27 ottobre 2020

Ruggiero Capodivento

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Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

TREVISO VISTA DAL NUOVO COMANDANTE DEI CARABINIERI, CAPODIVENTO

Da tre settimane si è insediato al Comando Provinciale dei Carabinieri il Colonnello Ruggiero Capodivento. Ci riceve con molta disponibilità per questa intervista, nello splendido Palazzo del 1500, con affreschi che meritano di essere ammirati, nel centro storico, vicino al Duomo di Treviso. Nelle battute preliminari, avendo letto dal curriculum di due suoi figli, il capitano Savino e il sottotenente Riccardo, ambedue ufficiali dell'Arma, gli ho chiesto se avesse assunto i panni del "pater familias". Non lo ha confermato, perché il padre e il nonno erano carabinieri. Insomma quattro generazioni consecutive nell'Arma deve essere una realtà eccezionale!

Il suo curriculum di grande prestigio attesta una carriera "rapida", se a 50 anni, dopo aver concluso l'ultimo incarico di Capo Ufficio Addestramento del Comando Scuole dell'Arma, è approdato al Comando di Treviso. Si tratta di un ritorno in Veneto, perché negli anni '90, quelli della banda del Brenta, legata a Felice Maniero, era tenente a Mestre.

Nel presentarmi, volevo dargli qualche informazione su OggiTreviso. Simpaticamente mi ha dato una nota di colore: conosceva il nostro quotidiano, perché, da quando aveva optato per Treviso, si era documentato sul territorio provinciale attraverso la lettura del nostro giornale, che è stato la sua fonte di notizie nel cammino di avvicinamento e che continua a seguire, anche perché la struttura organizzativa delle nostre informazioni sui vari territori provinciali, è identica a quella dell'Arma.

Sono molti gli encomi ricevuti dal Colonnello Capodivento, ma quello a cui si sente maggiormente legato riguarda la sua permanenza dal 17 ottobre 2012 al 12 gennaio 2013 in India come rappresentante del Ministro della Difesa, l'Ammiraglio Di Paola, durante la quale ha ricoperto la funzione di consigliere giuridico nell'ambito della Missione Italiana interforze presso l'Ambasciata Italiana per i due fucilieri Latorre e Girone. Lì è stato testimone della fierezza con cui i nostri due marò hanno reagito e continuano a farlo da "eroi, insieme alle loro famiglie". A quasi due anni dall'incidente, ci sono segnali positivi, ma la tempistica indiana, anche per la loro filosofia di vita ed esistenziale, è molto diversa da quella occidentale e italiana.

D. Quando e perché ha scelto come sede Treviso?
R. Durante l'estate, quando si programmano gli avvicendamenti, nella rosa dei comandi mi erano state offerte alcune sedi, compresa Treviso. Dopo le naturali informazioni sul territorio, cercate autonomamente, mi sono confrontato con il mio predecessore, amico e compagno di corso, il col. Gianfranco Lusito e ho chiesto Treviso. Per ironia della sorte, ci siamo scambiati di posto, perché Lusito si è insediato al Comando, da cui provengo.

D. Come ha trovato la nostra Provincia?
R. Assolutamente aderente alle aspettative e come me l'aveva presentata Lusito. Mi sono trovato bene, perché, provenendo da Roma, grande città, ma ricca di problematiche, Treviso è una città molto gradevole, ordinata e pulita, così come le città sedi delle compagnie, che ho visitate.

D. Lei si ritrova ora in una città di grandi cambiamenti, con una nuova generazione, fatta di giovani, nella nuova Amministrazione, che ha dato una svolta anche all'ambito culturale, basti pensare alla nuova stagione del teatro "Del Monaco", condivisa anche dall'Amministrazione, dalla Fondazione Benetton e dal Conservatorio di Castelfranco. Sicuramente durante il passaggio delle consegne le saranno stati presentati i problemi più grossi del territorio...
R. Premesso che io sono favorevole ai cambiamenti, perché favoriscono i rinnovamenti, che sono sempre necessari, è un bene, ho preso atto che non ci sono grandi fatti di criminalità, ma ci sono episodi di microcriminalità. Mi riferisco in particolare ai furti negli appartamenti. Il fenomeno è abbastanza consistente, ma, tutto sommato, gli ultimi dati sembrano prefigurare una certa flessione. I dati saranno approfonditi a fine anno, ma questa è una tendenza. Ovvio che la situazione congiunturale sul piano economico non favorisce la sicurezza, perché chi è borderline è spinto a compiere qualche atto di illegalità.

D. Qual è la specificità dell'Arma, rispetto alla Polizia? in che modo la rappresenterebbe?
R. I Carabinieri e la Polizia sono due Forze di Polizia a competenza generale, abbiamo le stesse funzioni. La peculiarità dei Carabinieri: già Esercito Italiano, con le stellette, dal quale ci siamo distaccati nel 2000. Anche dopo questo cambiamento, manteniamo la nostra fisionomia di essere forza armata, con compiti di polizia. Per i compiti militari facciamo riferimento al Ministero della Difesa, per i compiti di polizia invece al Ministero degli Interni. Un discorso a parte va fatto per alcune specializzazioni per le quali siamo collegati ad altri dicasteri, come la Sanità per le sofisticazioni. La differenza con la Polizia è solo di carattere organizzativa.

D. Ce la spieghi meglio, dandoci, per favore qualche dato ..
R. I carabinieri sono noti anche per la polverizzazione sul territorio; abbiamo 5 compagnie, comandate dai capitani, a Castelfranco, a Conegliano, a Montebelluna, a Treviso e a Vittorio Veneto e una tenenza a Oderzo. Abbiamo 39 stazioni, comandate dai marescialli e luogotenenti e possiamo contare su una forza complessiva di circa 900 unità.

D. Sono in programma iniziative sul territorio, che possano avvicinare l'Arma alla gente comune e ai giovani?
Ne vorrei accennare essenzialmente a due: gli incontri periodici con le scolaresche e i giovani, per avvicinarli alle Istituzioni e le iniziative legate al "Telefono Rosa", per frenare un fenomeno, che è esploso negli ultimi tempi, anche se, probabilmente, nel passato certe situazioni erano rigorosamente coperte dai comportamenti minacciosi dell'uomo sulle vittime di soprusi.

D. Colonnello, per completare questo incontro, quale messaggio intende rivolgere ai trevigiani?
R. La nostra aspirazione è quella di essere più vicini e prossimi alla popolazione, per converso vorremmo che anche la popolazione ci sia vicina, che non abbia remore a parlarci delle loro problematiche. Si tratta di creare le condizioni per favorire le sinergie. Da soli si può fare meno. Mi permetta una battuta: avremmo tanti carabinieri sul territorio! Ci possono dare il polso della situazione, alcune indicazioni possono aiutarci a intervenire, a prevenire. Per noi è molto importante questa collaborazione tra noi e il territorio. Ovviamente mi rivolgo anche agli amministratori, che hanno già di per sé questa funzione. In molte circostanze l'aiuto delle persone, che ci hanno comunicato quanto avevano visto, è stato fondamentale per risolvere situazioni complesse.



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