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01 dicembre 2022

Nord-Est

Prima minaccia la compagna, poi se la prende coi poliziotti, in carcere distrugge la cella

Denunciato per “resistenza a Pubblico Ufficiale” e per i reati di “minaccia grave” e “danneggiamento aggravato”

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Prima minaccia la compagna, poi se la prende coi poliziotti, in carcere distrugge la cella

BASSANO DEL GRAPPA (VICENZA) - Lo scorso sabato un 29enne italiano residente a Cassola (VI) è stato arrestato dagli agenti del Commissariato di P.S. di Bassano del Grappa per il reato di “resistenza a Pubblico Ufficiale”, nonché denunciato in stato di libertà per i reati di “minaccia grave” e “danneggiamento aggravato”.

Alle ore 20.50 circa di sabato sera, una pattuglia della Sezione Volanti del Commissariato di Bassano interveniva a Cassola, in Via Grande, per una lite in corso tra conviventi; la coppia veniva trovata nel giardino di casa, la donna, di anni 32, in lacrime e l’uomo, come detto di anni 29, in evidente stato di alterazione presumibilmente alcolica.
All’arrivo dei Poliziotti la donna riferiva che lei ed il compagno, nel pomeriggio appena trascorso, si erano recati in centro a Bassano del Grappa (VI) e già lì avevano avuto un litigio in quanto il ragazzo si era ubriacato. Raccontava poi che una volta rientrati a Cassola, intorno alle ore 18.40, lei si dirigeva immediatamente nella propria abitazione, mentre il giovane vi giungeva più tardi, a torso nudo e con le mani insanguinate e, senza darle spiegazioni sul proprio stato, la strattonava per il braccio dicendole che se avesse chiamato qualcuno l’avrebbe ammazzata. Per di più, in pieno stato d’ira, dava un pugno alla porta che conduce al piano interrato dell’abitazione e ivi giunto spaccava a pugni il computer.

Alla vista degli Agenti, il soggetto teneva, fin da subito, un comportamento sprezzante nei loro confronti e li minacciava dicendo che avrebbe raccontato di essere stato picchiato da loro se avessero proceduto nei suoi confronti.
La donna asseriva essere la prima volta che il compagno l’aveva percossa e minacciata, ma considerato lo stato di alterazione dell’uomo temeva per la sua incolumità e chiedeva che lo stesso lasciasse la sua abitazione.

Dopo vari e vani tentativi di calmare l’uomo, sopportando offese e denigrazioni e dopo che lo stesso rifiutava di essere soccorso da Personale Medico, gli Operatori di Polizia riuscivano a convincerlo a lasciare l’abitazione della convivente e portarsi a casa della madre, ma ad un tratto il ragazzo cambiava idea e tentava di aggirare l’abitazione della convivente per entrarvi dal retro. Richiamato il soggetto veniva, quindi, invitato a salire sull’auto di servizio per essere accompagnato presso gli Uffici del Commissariato, in quanto indagato per minaccia a P.U., nonché minaccia grave nei confronti della compagna convivente.
Giunti in Commissariato, l’atteggiamento dell’uomo degenerava ulteriormente, in quanto continuava a proferire offese nei confronti degli Agenti e si rifiutava di sottoporsi ai previsti rilievi fotosegnaletici, opponendo inizialmente resistenza passiva per poi giungere a spintonare i Poliziotti. A questo punto il giovane di Cassola veniva tratto in arresto per “resistenza a Pubblico Ufficiale”. Il Pubblico Ministero di turno, disponeva il trattenimento del soggetto presso le Camere di Sicurezza del Commissariato di Bassano del Grappa fino alla mattinata di ieri, in attesa del rito per direttissima presso il Tribunale di Vicenza. L’ira del giovane, tuttavia, non si placava ed appena accompagnato in Camera di Sicurezza, iniziava a prendere a calci la porta della stessa e danneggiava il posto letto alzando e staccando il tavolaccio dalla sede in muratura.

A questo punto, al fine di tutelare l’arrestato da atti di autolesionismo, gli Agenti chiedevano l’intervento del SUEM-118; il Personale medico intervenuto lo accompagnava presso il Pronto Soccorso, seguito da due Poliziotti.
Nel corso della nottata, dopo le cure prestategli presso il locale nosocomio, il soggetto veniva riaccompagnato presso gli Uffici di Polizia, dove, rinsavito rispetto ai comportamenti tenuti in precedenza, chiedeva scusa a tutti gli Operatori di Polizia presenti e forniva spontaneamente il Verbale di Pronto Soccorso, dal quale emergeva, tra l’altro, un’alcolemia pari a 1,81 g/L e la positività ai cannabinoidi.

Lo stesso soggetto, risulta essere stato segnalato già in passato per guida sotto l’influenza dell’alcol, con ritiro e sospensione della patente di guida. Nella mattinata di martedì 26 luglio presso il Tribunale di Vicenza ha avuto luogo il rito per direttissima, in occasione del quale il Giudice ha convalidato l’arresto, condannando il ventinovenne a cinque mesi di reclusione con pena sospesa.
Si dovranno, comunque, approfondire i motivi che hanno indotto il suddetto soggetto a tenere i sopra citati comportamenti antigiuridici e, pertanto, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona denunciata in relazione alla vicenda, sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.

 



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