17 aprile 2021

Treviso

Piano casa: "A Treviso basta palazzoni e cemento accanto a edifici di pregio"

Zorzi: "Siamo la quarta provincia d'Italia per consumo di suolo, serve una nuova pianificazione sostenibile"

| Isabella Loschi |

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palazzina di via Garbizza

TREVISO - Consumo di suolo, cemento ma soprattutto radicale cambiamento del contesto urbano.

Sono queste le critiche al Piano Casa regionale avanzate dal Pd trevigiano. “L’attuale Piano Casa Regionale in questi anni ha favorito situazioni particolarmente critiche nei nostri territori, sia in termini di consumo di suolo sia di sconvolgimento del contesto urbano”, sottolineano Giovanni Zorzi e Matteo Favero, rispettivamente segretario provinciale e responsabile ambiente del Partito Democratico a Treviso, entrando nel dibattito sulla maggiorazione delle altezze di edifici realizzati beneficiando del Piano Casa evidenziate in diverse costruzioni anche a Treviso come il discusso Cà Delle Alzaie davanti al Sile e la palazzina di via Garbizza di proprietà della Diocesi che oscura la vista di San Nicolò.

“Nel tempo sono state moltissime le segnalazioni di ‘diritti violati’ dei cittadini. Le proteste, le mobilitazioni, le raccolte di firme e non ultimo le sentenze dei tribunali ci dicono che bisogna voltare pagina: basta mega-palazzi accanto a costruzioni di pregio architettonico, nuove torri, altro cemento non necessario, basta snaturare le nostre città e i nostri borghi. Siamo la quarta provincia d'Italia per consumo di suolo, un primato da non festeggiare”.

“La Lega accetti la sfida di una nuova pianificazione sostenibile del nostro territorio, dalle città alle aree periurbane fino alle ultime zone agricole rimaste – incalzano i due esponenti dem -. Riteniamo urgente introdurre nuovi parametri di congruità edilizia per nuovi insediamenti, almeno su base provinciale, spingendo al massimo sulla rigenerazione urbana del costruito con attenzione alla storia dei luoghi. Tutto questo, ad esempio, potrebbe entrare all'interno di una nuova vera ed efficace legge regionale contro il consumo di suolo, minacciato ora non solo dai capannoni ma anche da faraonici campi agro-fotovoltaici, pannelli che potrebbero trovare posto nelle tante aree dismesse venete. Serve un nuovo intervento normativo utile a togliere ogni alibi ad amministrazioni comunali che spesso scambiano il ruolo amministrativo con quello degli stessi proponenti l'intervento. Oggi abbiamo un’occasione unica per fare della Marca Trevigiana un laboratorio nazionale per una pianificazione urbanistica a misura d'uomo vocata alla bellezza”.

 

 


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Isabella Loschi

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