28 maggio 2020

Treviso

Pasqua in casa, i ristoranti della Marca attivano la consegna a domicilio

Attivo il nuovo portale della Fipe con i ristoranti e bar del territorio trevigiano per le ordinazioni a domicilio

| Isabella Loschi | commenti |

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consegne a domicilio

TREVISO - Bar e ristoranti saranno tra gli ultimi a riaprire dopo la chiusura imposta dal decreto del governo per l’emergenza coronavirus. Ma in tanti hanno deciso di trasformare il lockdown in opportunità, aprendo la strada alla somministrazione e alla ristorazione del futuro con le consegne a domicilio.

Dolci, pizze, primi piatti, pesce, grigliate? Basta ordinare tutto con un click e aspettare comodamente i piatti a casa propria per gustare una cena da ristorante rimanendo a casa. Per facilitare esercenti e consumatori la Fipe – Confcommercio ha aperto un portale, una sorta di “vetrina digitale” gratuita, a disposizione degli esercenti che possono compilare il form ed iscriversi e di tutti i consumatori che possono identificare il locale disponibile nel raggio dei 5 chilometri dalla propria abitazione e beneficiare della ristorazione trevigiana comodamente da casa, nel rispetto delle regole. Treviso fa parte delle città test del portale www.ristoacasa.net che sta sperimentando il delivery con ristoranti del territorio. Una sorta di amazon della ristorazione a “chilometro zero”.

Il portale funziona con la geolocalizzazione e garantisce scelta e consegna del pranzo o cena nel raggio di 5 km dalla propria abitazione (si inserisce la posizione). In home accolgono tre semplici parole: cerca, chiama, ordina. Al momento la consegna è in carico al ristoratore, ma non mancano accordi di categoria con provider esterni.

In questi primissimi giorni di attività, molti ristoratori, esercenti, pizzaioli, si sono iscritti e stanno cominciando ad avere le prime soddisfazioni: da Pino al Caffè centrale di Asolo, alla Trattoria Al Sile di Casier, Alle Betulle di Enrica Miron, alla centralissima pizzeria Da Fausta. La lista si sta infittendo. Il primo test promette bene: la cena al ristorante e la pizza sono ancora desideri realizzabili, rendono meno pesanti la quarantena, restituiscono, almeno in parte, la convivialità perduta. Per Pasqua le prenotazioni stanno prendendo forma, quasi uno slancio timido che lascia ben sperare: si possono scegliere menu della tradizione o anche singoli piatti, tipo “piatti unici” come specialità proposte dal locale.

“Fipe-Confcommercio- spiega la presidente Dania Sartorato- ha colto subito che l’epidemia, pur essendo un periodo temporaneo – “è destinata a cambiare non solo gli anticorpi di gran parte della popolazione, ma anche le abitudini di consumo. Il periodo che stiamo vivendo non è breve, cambia l’atteggiamento, la psicologia e l’approccio, probabilmente incide sulla mentalità collettiva. Per ritornare a feste ed assembramenti ci vorrà tempo quindi abbiamo sfruttato le possibilità offerte dal delivery, unica soluzione consentita, per trasformarla in un canale alternativo alla ristorazione tradizionale e rispondendo alle esigenze gastronomiche della popolazione. Il delivery sarà una dimensione nuova della ristorazione, imposta dal decreto, oggi purtroppo unico appiglio per la sopravvivenza, speriamo domani risorsa e sviluppo dei nostri locali”. 

“Il delivery”- commenta Federico Capraro presidente Unascom-Confcommercio - organizzato da Fipe, accentuato dalla Pasqua, in realtà apre ad una dimensione più generale che coinvolgerà tutto il commercio, cambierà il terziario, introdurrà nuove figure professionali e nuovi servizi.  Questa iniziativa vale perché aggiunge la dimensione virtuale all’imprenditoria locale, garantendole sostenibilità, senza cedere risorse ai colossi del web e facendo circolare il business ed i proventi all’interno di una nostra economia di territorio, oggi fortemente danneggiato dal Covid 19, che ha davanti una lunga e difficilissima fase di ripresa”.  

 



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Isabella Loschi

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