29 marzo 2020

Oderzo Motta

Oderzo intitola una piazza alla maestra di Piavon: Clelia Caligiuri

La prima donna italiana a ricevere il titolo di Giusta tra le Nazioni

| Gloria Girardini | commenti |

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Oderzo intitola una piazza alla maestra di Piavon: Clelia Caligiuri

foto di Maurizio Paro, il sindaco Maria Scardellato con le figlie della maestra Clelia Caligiuri

 

ODERZO - Circa 300 persone ieri pomeriggio si sono radunate per l’intitolazione del piazzale della scuola elementare di Piavon alla maestra Clelia Caligiuri, insignita dallo Stato d’Israele nel 1966 del titolo Giusta tra le Nazioni. Una cerimonia che ha visto la partecipazione degli alunni e degli “ex” della scuola primaria, gli alpini, la giunta, i cittadini e le due figlie della maestra: Lucia e Rosaria De Gregorio, giunte appositamente da Roma e Napoli. Clelia è stata la prima donna italiana ad essere stata insignita del titolo di Giusta tra le Nazioni. Un’onorificenza che è utilizzata per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico, a rischio della propria vita e senza interesse personale, per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah.

 

La donna ospitò nella propria abitazione a Piavon, mettendo a rischio la propria vita, l’amica Sara Karliner, ebrea jugoslava scappata da Zagabria. Dopo la guerra la maestra venne eletta consigliera comunale di Oderzo e nel 1948 si trasferì con i figli a Napoli. Sara Karliner prese resi denza in Israele dove raccontò la propria storia e lo Yad Vashem decise di conferire a Clelia il titolo di Giusta tra le nazioni. Una vicenda che era quasi scomparsa nella memoria dei cittadini di Oderzo, ma che è stata recuperata da Andrea Pizzinat, collaboratore dell’Azione. «Durante un’intervista a Gian Lorenzo Marinese, presidente della Nova Facility, parlando della caserma Zanusso mi ha detto che queste erano terre ospitali con le persone perseguitate», ha raccontato Andrea Pizzinat, «qui infatti aveva vissuto la prima donna italiana a ricevere il titolo di Giusta tra le Nazioni. Non ero a conoscenza della vicenda e come me molti altri: da queste parole è partita la mia ricerca». La maestra benché fosse tornata a Napoli era ancora molto legata a Oderzo, mantenne un rapporto epistolare con le ex colleghe, gli alunni e amici. La vicenda riportata alla luce da Pizzinat ha fatto sì che gli alpini di Piavon chiedessero all’amministrazione di intitolare la piazza alla donna, una proposta che è stata subito accolta

 



Gloria Girardini

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