25 febbraio 2020

Treviso

Posso coltivare la cannabis a casa?

Esibire tranquillamente la piantina sul balcone è un po’ azzardato ma,…

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Posso coltivare la cannabis a casa?

TREVISO - Da più di un anno, in Italia, è possibile coltivare un certo tipo di cannabis senza rischiare di incorrere in sanzioni penali. Si tratta della canapa contenente un valore di principio attivo Thc inferiore allo 0,6%. In sostanza, la legge permette la coltura della cosiddetta cannabis light per l’utilizzo in campo agronomico, industriale e terapeutico. Dopo decenni di proibizionismo, l’industria della canapa può ora tornare a crescere. Stando agli ultimi dati divulgati, nella provincia di Treviso le colture si estendono per circa 18 ettari, dei quali si occupano una dozzina di agricoltori. Dalla canapa si possono ottenere tessuti, carta, cosmetici, saponi, vernici e numerosi altri prodotti. Per questo, come ha dichiarato di recente Walter Feltrin, presidente di Coldiretti Treviso, “le colture possono dare risultati alternativi e innovativi e portare numerose soddisfazioni in territorio trevigiano”.

 

Il futuro della canapa in campo industriale si prospetta florido e la produzione sta già prendendo piede nel territorio. Ma può un cittadino qualunque coltivare la cannabis sul balcone di casa propria? Perché dovrebbe farlo? Dove si possono acquistare le piante? Innanzitutto è necessario chiarire che la cannabis light non è da confondere con la marijuana, ovvero il prodotto psicoattivo ricavato dall’essiccazione delle infiorescenze della pianta di canapa. La marijuana consiste nei fiori femminili, nei boccioli e nelle foglie della pianta e in Italia la sua produzione è consentita solo a scopi terapeutici.

 

La legge 242 del 2016 è ancora ambigua per quanto riguarda la possibilità del singolo cittadino di coltivare canapa in casa propria. Esibire tranquillamente la piantina sul balcone è forse un po’ azzardato ma, teoricamente, legale. La legge non si espone dando direttive chiare sulla coltivazione “domestica” della pianta, ma si potrebbero acquisire le stesse indicazioni fornite per le colture industriali. Sarebbe, pertanto, opportuno assumere alcune accortezze, derivate dal fatto che solo determinati tipi di cannabis sono coltivabili in Italia, stando alla legge e alle direttive dell’ Unione Europea. In ogni caso tutti i semi in circolazione, certificati per colture di tipo industriale, dovrebbero appartenere alla lista approvata dall’UE e quindi l’unico obbligo dell’acquirente consiste nel conservare la fattura di acquisto dei semi per almeno 12 mesi, insieme alla certificazione che viene fornita dal venditore. Se a seguito di un controllo la soglia dovesse confermarsi al di sopra del livello di Thc 0,6% consentito, l’agricoltore non avrebbe alcuna responsabilità in merito.

 

Coltivare cannabis light in casa è, quindi, apparentemente consentito. Nella provincia di Treviso sono ormai numerosi i negozi che stanno aprendo e presso i quali è possibile comprare le sementi e altri prodotti derivati dalla pianta e si trovano a Treviso, a Conegliano e a San Fior.

Stando al censimento di Magica Italia pubblicato nel 2017, in Italia in otto città su dieci è presente un growshop, e dopo la legge 242, entrata in vigore nel 2017, il numero dei negozi è in costante crescita. In questi esercizi la cannabis è acquistabile nelle più svariate forme: dai prodotti per la deodorazione degli ambienti ai composti per le tisane, dai maccheroni ai prodotti per il corpo.

Sara Saccon

 

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