20 ottobre 2020

Montebelluna

Rossignol: “Nessun lavoratore rischia di perdere il posto, a Montebelluna”

L’azienda smentisce i timori dei sindacati in una nota ufficiale in cui rassicura tutti

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Rossignol Lange

MONTEBELLUNA – I 107 dipendenti della Rossignol Lange di Montebelluna non hanno nulla da temere, il loro posto di lavoro è sicuro! Lo comunica con una nota ufficiale la stessa azienda montebellunese esprimendo stupore per l’allarme lanciato dai sindacati in tal senso.

“E’ una notizia del tutto priva di fondamento, di cui non riesco a capire la ragione”, dichiara il Direttore Generale della società, Giuseppe Garbujo. “Il 21 settembre” prosegue “la Direzione del Gruppo Rossignol ha annunciato un piano di riorganizzazione che riguarderà alcuni siti francesi, ma che non coinvolge Rossignol Lange. Mi sono premurato di informare subito i responsabili aziendali di quanto stava avvenendo, e immediatamente dopo la dirigenza aziendale ha contattato le RSU interne, per informarle adeguatamente e per rassicurarle sull’estraneità del sito di Montebelluna al piano”.

Va detto che lo stabilimento montebellunese, attivo fin dagli anni Sessanta, è un pezzo di storia del calzatura sportiva e occupa stabilmente 110 dipendenti alle quali si sommano le maestranze stagionali: “Essendo rimasto tra i pochi nel settore degli scarponi da sci – precisa l’azienda -, a mantenere una parte di produzione made in Italy”. La sede di Montebelluna ospita l’anima e la mente di questa storica realtà produttiva, tant’è che qui vengono ideati, sviluppati e industrializzati tutti i prodotti del gruppo legati alla scarpa. Una realtà solida che negli ultimi 5 anni, grazie ad una valida politica aziendale è riuscita a incrementare del 15% i dipendenti impiegati.

“Il nostro corretto modo di interfacciarci con i dipendenti e le rappresentanze sindacali”, afferma ancora Garbujo “era in questo caso volto a prevenire le preoccupazioni e gli interrogativi dei collaboratori e degli altri stakeholder dell’azienda. A seguito della pubblicazione del comunicato dell’organizzazione sindacale, abbiamo appunto ricevuto chiamate allarmate dagli stessi dipendenti, fornitori e terzisti. Quello che lascia più allibiti” - conclude - “è che sia stato fatto un comunicato basato su ipotesi, senza che il sindacato tenesse conto di quanto già era stato comunicato dall’azienda alle Rsu. Purtroppo, ormai la cosa è fatta e ciò sta causando dei danni a Rossignol”.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttore responsabile

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