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28 maggio 2022

Cronaca

Quirinale, i corrispondenti stranieri: "Con Berlusconi tornerebbe Italia da burlesque"

"Sarebbe dilapidato quel patrimonio di credibilità riconquistato con Draghi"

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Quirinale, i corrispondenti stranieri:

ITALIA - Se Silvio Berlusconi diventasse presidente della Repubblica, tornerebbe "l'Italia da operetta, l'Italia del burlesque", dilapidando quel patrimonio di credibilità che il Paese ha riconquistato con Mario Draghi a Palazzo Chigi. E' il parere raccolto dall'Adnkronos dei principali corrispondenti della stampa straniera a Roma, che stanno seguendo le vicende politiche in vista dell'elezione per il Quirinale, alle quali la candidatura proposta dal centrodestra, ma non ancora accettata da Berlusconi, ha dato una diversa attenzione. Tra l'"incredulità" per il riemergere di un personaggio "condannato e che pensavamo fosse ormai stato consegnato al passato".

 

Philip WILLAN, collaboratore del britannico "Times". "Senza dubbio nel Regno Unito c'è interesse per un'elezione importante, che dà un'indicazione sulla direzione di marcia dell'Italia in un momento delicato per il Covid e il Pnrr. Si tratta di una scelta significativa, anche se fatta in modo bizzarro e arcaico. Poi la cosa che mi ha colpito particolarmente è il contrasto tra la figura di Sergio Mattarella e quella di Berlusconi, dando per reale la sua possibilità di succedergli: sono due figure agli antipodi, con Mattarella molto serio e pacato, e Berlusconi molto chiacchierato, ricordato per il bunga bunga. Mi colpisce il fatto che non colpisca gli italiani, capisco che siano abituati a Berlusconi, ma il fatto che i suoi alleati del centrodestra non abbiano avuto remore a proporlo mi sembra uno schiaffo in faccia agli italiani. Semmai venisse eletto, riproporrebbe l'immagine dell'Italia da burlesque, da operetta".

 

Constanze REUSCHER, corrispondente di vari media tedeschi: "L'interesse della Germania per l'elezioni per il Quirinale ruota intorno ai due temi, cosa succede al governo se Draghi diventa presidente, con la preoccupazione che, lasciando palazzo Chigi, possa tornare un esecutivo debole, caotico e che non prende decisioni rapidamente, e la candidatura di Berlusconi. E se Berlusconi diventasse presidente, credo che rinuncerei all'idea che ho di prendere la cittadinanza italiana: io vivo qui da 32 anni, sono sposata con un italiano e i miei tre figli sono cresciuti qui, oltre a pagare le tasse, vorrei condividere qualche altra cosa, l'identità italiana, se si fonda su valori etici e morali e sui valori della Costituzione. Ma il leader di Fi non ha dato un esempio di etica e morale che corrisponda a questi valori, non posso accettare che sia lui presidente e non è accettabile in generale per quello che gli italiani hanno fatto in questi anni, superando moltissime crisi, da Tangentopoli agli attentati della mafia, dalla crisi finanziaria ai migranti alla pandemia, nella cui gestione sono diventati un modello. Hanno tirato fuori il meglio della loro sensibilità politica ed etica e chi incarnava tutti questi valori era David Sassoli, mi sarebbe piaciuto lui come presidente".

 

Valerie SEGOND, corrispondente del francese "Le Figaro": "Sono molto colpita che in una democrazia così forte e grande come quella italiana, le regole del gioco per l'elezione al Quirinale siano così oscure, che non ci sia trasparenza nei negoziati, che nessun candidato possa esprimere la propria visione dell'equilibrio istituzionale".

 

Daniel VERDU PALAY, corrispondente dello spagnolo "El Pais": "L'elezione per il Quirinale la stiamo seguendo, solitamente è stata considerata secondaria, ma questa volta c'è una maggiore attenzione. Anzitutto per il corto circuito intorno alla figura di Mario Draghi, che è sia soluzione sia problema in questa partita, per la possibile instabilità che si potrebbe creare. E poi c'è l'incredulità per Berlusconi, che da noi viene considerato un personaggio del passato, condannato per frode fiscale, è triste pensare che l'Italia possa dare la guida morale del Paese a un personaggio come lui. Berlusconi può diventare un agente del caos e lui nelle turbolenze si muove bene. Non scommetterei per lui, ma non scommetterei contro di lui".

 

Udo GUMPEL, corrispondente della tedesca Rtl. "Dovrei tifare per lui perché lo conosco meglio di tutti gli altri politici italiani, dal momento che lo seguivo prima ancora che scendesse in campo. Battuta a parte, la cosa sorprendente è che la coalizione di centrodestra che vuole governare l'Italia candidi un personaggio che ha danneggiato l'Italia e la sua immagine all'estero in maniera profonda e questo la dice lunga sul suo grado di maturità. E' impensabile che nell'Italia che esprime con Draghi il meglio in termini di serietà, lungimiranza e capacità di sintesi si parli seriamente di candidare Berlusconi, che non voglio ricordare per Ruby e le sue storie di letto, ma perché è stato condannato per evasione fiscale. In un Paese qualsiasi, non dico la Germania, che sta dando un medio esempio nella gestione del covid, ma anche in Russia o Cina sarebbe impensabile che un condannato per evasione fiscale possa ancora ricoprire un ruolo politico. La destra italiana sta dando veramente uno spettacolo incredibile, si squalificano da sé a livello europeo.

 

Marcelle PADOVANI, del francese 'Nouvel Observateur': "In generale in Francia non c'è grande interesse per l'elezione per il Quirinale, tutto è molto concentrato sulla persona di Mario Draghi, c'è una visione molto positiva dell'Italia, che per il momento impedisce di prendere in considerazione possibili fallimenti. Quanto invece alla candidatura di Berlusconi, c'è grande incredulità, un imbarazzo notevole, ma non penso che ce la posso fare e penso che neanche lui lo creda, cerca solo di usare la sua candidatura per ottenere qualcosa o per partecipare alla scelta del nuovo presidente".

 

Vera SHCHERBAKOVA, della russa "Tass". "L'elezione per il Quirinale di per sé non è di grande interesse per i russi, adesso attira per la presenza di Berlusconi. Ovviamente la leadership segue le vicende politiche con un'attenzione diversa e maggiore ed è interessata anche a Franco Frattini, molto conosciuto da quando era ministro degli Esteri, con cui ci sono grandi rapporti. Draghi presidente? In Russia pensano che non sarebbe troppo diverso averlo nell'uno o nell'altro incarico. Vladimir Putin gli ha mandato gli auguri prima di Natale, dicendo che spera di incontrarlo presto, è un invito quasi ufficiale".

 



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