19 giugno 2021

Treviso

"Non si trovano camerieri, badanti e operai specializzati? Non è colpa dei giovani"

Visentin Cgil Treviso:" Le cause dell’attuale situazione arrivano da lontano, dal disinvestimento nel lavoro di qualità alla denatalità strutturale"

| Isabella Loschi |

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Mauro Visentin

TREVISO - Il settore della ristorazione fatica a trovare manodopera, le piccole realtà dell’artigianato chiudono, ditte edili e industrie non riescono a reclutare figure professionali altamente specializzate, il settore dell’assistenza sociosanitaria non ha sufficienti figure.

Sono tanti i settori che non trovano lavoratori e professionalità in Provincia di Treviso. Ma dare la colpa solo ai giovani, secondo la Cgil di Treviso, è “offensivo”.

Cosa sta accadendo al mercato del lavoro della Marca? A tracciare la rotta di quello che si preannuncia un Titanic dalle proporzioni devastanti il segretario generale della Cgil di Treviso Mauro Visentin. “Dobbiamo essere onesti e comprendere che tali criticità non possono essere imputate all’emergenza sanitaria che ha sconvolto il tessuto produttivo del territorio da oltre un anno a questa parte, bensì sono gli effetti di un trend che viene da lontano, dalla crisi iniziata nel 2008, dal blocco dei flussi migratori, dal drastico e progressivo calo delle nascite, dalle troppe speculazioni del sistema bancario e immobiliare, nonché dalla mancata programmazione strategica a livello regionale”.

 Non usa mezzi termini Visentin e va dunque dritto al sodo. “Disonesto e offensivo puntare il dito contro i giovani e i lavoratori la complessità della questione va affrontata in altro modo, con serietà e responsabilità di ciò che si dice. La Marca negli ultimi venti anni è sempre meno attrattiva dal punto di vista del lavoro, sempre meno competitiva dal punto di vista della produzione e dell’innovazione, soffre di una più che preoccupante decrescita demografica causa del mancato ricambio generazionale nei luoghi di lavoro e anche tra gli imprenditori. Le nostre industrie e ditte edili è da tempo ormai che non riescono a reclutare operai e tecnici specializzati e figure altamente formate probabilmente per il gap generato tra mondo dell’istruzione e del lavoro".  

“Il settore della ristorazione poi, che non trova giovani per le mansioni di cameriere e di cucina, è bene ammettere, ha troppo giocato al ribasso in termini di paghe, orari, forme contrattuali, irregolarità, ovvero di qualità del lavoro. Per tutti gli impieghi e le mansioni allora il lavoro che non può prescindere dall’essere valido sostentamento e gratificazione professionale e personale. Devo poter assicurare progressione e stabilità, che poi è anche stabilità dell’impresa. Questa è la lezione che dobbiamo imparare dalla pandemia”. “E lo vediamo bene in quello che il comparto della sanità e del sociale, dove il disinvestimento delle risorse umane ha danneggiato il sistema aalute del nostro territorio”.  Il rischio se non si cambia rotta per Visentin è il sistema imploda, non regga più, trasformandoci in un’area depressa dalla quale andarsene”.  

“Dobbiamo partire dall’onesta intellettuale di tutti i soggetti deputati a prendere decisioni in ambito governativo ed economico, dobbiamo farlo partendo dalla provincia e guardando a tutto il Nord Est, per tornare a essere competitivi, attrattivi, trainanti. Per farlo si deve dare valore al lavoro, corretta contrattualizzazione, qualità delle professioni, formazione, stabilità economica, incentivazione e maggiore redistribuzione della ricchezza”.

 

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