22 febbraio 2020

Treviso

A Paese scoppia la guerra delle farmacie contro le nuove licenze "liberalizzate"

La questione è già finita davanti al Tar di Venezia: il verdetto arriverà entro fine anno

Mauro Favaro | commenti |

Mauro Favaro | commenti |

A Paese scoppia la guerra delle farmacie contro le nuove licenze

PAESE – Scoppia la guerra delle farmacie. A scatenarla è stata la scelta della giunta Pietrobon di “mettere in palio” due nuove licenze, attraverso il decreto liberalizzazioni, che si aggiungono a quelle dei cinque esercizi che al momento servono i circa 22 mila residenti.

 

Il punto è che per far posto alle nuove farmacie, previste una a Porcellengo e l'altra poco distante dall'area ex Simmel di Castagnole, villa La Quiete ha ridisegnato gli ambiti territoriali di quelle esistenti. Riducendo, in particolare, i bacini di quelle di Postioma e di Castagnole. Una decisione che i diretti interessati, la farmacia Silvestri e la farmacia Alessi Battaglini, non hanno gradito per nulla. E adesso, in modo congiunto, hanno presentato ricorso al Tar per ottenere la cancellazione della nuova mappa messa a punto dalla giunta Pietrobon.

 

“Una cosa che non capisco proprio, dal momento che il nostro atto segue passo passo la normativa regionale, è stato avvallato dall'Usl di Treviso e pure dall'Ordine provinciale dei farmacisti – sbotta il primo cittadino – si diceva che le nuove farmacie dovevano trovare posto vicino agli agglomerati urbani e così ne abbiamo prevista una a Porcellengo, dove il servizio non c'è, e una a Castagnole. Adesso, invece, ci tocca spendere soldi pubblici per difendere una valutazione che segue tutte le linee di legge”.

 

Il tutto per una questione di concorrenza e di “controllo del territorio”. Eppure il Comune aveva fatto i suoi calcoli sottolineando che secondo gli standard nazionali gli attuali 5 esercizi servirebbero al massimo 16.500 residenti. Mentre Paese oggi ne conta 5.447 in più. Da qui la necessità di aprire almeno una nuova farmacia. Anzi due, ha poi pensato la giunta Pietrobon. Perché aggiungendo solo un altro punto vendita resterebbero comunque “scoperti” 2.147 cittadini. Peccato, però, che una delle due sedi fosse individuata vicino all'area ex Simmel in vista dell'arrivo di oltre due mila abitanti, attività produttive e commerciali e che ora lì sia di fatto rimasto solo un cantiere fantasma. E adesso la parola passa al giudice.

 



Mauro Favaro

Leggi altre notizie di Treviso
Leggi altre notizie di Treviso

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×