22 febbraio 2020

Nord-Est

Maltempo, in Veneto l'emergenza non è finita

In arrivo altre 4 perturbazioni

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Maltempo, in Veneto l'emergenza non è finita

VENEZIA - Non è ancora finita l'emergenza in Veneto. Nei prossimi giorni previste altre quattro perturbazioni, anche se, secondo i meteorologi Arpav, meno intense. Da una settimana e per i prossimi giorni, più di cinquecento uomini della bonifica sono impegnati a sorvegliare, 24 ore su 24, il livello dei fiumi, il funzionamento degli impianti e manufatti con l'impiego di circa un migliaio di mezzi e macchine operatrici (trattori, escavatori, pompe idrovore mobili), lungo le reti idrauliche.

Inoltre, 400 impianti idrovori, grazie alle loro 1000 pompe, muovono 1milione e mezzo di litri d'acqua al secondo, continuando l'incessante attività di pompaggio per evitare la sommersione di ampie distese di territorio e per ripristinare le situazioni più critiche. Sono queste le forze impegnate dai Consorzi di bonifica per monitorare il fenomeno alluvionale di questo febbraio atipico, cercando di limitare i danni ad abitati e campagne.

Numeri che vanno a sommarsi agli uomini della Protezione Civile con cui si collabora operando in piena sintonia e coordinamento. Si tratta di un'emergenza, che a differenza del 2010, ha messo a dura prova la rete fluviale secondaria, spesso impossibilitata a smaltire l'acqua in eccesso verso i grandi fiumi, perché già saturi o a scaricare verso mare per via delle continue alte maree. Non solo, quattro anni fa il fenomeno alluvionale durò tre giorni, con piogge in pianura da 75 millimetri a 150, mentre quest'anno si sono concentrate in sei giorni con valori dai 150 ai 250 millimetri.

''Una situazione dalla quale emerge sempre più la necessità di destinare risorse al settore della difesa idraulica per la realizzazione di un grande piano, che preveda la concretizzazione delle grandi opere e delle infrastrutture necessarie per mettere in sicurezza il Veneto - spiega Giuseppe Romano, Presidente Unione Veneta Bonifiche - In primis, faccio un plauso agli ''uomini della bonifica'', che, ormai da una settimana, operano senza sosta per risolvere le criticità e contenere le piene. Senza il loro lavoro e l'ottimo coordinamento con la Protezione Civile staremo qui a parlare di ben altri fatti''.

''Non dobbiamo dimenticare che, dopo decenni di cementificazione non governata e, alla luce della frequenza degli eventi meteoclimatici alluvionali degli ultimi anni, credo sia giunta l'ora di invertire la rotta - sottolinea - Per questo ci uniamo al pensiero del governatore Zaia, sostenendo che le risorse per la difesa idraulica non possono più trovare vincoli nel Patto di Stabilità. Con mezza Italia sott'acqua, non c'è più tempo di aspettare e riflettere. È giunta l'ora di investire risorse per i nostri cittadini.''

Che opere servono a questo Veneto? Secondo Romano: ''Per garantire la difesa idraulica veneta, i Consorzi di bonifica del Veneto hanno presentato, già dal 2010 e non solo, un piano quinquennale di difesa idraulica di 629 progetti e del valore di 1 miliardo e 350 milioni euro, che è inserito nel più grande piano di difesa idraulica della Regione. Si tratta di opere infrastrutturali necessarie come il potenziamento e l'ammodernamento degli impianti idrovori, la realizzazione di casse di espansione per contenere le ondate di piena e di canali scolmatori o collettori, consolidamenti arginali e sistemazioni idrauliche; tutti interventi necessari la maggior sicurezza del territorio veneto.''

 

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