ricorso al Tar, per il quale però non è stata data la sospensiva e si sta ancora attendo la sentenza definitiva, ora partirà appunto il giro dei quartieri.

“Già dalla prossima settimana – aggiunge Freschi – inizieremo con degli incontri pubblici per illustrare alla popolazione le motivazioni a sostegno dell’azione legale che abbiamo avviato. Oltre agli incontri serali nelle sedi dei quartieri e delle associazioni frazionali, saremo più volte anche in piazza e chi vorrà potrà fare la propria offerta”.

Il ricorso è stato depositato da qualche settimana. È stato firmato da quaranta persone, perlopiù residenti nella zona sulla quale il progetto comporterà effetti diretti, soprattutto a livello di viabilità. Sono vari gli aspetti che vengono considerati illegittimi nelle procedure che hanno portato alla definizione del progetto compartecipato da Comune e proprietari dei terreni.

Queste le principali ragioni dei ricorrenti: il calcolo dei metri cubi edificabili sarebbe stato effettuato includendo anche un’area che era destinata a verde pubblico; complessivamente il verde pubblico sarebbe di circa 12 mila metri inferiore rispetto a quanto dichiarato dagli uffici comunali; troppi pochi i metri quadrati per ogni abitante destinati a parcheggi.

Nei prossimi giorni il Tar dovrà decidere se dare la sospensiva oppure no. Nel caso in cui decida per il sì, ci sarà l’immediato stop ai lavori. MC

 

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