05 marzo 2021

Mogliano

Nuovo studio sulle fontane di Mogliano

Studenti del Berto al lavoro: allestita la mostra “L’acqua in 6 parole” nell’Aula Magna del Liceo per un progetto basato sui libri di storia locale ma anche sulle testimonianze dei cittadini

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Fontana di Piazza dei Caduti, 1968, Collezione C.Bison

MOGLIANO - “Mogliano Veneto: le sue fontane tra passato e presente” è il titolo del progetto realizzato dal Liceo Statale “G. Berto” di Mogliano Veneto.

L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua Onlus e il Comune di Mogliano Veneto, che ha fornito la mappa comunale con il censimento di tutte le sue fontane.

Questo progetto è entrato a far parte del Water Museums of Venice che, a sua volta, si colloca all’interno del Global Network of Water Museums, patrocinato dall’Unesco.

L’iniziativa svolta dal Liceo Berto ha visto al lavoro in particolare gli studenti delle classi: 2A, 2C, 4AA e 4BA, guidati dalle docenti Graziana Iemmolo (storia), Paola Marian (scienze) e Monica Vianello (scienze).

Il progetto è stato avviato con l’allestimento della mostra “L’acqua in 6 parole” nell’Aula Magna del Liceo e lezioni finalizzate a far riflettere gli studenti sull’importanza dell’acqua, quale bene essenziale per la vita.

Sulla base della mappa di tutte le fontane del territorio comunale, sono seguiti i sopralluoghi per localizzare e scegliere le fontane oggetto della ricerca. Sono state quindi fotografate e per ciascuna è stato eseguito il prelievo delle acque.

Il lavoro di ricerca è iniziato poi con la suddivisione delle classi in gruppi e la raccolta dei dati essenziali per ciascuna fontana: le seconde hanno ricostruito la storia di ognuna, mentre le quarte hanno effettuato il prelievo e l’analisi chimico-fisica delle acque nel laboratorio della scuola.

“E’ davvero significativo lo scenario in cui rientra questo progetto – commenta l’Assessore all’Ambiente, Oscar Mancini –, un network dei Musei dell'Acqua nel mondo, non a caso patrocinato dall’UNESCO.

C’è da essere orgogliosi – aggiunge l’assessore – del contagioso entusiasmo di questi studenti, del loro rigore scientifico nell’eseguire la ricerca e della loro attenzione alla memoria storica che ha dato come risultato un lavoro di interesse per tutta la comunità. Un bell’esempio di fattiva interazione tra mondo della scuola e realtà rappresentative del territorio, accomunati da grandi energie, tanta passione e competenza”.

Ancora più preziose dei testi di storia locale, consultati nelle biblioteche della città, sono state le testimonianze di parenti degli studenti e di cittadini moglianesi che conservano nella loro memoria ricordi e immagini delle fontane analizzate.

Fondamentale è stato l’aiuto di Silvana Chiarotto, la quale ha messo gli studenti in contatto con Emilio Tessarin – noto cittadino moglianese che ha lavorato per 42 anni alla CREA, la società che gestiva l’acquedotto di Mogliano Veneto, i cui archivi sono ancora consultabili – e Cesare Bison, membro del Gruppo Ricerca Storica Astori e dell’Associazione Culturale Mojan, che conserva nel suo Archivio Storico le foto della fontana più importante della città, quella di Piazza Caduti.

Water Museum of Venice è il progetto che mira a mettere insieme le testimonianze più significative dei densi ma frammentati patrimoni e “universi liquidi” della Civiltà dell’Acqua delle Tre Venezie grazie a una piattaforma on-line innovativa, volta a facilitare la localizzazione e la visita dei siti.

Con questo modello, il Water Museum of Venice si candida come capofila di un Network Mondiale dei Musei dell’Acqua (Global Network of Water Museum), patrocinato da UNESCO-IHP (International Hydrological Programme), volto a facilitare la creazione di una rete formale, finalizzato ad aumentare il potenziale comunicativo e il loro impatto su responsabili politici, portatori d'interesse, ricercatori, educatori e sul pubblico in generale.

Ulteriori info qui.

 



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