25 ottobre 2020

Castelfranco

Per Punto d’Incontro la parola chiave è cambiamento, senza ideologie precostituite

I giovani che corrono per il governo della città lo fanno con uno stile inedito e con argomentazioni forti

| Maria Elena Tonin |

immagine dell'autore

| Maria Elena Tonin |

Punto d'Incontro a Castelfranco

CASTELFRANCO - Una campagna elettorale poco convenzionale, che porta Castelfranco a scoprire luoghi e prospettive nuove. Vincere le elezioni sembra non essere vitale quanto proporre un modello di società sostenibile, da tutti i punti di vista: dall'ambiente alla cultura all'economia, usando i talenti "e le tante risorse che la città ha." Le leggi ci sono già, basta applicarle "Penso alla città come ad un ecosistema urbano, con una programmazione che tenga conto dei dati oggettivi: il territorio è ancora ferito dall'alluvione dell'8 giugno, le famiglie non hanno figli, oggi lavorano 57 persone su 100, come immaginiamo i servizi della nostra città?" ha detto Morena Bragagnolo, presidente del collegio degli agrotecnici di Treviso.

 

"Punto d'incontro" sono i giovani del "lasciate il mondo come lo avete trovato (o almeno provateci)", di Greta Thunberg, dei "Fridays for future": la parola chiave è cambiamento, senza ideologie precostituite. Un cambiamento possibile, preteso e declinato in che i ragazzi spiegano attraverso incontri con la popolazione nei parchi della città, che diventano manifesto del loro progetto politico. Sono state oltre 170 le persone che hanno partecipato alla serata al Parco dei Principi, in Borgo Treviso martedì sera, dove si è parlato di scuola e di ospedale, due entità sociali ed economiche che caratterizzano Castelfranco e i temi caldi di queste amministrative: l'ospedale dal 2003 si sta svuotando, la scuola, un tempo eccellenza anche più di Treviso, oggi vive di rendita.

Lo sguardo si allarga: si sono costruiti capannoni destinati ad essere vuoti, portato avanti una politica di consumo di suolo senza tener conto di una curva demografica, nessun progetto di verde urbano fuori dal centro storico, investito da una visione miope, che rende lo stesso centro storico "una foglia di fico", impianti sportivi inadeguati, la necessità di avere un auditorium dignitoso. L'emergenza sanitaria non ha fatto altro che rendere visibili processi già in atto. Si è parlato di identità della città e di necessità di avere una programmazione, anche per gli eventi, che non coincida con il perimetro del centro storico: "Come cittadini dobbiamo prendere coscienza della città" ha detto Lorenzo Zurlo, candidato sindaco "anche il luogo in cui ci troviamo, questo parco è praticamente sconosciuto ai castellani. La politica per la città deve essere un dialogo tra i saperi e le persone."

 

A sostenere questa lista giovane, almeno anagraficamente, se si vuol a tutti i costi inscatolare un progetto, Andrea Marion, docente ordinario di Idraulica all'università di Padova "Questi ragazzi, che ho conosciuto in tempi non sospetti, hanno avuto un'intuizione straordinaria e hanno studiato. La loro idea di città merita una possibilità." Si è parlato di ricerca e di "buone pratiche" in una città storicamente e culturalmente vicina all'università di Padova. "Le amministrazioni che finora si sono succedute a Castelfranco non hanno dato grandi risposte" ha concluso Roberto Merlchiori, insegnante di storia e filosofia del Liceo Giorgione di generazioni di studenti "chiaro che oggi il sistema fa acqua da tutte le parti. Impone delle scelte: che Dio ce la mandi buona! Castelfranco, fine di un piccolo mondo antico o inizio di una nuova Los Angeles?" Prossimo appuntamento, domani 11 settembre al parco del Quartiere Abruzzi.

 

 



foto dell'autore

Maria Elena Tonin

Leggi altre notizie di Castelfranco
Leggi altre notizie di Castelfranco

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×