29 luglio 2021

Vittorio Veneto

Ospedale di Vittorio Veneto, riapre il Pronto Soccorso ma "slitta" l'apertura del punto nascita

La risposta dell'Ulss 2 all'interrogazione presentata da Rinascita Civica

| Roberto Silvestrin |

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Ospedale di Vittorio Veneto, riapre il Pronto Soccorso ma

VITTORIO VENETO - Il Pronto Soccorso vittoriese è pronto a ripartire, mentre l’apertura del punto nascite “slitta”. Lo rende noto l’Ulss 2, rispondendo all’interrogazione presentata dai consiglieri di Rinascita Civica Alessandro De Bastiani e Mirella Balliana. Gli esponenti della minoranza hanno chiesto informazioni sul futuro prossimo dell’ospedale di Costa e sulla situazione dell’organico della struttura.

 

“Il ripristino del Pronto Soccorso è previsto per lunedì 5 luglio – fa sapere l’azienda sanitaria -. Appare prematuro ad oggi considerare definitivamente conclusa l'epidemia Covid-19, vista la circolazione di varianti e a campagna vaccinale non conclusa. Per questo motivo si è ritenuto di mantenere una seppur residuale offerta di ricovero per pazienti positivi in un'area dedicata, ancora peraltro popolata da alcuni utenti. In questo contesto epidemiologico e logistico, si ritiene quindi ragionevole procrastinare l'apertura del punto nascita, ambiente per definizione molto delicato che merita il massimo della tutela”.

 

I quattro posti di terapia intensiva previsti dalla programmazione regionale, invece, “richiedono una realizzazione tecnica "ex novo": si fa presente che al momento l'ospedale è già sede di diversi cantieri operativi, volti all'adeguamento strutturale, che assorbono molte risorse logistiche e di manodopera, non sempre disponibile nel periodo estivo”.

 

“La situazione dell'organico (medici anestesisti in particolar modo) è in forte sofferenza – aggiunge l’azienda sanitaria -. Per superare questo limite sono state poste in essere tutte le strategie nella disponibilità dell'azienda, tra cui il reclutamento di liberi professionisti e il supporto di altri operatori provenienti dagli altri ospedali della rete, nelle more della strutturazione nel lungo termine del personale necessario”.

 

La carenza di anestesisti è generalizzata, e non riguarda solo l’Ulss 2. In Veneto, in generale, “le dimissioni (rassegnate dai medici, ndr) in 10 anni sono decuplicate, raggiungendo nel 2019 la cifra di 465 medici”, sostengono Balliana e De Bastiani.

 


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