29 novembre 2020

Treviso

Profughi, ecco la posizione dei candidati alle regionali

Berti, Moretti, Tosi e Zaia su immigrazione, sanità, sicurezza, costi politica

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Profughi, ecco la posizione dei candidati alle regionali

TREVISO - Idee e posizioni molto diverse tra i quattro principali candidati alle regionali in Veneto sul tema dell'accoglienza dei profughi dal Nordafrica. Zaia, Moretti, Berti e Tosi si sono confrontati su questo e altri temi oggi, sentiti dall'emittente 'Antenna 3 Nordest'.

 

"Abbiamo già dato - ha affermato Luca Zaia, candidato presidente della Lega - Gli immigrati conoscono anche lo spettro della disoccupazione, il 10,5% della nostra popolazione è rappresentato da immigrati". Zaia ha detto poi "no a tendopoli caserme".

Per Jacopo Berti, candidato del M5s, va affrontato il problema della "redistribuzione nei paesi europei di queste quote, è un problema europeo e non solo nostro".

 

"Non accostiamo i profughi ai clandestini - ha affermato la candidata del centrosinistra, Alessandra Moretti - Questa è un'emergenza europea, e per questo il Governo ha chiesto all'Europa un impegno maggiore, un impegno per distruggere le navi, che sono mezzi che portano la morte, oltre ad accordi bilaterali per la costruzione di campi profughi in paesi africani".

 

"La proposta di bombardare i barconi - ha osservato Flavio Tosi, che si candida con una propria lista alla presidenza del Veneto - implica il rischio di mettere nelle stive dei disperati; sarebbe il sistema che i mercanti di uomini metterebbero in atto. L'unico modo fermarli la'. A quelli che giungono qui bisogna dare un permesso umanitario di tre mesi, per consentirgli di provare a trovare un lavoro, chiedendoli anche di svolgere lavori a favore della collettività".

 

Criminalità e politiche della sicurezza, costi della politica e sanità sono altri dei temi caldi su cui oggi, intervistati da 'Antenna 3 Nordest', si sono sfidati i quattro principali candidati alle regionali in Veneto. Per Luca Zaia è giusto "inasprire le pene, fare in modo che chi va in galera ci resti, gli stranieri a casa loro. L'Esercito deve tornare in strada, i militari sono migliaia, basta fare una legge"

Per Jacopo Berti  c'è "una speculazione in una guerra fra poveri, vengono messe contro classi sociali, c'è stata a marzo la depenalizzazione di reati anche gravi. Ci vogliono pene severe, Esercito e videocamere dovrebbero essere messi anche nelle istituzioni. Se ci sono ladri nelle istituzioni non stupiamoci se poi li troviamo in casa".

"Bene l'incremento delle pene per furti e rapine - ha sottolineato Alessandra Moretti (centrosinistra) -, soprattutto se a danni di persone fragili. Poi serve un piano veneto per la sicurezza fra Regione, Anci, Prefetti, Questori e sindaci delle maggiori città del Veneto. Videocamere ma anche maggiori dotazioni di mezzi alla polizia". "E' stata chiusa la scuola regionale di polizia locale - ha evidenziato Flavio Tosi  -, bisogna usare quello che si ha. A Verona abbiamo aumentato il numero di agenti di polizia municipale".

 

Sui cosiddetti costi della politica, Jacopo Berti sostiene che devono essere "azzerati i 13 mln all'anno di vitalizi, assegni di fine mandato, privilegi che esistono solo nella politica. Poi attaccate le partecipate, Veneto Nanotech crea buchi su buchi ogni anno". Per Alessandra Moretti "bisogna partire dalla sobrietà. Non ho paura - ha detto - di affrontare una profonda riforma. Taglio dell'indennità base e di quella facoltativa, ricalcolo di tutti i vitalizi in essere su base contributiva". "I vitalizi, anche quelli già in essere, vengano pagati con il sistema contributivo" è stata la proposta lanciata da Flavio Tosi. "I vitalizi con questa legislatura non ci sono già più - ha ricordato Luca Zaia - Bisogna togliere l'assegno di fine mandato e mettere mano al tema di indennità di mandato".

 

Infine la sanità. "I tagli che il governo fa sono periodici, anche in passato - ha detto Moretti - Bisogna ridurre gli sprechi per rendere più efficienti i servizi. Grandi carrozzoni, 21 Usl da ridurre a otto, con il risparmio di 50 mln di euro l'anno da riversare sul territorio in servizi di prossimità", Per Flavio Tosi è possibile "azzerare i ticket praticando i costi standard all'interno delle Usl. Bisogna agire sul personale, da qui ricavare le risorse per abolire i ticket. Infine vanno sbloccate le opere: da due anni e mezzo la cittadella della salute è ferma, l'ospedale di Padova è fermo da cinque anni". "Le opere di Treviso - ha risposto Luca Zaia - sono ferme a causa dei ricorsi al Tar. La riduzione delle Usl l'ho proposta io, ma non è passata in consiglio regionale con voto bipartisan. L'eliminazione dei ticket, che valgono 200 mln, deve essere negoziato con il ministero dell'economia". "Nessuno deve essere lasciato indietro - ha ammonito Jacopo Berti - Ospedali di prossimità per non autosufficienti. Non nuovi grandi mega ospedali ma tanti presidi sul territorio".

 


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