21 febbraio 2020

Agenda

Presentazione di "Donne in guerra tra sacrificio, dedizione e libertà"

Il libro di Isabella Gianelloni

Incontri - Presentazioni

quando 01/02/2020
orario Sabato 1 febbraio alle 15.30
dove Biblioteca Civica Comune di Vittorio Veneto
organizzazione Centro Italiano Femminile di Vittorio Veneto

I civili, le popolazioni invase ed esuli in patria, le donne che a vario titolo furono partecipi delle vicende della Grande Guerra hanno iniziato solo da poco ad ottenere il posto che loro spetta nella memoria comune. Questo libro, saldamente dalla parte delle donne e rivolto soprattutto alle giovani generazioni femminili, riunisce in un unico testo i diversi aspetti della loro presenza, dei molteplici ruoli che le donne svolsero in quegli anni durissimi, con l’ambizione di dare almeno una prima visione d’insieme della questione. Nessuna immagine unitaria del nostro Paese, a 50 anni dall'Unità, se non, forse, nell'atteggiamento generale nei confronti del sesso femminile.

 

Fra intellettuali e preti, contadini e industriali, operai e ceto militare, giornalisti e anche nuove leve socialiste, uno dei pochi punti in comune rimaneva una misoginia di fondo, una convinzione che il posto delle donne fosse ovunque tranne che in politica. Il mondo maschile e quello femminile rimanevano distanti, occupavano spazi diversi, ma proprio fra il 1915 e il 1918 le due metà del cielo fatalmente si incontrarono, quasi sempre con esiti drammatici per la più debole delle due parti. Quanto e come cambiò il rapporto delle donne con la propria sessualità, con l'idea di sé e degli uomini, tenendo presenti le debite differenze culturali, sociali, di classe anche dentro il mondo femminile? Quante e quali furono le donne al fronte? Quale fu, meglio ancora, il fronte delle donne?

 

Accanto ai due estremi, le infermiere volontarie e le prostitute, ambedue costrette a confrontarsi con i corpi e le anime sofferenti dei soldati, una miriade di altri ruoli, tutti prettamente femminili, che si mossero indefessamente durante tutta la durata di quella guerra di cui ricorre il primo centenario: madrine, operaie, contadine, portatrici, profughe, lavandaie, anche ricche signore in cerca d'avventura, ciascuna con il proprio fardello, con non uno ma tanti compiti. Sullo sfondo, ma neanche tanto quando uomini e donne si incontrano, la questione del sesso, argomento difficile e spinoso sicuramente allora più di oggi, ma che percorse come un fiume carsico che a volte riemerge in piena tutti i momenti di incontro tra donne e soldati in quegli anni tremendi. Durante la Grande Guerra le donne viaggiarono come mai prima, si mossero sole o in compagnia fino ai margini delle zone delle operazioni, divennero protagoniste, anche inconsapevoli, di vere o presunte trame eversive o di spionaggio.

 

Diedero il proprio contributo le madrine di guerra, combatterono duramente le portatrici di montagna, si ritrovarono a gestire una vita tremenda le profughe, sia le italiane in Patria che le trentine nei territori dell'Impero che viveva i suoi ultimi anni di storia. E poi, alla fine, ci sono tutte quelle rimaste a casa e basta, costrette dall'esercito ad abbandonare i paesi troppo prossimi al fronte o che dovettero fuggire oltre il Piave dopo Caporetto, che si accollarono tutto il peso di famiglie distrutte o lacerate, che impararono a scrivere (o a farsi scrivere) lettere di supplica, domande di sussidio, di pensione. O che, tremando all’idea dell’inutilità di mandare messaggi a qualcuno che poteva già essere morto, dettarono lettere intime e d’amore raccontando al parroco o al maestro cose che sarebbero dovute rimanere chiuse dietro la sottile porta di una camera da letto. Donne combattenti, dunque, tutte, anche se in modo diverso.

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