28 maggio 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Riapre l’ospedale di Valdobbiadene per l’emergenza Coronavirus

Il nosocomio garantirà ben 140 posti letto, preziosi in questo momento

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Ospedale Valdobbiadene

VALDOBBIADENE – Riapre l’ospedale di Valdobbiadene con 140 posti letto per affrontare l’emergenza sanitaria data dal Coronavirus. In tanti sono all’opera in queste ore per rendere operativa entro breve la struttura, che va ricordato è chiusa da anni pur avendo reparti di primordine con camere da due letti e bagno privato. Sulla questione l’ex sindaco Anna Spinnato fa delle considerazioni.

“La notizia è ufficiale: riapre l'ospedale di Valdobbiadene. La Protezione Civile è già al lavoro per ripristinare la fruibilità dell'edificio, addirittura in 7 giorni. Saranno attivati 140 posti letto per attività ospedaliera ordinaria. Guardando le foto degli alpini al lavoro, ieri, mi sono commossa. Anch'io, come tutti, sono a casa e purtroppo non posso vedere con i miei occhi quello che sta succedendo. Alcune riflessioni: è bello pensare che l'ospedale di Valdobbiadene costituisca di nuovo un presidio per la salute dei cittadini; è importante che un immobile di valore, con stanze di degenza da due, tre letti, come riporta anche oggi la stampa, venga fatto uscire dal degrado e dall'abbandono di questi anni; questo grande sforzo della sanità pubblica non va sperperato dopo l'emergenza, ma deve costituire uno stimolo per un ripensamento complessivo sull'organizzazione della sanità e la valorizzazione della sanità pubblica, basata non solo sulle economie di spesa, ma su criteri nuovi, per non tornare dove eravamo, ma per fare un balzo avanti verso un sistema sostenibile, anche dal punto di vista sociale e ambientale”.

L’ex sindaca Spinnato quindi prosegue considerando che: “La battaglia per salvare l'ospedale di Valdobbiadene aveva coinvolto tutta la cittadinanza: ricordo ancora la catena umana che nell'aprile del 1993 diede vita al grande abbraccio dell'ospedale. Poi fino al 99 si susseguirono iniziative a non finire. Nacquero progetti per dare una caratterizzazione all'ospedale di Valdobbiadene: il “Progetto Donna” per dare avvio ad un centro per la nascita e le difficoltà legate alla procreazione; un centro di day surgery, di chirurgia ortopedica ed altra chirurgia, in anni in cui questa pratica era solo agli inizi; un centro per la riabilitazione cardiologica e neurologica, successivamente realizzato a Motta di Livenza. L'ospedale di Valdobbiadene chiuse, come molti altri ospedali nella fascia Pedemontana Trevigiana, mentre nel Veronese i piccoli ospedali rimasero aperti per molti anni, e diversi lo sono ancora attualmente. Oggi questa terribile emergenza sanitaria, che avrà ripercussioni sull'intera organizzazione sociale ed economica della nostra comunità ci insegni a cambiare la mentalità e gli obiettivi politici, a preoccuparci di valorizzare le conoscenze e le competenze, proteggere meglio i più deboli, prevenire investendo in ricerca, sanità cultura, trasformare il nostro modo di vivere e di produrre, non solo per il profitto individuale, ma anche per il bene dell'intera comunità: qualcosa si muove in questo senso e questo ci rende fiduciosi”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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