08 aprile 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Lo sfogo di una mamma dopo l'esplosione a Premaor: "Non siamo terroristi"

La testimonianza di Stefania, una mamma indignata e delusa dalla politica

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Lo sfogo di una mamma dopo l'esplosione a Premaor:

MIANE – Si chiama Stefania Bolognesi è mamma, lavora come assistente sociale, è referente del centro antiviolenza sulle donne ed abita in via Rive a Premaor dove dopo che uno scavatore ha preso fuoco c’è stato chi ha accusato i residenti della zona di “terrorismo”. Già, anche se ad oggi non è dato sapere se l’incendio sia doloso o accidentale, c’è chi ha puntato il dito sulle famiglie che si sono attivate per bloccare il vigneto attiguo alle loro case.

“Sono delusa e rammaricata – spiega Stefania, dopo che ieri anche Fabio Magro, il presidente del comitato dei residenti, ha espresso il suo sdegno per le accuse che gli sono state mosse -. Al pari di Fabio e delle altre famiglie che risiedono in via Rive, anche noi siamo gente perbene che lavora e si occupa dei propri figli perciò non accetto di essere accusata ingiustamente. La mia vita è sempre stata cristallina e dedita alla non violenza e leggere sui social che noi residenti educhiamo i nostri figli al terrorismo è inaccettabile”.

Stefania spiega di aver deciso di parlare pubblicamente perché si sappia che i residenti sono tutti uniti e solidali tra loro e che: “Non intendiamo farci insultare in questo modo. Sono indignata ma anche delusa dalla politica. In questi mesi abbiamo mandato lettere a tutti e nessuno ci ha risposto ma dopo che il Tar non ha accolto la richiesta di sospensiva c’è stato anche qualche onorevole che ha pubblicamente esultato. Beh, si sappia che il Tar non ha ancor deciso in merito al vigneto ma si è solo espresso sulla richiesta di sospendere i lavori”.

Stefania spiega che è alle deputata Angela Colmellere che fa riferimento alla quale il comitato aveva scritto per avere sostegno ma senza ottenere risposta: “Dopo che il Tra ha negato la sospensiva ha però trovato il tempo di esultare pubblicamente nella sua pagina social dove ha anche scritto che è stato salvaguardato il bosco, quando invece è stato abbattuto. Sono profondamente delusa: siamo cittadini preoccupati che si sono rivolti alla giustizia per esser tutelati e ci trattano in questo modo! Come definire tutto questo?”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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