04 giugno 2020

Vittorio Veneto

Il sindaco che non c’è (ma c’era)

Un giallo (pettegolo) intorno alla figura dell’ex sindaco vittoriese Toni Da Re

| Emanuela Da Ros | commenti |

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Il sindaco che non c’è (ma c’era)

VITTORIO VENETO - Nella galleria di ritratti degli ex sindaci vittoriesi che “arreda” l’atrio che introduce alla sala nobile del municipio c’è una foto che non c’è. C’è un foglio bianco incorniciato. O, se preferite, una cornice che racchiude il nulla.

Chi ce l’ha fatto notare l’ha buttata sul giallo pettegolo-investigativo. “Perché nella teoria dei 28 ex sindaci vittoriesi manca un volto? Chi ha rubato quella foto (a cui pure corrisponde tanto di targhetta identificativa)? E l’ha rubata perché - da fan - la considerava un cimelio da collezione o per toglierla di mezzo? A chi poteva stare tanto sulle castagne quel sindaco da eliminarne l’effigie?”

Un sorriso ci sta. Anche perché l’altra versione pettegola sulla ‘foto che non c’è’ più che al giallo si ispira al fantasy, all’ipotesi onirica, insomma ha a che fare coi fantasmi: qualcuno ha suggerito che la foto in realtà c’è, ma la vedono solo i bravi e gli onesti, coloro che mai hanno raccontato una balla in vita loro. E insomma: non la vede nessuno.

La realtà è che tra gli ex sindaci vittoriesi, fotografati e incorniciati nell’atrio superiore del municipio, manca la foto di Toni Da Re.

 

Tra l’immagine sorridente di Scottà e quella di Tonon fa strana mostra di sé una cornice vuota, dove però è indicato il nome di Gianantonio Da Re.

Come se lui ci fosse, senza esserci, in quella compagnia di primissimi cittadini che parte da Francesco Rossi, primo sindaco vittoriese nel 1866, per arrivare ai giorni nostri.

Come si risolvono i gialli? Agatha Cristie era impegnata, così ho pensato di telefonare al diretto interessato. Sempre disponibilissimo - per la cronaca.

“Ma per cortesia! - ha sbottato l’ex sindaco Toni Da Re - Non ho mai voluto che la mia foto fosse appesa in quella sorta di colombaia! Quea gaeria de ritratti la è bruta ‘na pasuda. La me par un monumento ai caduti!”

In effetti i sindaci ritratti sono de-caduti, ma incorniciare un foglio bianco non ti pare di cattivo gusto? O quanto meno assurdo?

Quell’allestimento è assurdo in sè. L’ho sempre detto.

Il fatto è che i ritratti ormai sono appesi e quella foto invisibile può far supporre che vi sia un fantasma tra gli ex sindaci…

In epoca romana, repubblicana e imperiale, era piuttosto diffusa la damnatio memoriae, la cancellazione su monumenti o documenti di tracce relative a qualche imperatore ormai confinato al passato. Ecco, il fatto che non ci sia la mia foto potrebbe richiamare questa pratica antica…

Comunque, Toni, visto che sto comunicando con una persona viva e non un fantasma, puoi aggiornarci sul tuo presente?

Come tutti ho rispettato le norme durante il lockdown. I lavori del parlamento a Bruxelles (Toni Da Re è deputato europeo da un anno) procedono lentamente e comunque le discussioni e i confronti negli ultimi mesi sono avvenuti online, quindi non mi sono mosso da casa.

In uno degli ultimi dibattiti - quello datato 10 marzo - Toni Da Re è intervenuto all’assemblea a Bruxelles strigliando l’Europa proprio sul Coronavirus. “Le regioni del Nord Italia, in particolare il Veneto e la Lombardia - ha detto Da Re - si sono attivate, adottando misure essenziali di prevenzione per evitare la diffusione del virus (...) Oggi evidenziamo il volto ipocrita dell’Unione europea”.

Ultima cosa, Toni. Hai fatto l’orto?

No. Non faccio l’orto.

 



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Emanuela Da Ros

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