30 marzo 2020

Nord-Est

Sfruttavano immigrati e li tenevano in condizioni di indigenza, arrestata coppia di imprenditori in Veneto

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Sfruttavano immigrati e li tenevano in condizioni di indigenza, arrestata coppia di imprenditori in Veneto

I carabinieri di Padova stanno dando esecuzione ad un ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un imprenditore operante nel settore agricolo, e della moglie che dal 2011 sfruttavano manodopera clandestina, per la conduzione della propria azienda. Decine gli stranieri sfruttati e tenuti quasi in stato di indigenza.

 

Contestualmente agli arresti eseguito anche un decreto di sequestro di immobili riconducibili all'imprenditore, del valore di oltre 600.000 euro che andrà a garanzia del danno erariale causato dal mancato versamento di tutti gli oneri connessi alle prestazioni lavorative documentate.

 

Sequestrati anche conti correnti e valori mobiliari. I lavoratori infortunatisi nell'espletamento delle loro mansioni erano costretti a mentire ai sanitari per non perdere il posto di lavoro.

 

Gli arrestati sono Walter Tresoldi, 49 anni di Albignasego, condotto al Due Palazzi di Padova, e la moglie Fanica Hodorogea, 48 anni di origini romene, posta ai domiciliari. Sono accusati, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, lesioni personali, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, omesso versamento di contributi previdenziali ed evasione connessa a denunce obbligatorie del datore di lavoro.

 

Oltre a loro il gip di Padova ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare anche per un loro collaboratore di origine bengalese, al momento all'estero.

 

Tresoldi e la moglie, titolari di un'azienda agricola ad Albignasego, sono ritenuti responsabili di aver reclutato, utilizzato, assunto (a volte per il tempo necessario al fine di far ottenere al prestatore d'opera il permesso di soggiorno e il rinnovo) e impiegato manodopera, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno. Decine i lavoratori coinvolti, in maggioranza bengalese.

 

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