20 ottobre 2020

Castelfranco

Passerella castellana per Salvini e Zaia ma niente folla solo fedelissimi

Marcon portato ad esempio di buon governo da Zaia che è tronato a parlare di “cadavere eccellente” mentre Salvini non ha deluso chi si aspettava dichiarazioni sugli immigranti

| Maria Elena Tonin |

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Salvini

CASTELFRANCO - Chiaro il messaggio che arriva da Vedelago, dove ieri sera, Matteo Salvini e Luca Zaia hanno sostenuto pubblicamente la candidatura a sindaco di Castelfranco di Stefano Marcon: la Lega è unita e sostiene il candidato Marcon in nome del principio di continuità con quanto fatto finora. La Lega mette in campo "la sua buona politica", fatta non solo di emergenza covid, ma anche di amministratori sul territorio che continuano ad essere confermati.

Nessuna incertezza sulle grandi scelte fatte, proprio a partire da uno dei grandi temi di questa turnata elettorale, l'ospedale "Mai detto" ha sottolineato Zaia "che ci siamo trascinati un cadavere eccellente: abbiamo semplicemente riempito stanze vuote, di medici e IOV". Così come la Pedemontana, di cui sono già stati aperti i primi 17 chilometri e che sarà aperta, ad eccezione della galleria di Malo, entro l'anno o "l'aver portato a casa le olimpiadi", che torneranno in Veneto nel 2026, dopo 70 anni”.

Per il governatore, Marcon ha amministrato bene ed è apprezzato dai cittadini, a cui spetta ora l'ultima parola: "Le sensazioni su Marcon sono ottime" ha detto Zaia "penso che Marcon porti come dote la sua buona amministrazione e che sia giusto essere qui a sostenerlo."

Da parte sua, Marcon ha sottolineato come Castelfranco non possa che beneficiare da un confronto con la sanità veneta, eccellenza in Italia e tra le migliori 3 in Europa: "Durante la nostra amministrazione - ha detto Marcon -, abbiamo fatto qualcosa in tutte le frazioni e questa campagna elettorale ce lo sta ricordando". Punti chiave, per Marcon, la centralità della scuola, per cui ha parlato di una "visione a lungo termine" resa possibile solo con il contributo della provincia e un accenno agli immigrati irregolari, tema che sta animando le piazze.

"La prima ordinanza che ho fatto - ricorda Marcon -, è stata proprio sugli immigrati clandestini e uno sgombero, così dico oggi, a 5 anni di distanza: per i clandestini non c'è posto. Zaia mi chiama il mastino, abbiamo le armi, lo spirito per affrontare le cose, la possibilità di essere vicini ai cittadini, la capacità di far sintesi e decidere: questo è un amministratore e io vedo il bicchiere mezzo pieno".

La serata si è poi spostata all'atteso "dialogo" tra le due prime donne del partito, nessuna scintilla, se mai il pubblico se la fosse aspettata ma due ottimi padroni di casa, ciascuno con le sue mete. Pubblico non delle grandi serate, ma molto vicino ai suoi candidati.

"Caro Matteo" ha esordito Zaia, quando poi, dopo la presentazione del candidato Marcon, la serata si è spostata sulle scelte del Governo, a cui Matteo Salvini ha prontamente risposto citando le differenze, o le "colpe" del collega: "A Luca piacciono le bollicine, a me più fermo. Ma soprattutto io sono milanista e lui non è milanista", chiudendo l'eventuale attesa di un battibecco con il rivale. "Non vedo l'ora di tornare come presidente del consiglio per blindare i confini - ha detto Salvini -, Anche a Castelfranco, dopo le elezioni, chiameranno il nuovo sindaco per ospitare i clandestini, ma il sindaco leghista risponderà che non c'è posto."

Una Lega che si appresta a conquistare il voto di coloro che "non hanno la casacca e non hanno la tessera", Lega che non solo deve vincere, ma deve vincere con i numeri. "A queste regionali, ci sono 9 candidati, ma 10 e il decimo è l'astensionismo. Noi diciamo: andate a votare e lo diciamo per tutti. Vota per chi vuoi, ma vai a votare." ha detto Zaia, criticando la decisione di alcuni comuni di spostare i seggi dalle sedi storiche, a causa del Covid.

Prudenza sui sondaggi, anche se qualche rosea aspettativa non può essere negata: se è scontato, almeno nelle previsioni, l'esito delle elezioni, un voto particolarmente "pesante" per la Lega, spianerebbe la strada: "Il trionfo della lega è un ulteriore passo per l'autonomia" ha detto Salvini, che spera di "tornare al governo da presidente del Consiglio".

Qualche battuta sugli avversari come il vantaggio di non aver assembramenti e poi il racconto delle sue esperienze giudiziarie, una sorta di prima volta, "perché nella vita bisogna provare tutto, anzi, quasi tutto". Ha detto Salvini in riferimento al processo che lo vedrà imputato difeso dall'avvocato Giulia Bongiorno "se vado in galera potrete portarmi prosecco o ciliege, quello che volete. Se un uomo non è disposto ad andare in prigione per le sue idee, o non vale niente lui, o non valgono niente le sue idee": ha concluso, prima degli immancabili selfie con i suoi fans.

 

 

 

 

 


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