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19 gennaio 2022

Vittorio Veneto

Renzi e il "bonus compleanno"

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Renzi e il

VITTORIO VENETO - Ho fatto gli auguri per i suoi 90 anni a Francesca Meneghin. Una donna meravigliosa. Una sindacalista. Ma prima ancora un'operaia, una partigiana, una combattente che da quand'era una bimbola (a 12 anni lavorava in fabbrica, a 14 anni era stata promossa capo-reparto) ha messo se stessa al servizio degli altri.

 

Dei lavoratori tessili, delle donne, dei minatori e delle loro famiglie, dei pensionati. Francesca Meneghin è una donna-simbolo.

 

E a 90 anni ha la forza e il coraggio di ricordare, di ribadire - con coerenza - ogni passo fatto. Ogni delusione. Ogni vittoria. Ottenuta insieme all'amica di una vita: Tina Anselmi.

 

La telefonata. Il 1° agosto, Francesca Meneghin è stata festeggiata da tanti amici e un a certo punto qualcuno le ha passato un cellulare. Dall'altro capo c'era Matteo Renzi. L'ex presidente del consiglio, ma anche il segretario del Pd. Il partito in cui Francesca Meneghin oggi si riconosce. Renzi le ha fatto gli auguri. E noi siamo contenti che si sia preso carico di un bel gesto.

 

Che non vorremmo suonasse come uno dei 'bonus' per cui è passato alla storia tiepida del governo italiano.

 

I bonus. Perché i bonus del governo Renzi ci sembrano tanto i buoni sconto. Renzi ha ideato il bonus-cultura per il 18enni. Per accedervi uno deve passare attraverso una procedura online che scoraggerebbe un hacker. E infatti in tanti/troppi ci hanno rinunciato. Poi c'è stato il bonus mamme. Anche questo un buono-vagito.

 

Quale mamma, al settimo mese di gravidanza, tutta presa da ecografie, timori/paturnie da contrazioni uterine, si metterebbe al computer per dichiarare che è incinta? che appena partorirà presenterà questo e quest'altro e quest'altro modulo per avere 500 euro? Ve la vedete una neomamma, alle prese con la prima inevitabile, notturna, colica del pupo, ricordarsi di completare i moduli per i 500 euro del bonus mamma?

 

Viene il sospetto che Renzi non abbia mai partorito. E arriviamo agli 80 euro del bonus per antonomasia . Qui ne scrivo per esperienza personale. Io faccio l'insegnante part-time e la giornalista part-time. In quanto lavoratrice partimizzata ho un reddito - tra gli 8 mila e i 26 mila euro annui - che mi dà accesso al bonus renziano di 80 euro al mese. In effetti l'ho percepito.

 

Ma sono anche un'autrice di libri. Il mio reddito grazie ai diritti d'autore e agli incontri con i lettori, lo scorso anno, è andato oltre i 30 mila euro l'anno. E quindi, il 31 luglio, dopo aver pagato (ovvio) il commercialista, ho dovuto versare allo stato i mille euro e rotti del bonus Renzi. Ho dovuto rispedire il regalo al mittente. Poco male, direte. Be' insomma. Diciamo che sono in buona compagnia.

 

Quasi due milioni di lavoratori dipendenti hanno dovuto tornare allo stato il regalino di Renzi. E non perché avevano avuto un reddito milionario. Avevano superato l’asticella dei 26 mila. Peggio sono stati gli altri. La massa dei lavoratori o non lavoratori che in dodici mesi non hanno percepito neppure 8 mila euro. A loro, Renzi, il bonus di 80 euro non l'ha dato.

 

Se sei troppo povero, che cavolo di bonus vuoi? Magari riceverai quello di compleanno. Ma devi aspettare i 90. Come la brava Francesca Meneghin.

 



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Emanuela Da Ros

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