09 aprile 2020

Treviso

Panevin accesi in tutta la Marca e l'aria diventa irrespirabile

Da Treviso a Conegliano le polvere sottili nell’aria sono alle stelle, oltre 5-6 volte i limiti consentiti

| Isabella Loschi | commenti |

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panevin arcade

TREVISO - La notte dei Panevin incendia l’aria che diventa lascia irrespirabile. Il giorno dopo le decine di falò accesi in tutta la Marca le centraline dell’Arpav sono impazzite: i valori di polveri sottili nell’aria sono alle stelle, superando di 5-6 volte i limiti consentiti.

A Treviso tra venerdì notte e sabato mattina la centralina di via Lancieri di Novara, vicino al Put, ha registrato una punta di 255 microgrammi per metro cubo, 240 mc/m3 il valore massimo registrato in strada Sant’Agnese, zona San Giuseppe. Ma la maglia nera spetta a Mansuè dove la centralina Arpav sabato mattina segnava 310 microgrammi per metro cubo. A Conegliano picco di 243 mc/m3 venerdì sera alle 22. Valori simili non si registravano da anni.

"All'indomani le centraline di rilevamento hanno registrato picchi di Pm 10 fino a 310microgrammi/metro cubo, valori superiori a quattro/cinque volte i limiti consentiti. Ricordiamo - interviene la coordinatrice nazionale dei Verdi Luana Zanella e della lista Insieme - che studi recenti stimano un aumento della mortalità naturale dello 0,8 % per ogni 10 microgrammi di aumento nell'esposizione annuale alle Pm 10. E che l'inalazione delle polveri sottili e ultra sottili può danneggiare il sistema respiratorio, cardiocircolatorio, nervoso e provocare il cancro. Il valore soglia individuato per le pm 10 dall'Oms è di 20 microgrammi per metro cubo. I valori registrati il 6 gennaio sono stati oltre dieci volte tale limite”.

"C'è da chiedersi - continua Zanella - di fronte a quanto è avvenuto, se la tutela di tradizioni popolari giustifichi l'esposizione della popolazione, in particolare quella anziana e infantile, più fragile, a tali livelli di rischio per la salute, ampiamente documentati dalla letteratura scientifica internazionale. E' sconcertante rilevare che chi dovrebbe presiedere alla salvaguardia della salute collettiva non si ponga il problema di conciliare la giusta valorizzazione della tradizione popolare con il sacrosanto dovere di difendere la salute pubblica."

“Il male dell’ambiente non è il nostro panevin”, risponde Domenco Presti, sindaco di Arcade, dove si svolge uno dei Panevin più grandi della Marca che venerdì sera ha radunato migliaia di persone. “Le ragioni dell’inquinamento vanno cercate altrove – continua - non credo proprio che siano i panevin a distruggere l’ambiente in una sola sera, una volta all’anno”.

 



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Isabella Loschi

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