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27 gennaio 2022

Castelfranco

Serata LILT a Resana per parlare di tumore alla prostata

Verrà presentato il progetto previsto in collaborazione con lo IOV di Castelfranco Veneto

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

tumore alla prostata

RESANA - “Sarà probabilmente effettivo già a partire da gennaio 2022 il progetto ideato da Lilt Delegazione Castelfranco Veneto in supporto al paziente operato alla PROSTATA”, afferma Fanni Guidolin, responsabile della delegazione Castellana. Un percorso di riabilitazione maschile che vede la partecipazione di personale sanitario volontario, come una terapista per la riabilitazione dell’incontinenza, una esperta in ginnastica riabilitativa di gruppo, una psicologa sessuologa, una infermiera counselor per i gruppi di auto mutuo aiuto al maschile, oltre che una dietista e una estetista esperta in tossicità cutanea da radio o chemioterapie.

“Inseguivo l’idea da anni”, continua la Guidolin, infermiera stomaterapista specialista nella riabilitazione del pavimento pelvico, “ho riabilitato più di 500 uomini in dieci anni e da quando, nel 2019, il percorso al servizio è stato modificato dalla legge regionale, con l’accesso degli incontinenti in fisioterapia ospedaliera, ho capito che Lilt poteva comunque fare qualcosa in più, dare un piccolo contributo, completando l’assistenza per migliorare la qualità di vita degli uomini.” Tutte le operatrici sanitarie opereranno come volontarie nella sede Lilt e negli ambulatori già attivi per le donne operate al seno.

Nella serata del 19 Novembre 2021 alle ore 20.30 presso la sala polifunzionale di Resana (Tv) si parlerà di tumore alla prostata e verrà presentato il progetto previsto in collaborazione con lo IOV di Castelfranco Veneto. Oltre al presidente provinciale Lilt dott. A. Gava e alla responsabile della delegazione Lilt dott.ssa F. Guidolin, saranno presenti il dott. A. Corsi, urologo della u.o. Diretta dal dott. A.Porreca e la dott.ssa C. Bertelli psicologa psicoterapeuta e consulente sessuale.

Il tumore della prostata è diventato il tumore più frequente nella popolazione maschile nell’ultimo decennio, tra i paesi occidentali. Alla base di questo fenomeno c’è la maggiore probabilità di diagnosticare tale malattia sia attraverso uno screening precoce come il dosaggio del PSA, sia attraverso l’esame digito rettale, l’ecografia prostatica e la biopsia sotto guida ecografica. Nella fase iniziale il tumore della prostata non dà grandi segnali, ma con il progredire della malattia potrebbero comparire sintomi come la diminuzione della potenza del getto urinario, la pollachiuria, ovvero la necessità di urinare spesso, l’ematuria ovvero il sangue nelle urine, la disuria ovvero la difficoltà a iniziare la minzione associati a più o meno dolore perineale ovvero della muscolatura del pavimento pelvico, nella parte bassa del bacino.

Nel 2020 sono stati più di 36.000 le nuove diagnosi di cancro alla prostata in Italia. Dopo l’asportazione della prostata è possibile che il paziente manifesti disfunzioni sessuali oltre al problema dell’incontinenza, che anche se transitoria, può davvero inficiare la qualità della vita. L’incontinenza, nello specifico, limita la vita sociale e lavorativa, le relazioni, e può causare depressione. Entrambe le problematiche posso essere trattate con un adeguato percorso di riabilitazione.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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