Ranocchi: "Meglio avvelenati che schiacciati?"
Un incontro sensibilizza a raccoglierli. Ma "il pericolo è altrove"
TARZO - Se vedete un ranocchio che attraversa la strada, aiutatelo. Gli anfibi dei Laghi di Revine, infatti, rappresentano un patrimonio faunistico inestimabile. E sarebbe atroce che, le auto in corsa, eliminassero parte di questo bene prezioso. Per sensibilizzare i cittadini a raccogliere i ranocchi prima che vengano schiacciati, è stato organizzato un incontro ad hoc.
Con il patrocinio dei Comuni di Tarzo, Revine Lago, Cison di Valmarino e San Pietro di Feletto, dell'Enpa e del Gruppo Salvataggio Anfibi, si terrà un convegno in cui esperti, amministratori e volontari diranno la loro ai presenti. "E' molto importante raccogliere i buffo-bufo che tentano di attraversare la strada - commenta Luciano De Biasi del Wwf Alta Marca - ma poi si continuano a permettere impianti di vigneti con conseguente inquinamento da pesticidi e diserbanti senza che nessuno protesti". A detta di De Biasi, è contraddittorio muoversi tanto per salvare i singoli anfibi, quando ogni comune pesticida presente sui vigneti, per le rane, è deleterio.
Il dato su quanto siano tossici i diserbanti per gli anfibi è stato reso noto dal quotidiano britannico The Guardian il mese scorso. L'Università Tedesca di Coblenza-Landau ha infatti effettuato i test sugli animali: ogni rana a contatto con un comune pesticida, utilizzato in dosi conformi a legge e etichetta, è morta in meno di un'ora. Secondo questa ricerca, sono proprio i pesticidi la causa principale della progressiva diminuzione della specie degli anfibi. Nel mondo e, per analogia, a Revine Lago.
"Speriamo che da questo convegno esca qualcosa di buono", si augura De Biasi. Si parlerà (anche) di fitofarmaci? L'appuntamento è alle 20.30 di mercoledì 20 febbraio, presso il Municipio di Tarzo. Relatore della serata sarà il dott. Enrico Romanazzi, esperto naturalista impegnato da anni in progetti di divulgazione scientifica. L'ingresso è libero.