28 settembre 2020

Vittorio Veneto

Si “sventola” con la Costituzione: cittadinanza negata

Il sindaco di Colle Umberto “respinge” un’immigrata macedone, residente in Italia da 16 anni

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Si “sventola” con la Costituzione: cittadinanza negata

COLLE UMBERTO - Poteva esserci una festa nel comune di Colle Umberto, mercoledì pomeriggio. Ma tutto è finito a...tarallucci e insulti.

 

I fatti. Un’immigrata 37enne, originaria della Macedonia ma residente in Italia da 16 anni, alle cinque si è presentata in municipio col marito e i tre bambini (l’ultima di un anno) per ricevere la cittadinanza (di cui il marito è già in possesso). Il sindaco Edoardo Scarpis, con tanto di fascia tricolore, accompagnato dal segretario comunale, ha chiesto alla signora di pronunciare il giuramento del caso. Poi qualcosa è andato storto.

L’opinione degli interessati. “Il sindaco - fa sapere la famiglia - si è rifiutato di firmare la cittadinanza a questa mamma per non aver letto perfettamente il giuramento, andando contro il decreto firmato dal ministro Alfano il 24 febbraio scorso. In seguito al comportamento aggressivo del primo cittadino, la signora si è anche sentita male”.

 

L’opinione del sindaco Edoardo Scarpis. “E’ vero che ho negato la cittadinanza alla signora, ma non perché la sua lettura del giuramento fosse stentata. Visto che stava giurando sulla Costituzione, le ho chiesto se sapeva che cosa avesse in mano. Poiché non rispondeva, le ho lasciato il tempo di confrontarsi con il marito. Dopo qualche minuto, lei ha preso il libretto con la Costituzione e se l’è sventolato in faccia come se fosse un ventaglio”.

A quel punto, il sindaco Scarpis ha perso la calma. “Alla signora, che sembrava sbeffeggiarsi della carta scritta dai nostri padri costituenti sessant’anni fa, ho risposto che le avrei dato la cittadinanza quando avesse dimostrato di conoscerne il valore. Non pretendo che nessuno impari tutti gli articoli contenuti, ma sapere a grandi linee cos’è la Costituzione è il minimo”.

 

Quindi la signora potrà ripresentarsi in municipio per diventare ufficialmente cittadina italiana? “Certo - spiega Scarpis - purché abbia la consapevolezza del valore del libro su cui presta giuramento. Non è la prima volta che nego la cittadinanza a un immigrato. Lo scorso anno, mi è accaduto un caso analogo. Allora mi sono rivolto al prefetto, che mi ha dato ragione, spiegando che stavo applicando correttamente la normativa.”

 

Ora la famiglia a cui è stata negata la cittadinanza attende una nuova chiamata in comune. "Non so quale sia la prassi - commenta il marito della signora di origine macedone - ma cercheremo di ottenere quello che è un nostro diritto. Il sindaco non può impedire a una donna di ottenere quella cittadinanza che ha ricevuto parere positivo dal Consiglio di Stato. E poi non è vero che mia moglie si sventolava con la Costituzione: dopo il diniego del sindaco stava per svenire, era pallidissima, sudava e ha usato l'unica cosa che aveva tra le mani per ...farsi coraggio".

 


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