07 luglio 2020

Treviso

Sempre la solita burocrazia, la protesta parte da Treviso: "Lo Stato ci mette 40 giorni per una circolare. A noi danno tempo 5 giorni"

Cna Treviso denuncia le difficoltà legate alla nuova circolare Inps sulla cassa integrazione

| Roberto Silvestrin |

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TREVISO - Il paese viaggia a due velocità, è evidente. E allora è possibile che lo Stato impieghi 40 giorni per emanare una circolare e che lasci alle associazioni di categoria solo 5 giorni per fare tutto il lavoro.

 

La protesta questa volta parte da Cna Treviso, che ora verrà sommersa di richieste a causa delle tempistiche svantaggiose della burocrazia.

 

Sabato scorso infatti è stata emanata la circolare Inps numero 78, la prima di tre previste, che rende (solo in parte) operative le ulteriori 9 settimane di cassa integrazione Covid-19 introdotte dal Decreto Rilancio. Dal 17 maggio - data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto - al 27 giugno – data della prima circolare Inps - sono passati ben 40 giorni. Agli intermediari si dà invece tempo solo fino al 3 luglio per presentare alcune tipologie di domande per conto delle aziende.

 

Per ovviare ai ritardi nei pagamenti, il Decreto Rilancio ha introdotto un meccanismo di "anticipo del 40% della cassa integrazione" al lavoratore. In sostanza l'Inps paga il 40% della cassa integrazione al lavoratore prima ancora di verificare e approvare l'intera domanda presentata dall'azienda, con l'intento di accelerare i tempi.

 

La circolare 78, che disciplina il modo in cui si deve gestire questo anticipo, assegna ora per questa casistica agli intermediari il termine del 3 luglio per la presentazione delle domande. “A farne le spese, oltre ai lavoratori e ai cittadini, sono gli intermediari come i nostri centri servizi, che da qualunque annuncio vengono tartassati di richieste non attuabili fintanto che non arrivano le istruzioni operative. Poi, quando finalmente arrivano, ci danno pochi giorni per produrre montagne di carte”, denuncia Mattia Panazzolo, direttore territoriale di CNA Treviso.

 



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Roberto Silvestrin

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